Banditos – Banditos ( Bloodshot Records, 2015)

B

Bel disco di esordio per questo gruppo a nome Banditos, proveniente da Birmingham, Alabama che propone un rock-blues’n’boogie, con aggiunta di contaminazioni garage, southern rock e country blues delle Mississippi Hills.
Il disco che si ascolta risulta genuino ed a tratti sorprendente; la band che nel frattempo si è trasferita in quel di Nashville, è formata dal frontman Stephen Alan Pierce al banjo e voce, Corey Parsons, il co-fondatore, alle chitarre ed all’ altra voce solista (il gruppo ne utilizza ben tre), Mary Beth Richardson la voce solista femminile (nei brani in cui compare la sua voce vengono in mente gli Alabama Shakes di Britanny Howard), Jeffrey Salter alla chitarra, e la sezione ritmica composta da Danny Vines (basso) e Randy Wade (percussioni).
I brani sono firmati da tutti i componenti del gruppo e sono di grande qualità. “The Breeze” primo brano del disco è energico e di grande impatto, sorretto dal banjo in piena frenesia, con le voci di Pierce ed il controcanto della Richardson che richiamano alla mente molti gruppi del passato con l’ ombra psichedelica dettata dall’ organo sixties e dal feedback delle chitarre.
Con “Waitin’” si cambia registro e ci spostiamo verso il country cow punk, la voce Mary Beth primeggia tra le chitarre stile twangy. “Golden Grease” energico rock boogie con ancora protagonista la potente voce della Richardson. La successiva “No Good” è una ballata rock’n’soul mentre “Ain’t It Hard” è un esempio di rock garage psichedelico. “Still Sober (After All These Years)” è country’n’roll mentre “Long Gone, Anyway” è un rockabilly boogie con l’ aggiunta di banjo e kazoo, suonato da Mary Beth.

“Old ways” è una grande ballata blues, “Can’t Get Away” e “Blue Mosey #2”, sono due ottimi esempi di canzoni rock con influenze country (in particolare la seconda con l’aggiunta della pedal steel guitar), mentre “Cry Baby Cry” con chitarre, banjo e piano a rincorrersi in questo boogie tirato con l’ intreccio vocale dei tre che rende la canzone decisamente godibile. “Preachin’ The Choir” è la degna chiusura di un disco decisamente intrigante, un’altra ballata psichedelica con tanto di jam strumentale.
Se amate il sound dei Drive By Truckers, Alabama Shakes (del primo album), Georgia Satellites, ZZTop, i Creedence più psichedelici ma anche Chuck Berry e tanto sano rock’n’roll contaminato da ogni sorta di genere musicale: non fateveli scappare. Ottimo esordio.

Voto: 8,0

Tracklist:

1.The Breeze
2.Waitin’
3.Golden Grease
4.No Good
5.Ain’t It Hard
6.Still Sober (After All These Beers)
7.Long Gone, Anyway
8.Old Ways
9.Can’t Get Away
10.Blue Mosey #2
11.Cry Baby Cry
12.Preachin’ To The Choir

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...