La regola del gioco – Un film di Michael Cuesta ( USA, 2015 )

locandina

Titolo originale Kill the Messenger
durata 111 minuti
Con Jeremy Renner, Rosemarie DeWitt, Ray Liotta, Tim Blake Nelson, Barry Pepper. Oliver Platt, Michael Sheen, Paz Vega, Michael Kenneth Williams, Mary Elizabeth Winstead, Andy Garcia, Robert Patrick.

Kill the messenger, riproposto per il mercato italiano con un decisamente più anonimo “La regola del gioco”, è basato su fatti realmente accaduti e riporta alla luce gli scandali degli anni ’80 che vennero a galla nel decennio successivo grazie al meticoloso lavoro investigativo di un reporter, Gary Webb che riusci a scoprire il coinvolgimento della CIA nello spaccio di cocaina negli USA che aveva come principali destinatari la popolazione afroamericana. Il ricavato delle vendite andava a sostenere i contras in Nicaragua nella loro lotta per destabilizzare il governo comunista.
Dal Nicaragua sino a Washington, Gary ha cercato di far luce su uno degli scandali meno conosciuti della storia contemporanea e per farlo non si è mai tirato indietro, contattando agenti governativi, affaristi, detenuti e spacciatori.
Webb, dedicò anni a scrivere questi articoli di denuncia, ricevendo prima grandi consensi ed elogi (venne pure insignito come giornalista dell’anno) ma ben presto la CIA passò al contrattacco e la vita privata e professionale di Webb diventò insostenibile, scontrandosi con persone e colleghi che prima lo avevano aiutato nell’investigazione, ma in seguito lo ostacolarono: su tutti il Washington Post (spinto dalla CIA) mise a punto un piano per diffamare Webb e screditarlo.
Questo atteggiamento da parte dei colleghi delle testate più prestigiose fu una vendetta nei suoi confronti e del giornale che rappresentava, ovvero un piccolo giornale locale ed un uomo che nessuno aveva mai sentito nominare prima aveva mostrato lo sporco della politica internazionale con le sue scoperte. Pertanto, anni di ricerche e sacrifici personali vengono in seguito ridimensionati: le prove scompaiono come le fonti che diventano inattendibili.
In piena crisi matrimoniale l’uomo si vede costretto a lasciare temporaneamente i figli e la propria moglie. Rifugiatosi in un motel di una cittadina della California, Gary da una piccola filiale del giornale per il quale lavorava, continuò il suo lavoro investigativo che nel frattempo non interessava più a nessuno e non occupava alcuno spazio sulle testate giornalistiche statunitensi, le quali invece facevano a gara per scrivere dello scandalo Clinton/Lewinski (ottimo paravento per evitare di parlare di notizie scomode per il proprio governo, e qui si potrebbe fare molte analogie…).

Il regista Michael Cuesta mette a punto un dramma personale e politico dal forte impianto narrativo, nonostante la sceneggiatura sia strutturata in maniera semplice, tanto che sembra di seguire a tratti un vero reportage piuttosto che un film. Tutto ciò non rovina la visione, anzi riesce a tenere alto l’interesse, complice anche il ritmo serrato e la storia interessante, perchè poco conosciuta. Il merito va soprattutto all’ attore Jeremy Renner, che riesce a far esaltare il personaggio di Gary Webb, facendone trapelare tutta la determinazione, il coraggio e l’onestà di un reporter convinto che la missione principale del suo mestiere sia far conoscere la verità, divulgandola anche a costo di pagarne le conseguenze.
Un film di denuncia che merita di essere visto per capire meglio le dinamiche della politica estera statunitense. Ma in particolare per onorare la memoria di un uomo che ha sacrificato tutto – vita compresa, dato che fu trovato morto per apparente “suicidio” – per una verità che finalmente venne a galla diversi anni dopo.

Voto: 7,5

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4 pensieri su “La regola del gioco – Un film di Michael Cuesta ( USA, 2015 )

  1. L’ho scaricato l’altor ieri attirato dal titolo.
    Però ora comincio a ricredermi:
    – storia vera (e di solito le evito)
    – Jeremy Renner (attore che digerisco proprio poco)
    – giornalismo d’inchiesta (argomento nobilissimo, ma che mi stuzzica quasi per niente)

    mi sa che passo oltre 😦

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    • Azz… ho sbagliato data per pubblicarla ….Direi di provarci lo stesso a guardarlo perché merita. Anche per me Renner non è certo tra i miei preferiti ma proprio dopo questo film ha acquisito dei punti. Infine, è un peccato averlo tra le mani e cestinarlo senza pietà 😉 ciao

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  2. L’ho visto.
    Non riesco a dargli un voto alto come il tuo e mi fermo a un 6 (massimo 6.5).
    Però tieni presente che: a)odio i film con le storie vere; b)non sopporto renner; c)il giornalismo di inchiesta mi annoia.
    Pertanto se gli do una rotonda sufficienza nonostante questi tre fattori, significa che il film è fatto proprio proprio bene.

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