Dave Alvin and Phil Alvin – Lost Time (Yep Rock Records, 2015)

Dave and Phil

I fratelli Alvin cercano di compensare quel tempo perduto dopo che Dave ha lasciato i Blasters quasi trent’anni fa. Sono cresciuto (per mia grande fortuna) ascoltando la loro musica, che a mio modesto parere è la summa della musica “americana” per antonomasia, quell’ insuperabile concentrato di R’n’r, Blues, Country, Swing e Gospel difficilmente riscontrabile in altre band. Phil e Dave tornano, dopo il successo dello scorso anno col tributo a Big Bill Broonzy, a scavare a fondo per rivelare altre gemme blues e R&B pressochè sconosciute, riproponendole con la stessa energia di un vecchio disco del gruppo.
Nella breve nota di copertina, Dave spiega che il disco è anche un omaggio al grande shouter blues degli anni ‘ 50 e loro amico Big Joe Turner. Infatti hanno scelto ben quattro suoi brani, tra i quali segnalo una elegante e jazzata “Cherry Red Blues” e la vivace e sfrenata (in pieno sound dei Blasters) “Feeling Happy”, e non è neppure un segreto che Phil sia stato influenzato nel modo di cantare proprio da Turner.
Dallo shuffle notturno posto in apertura su “Mr. Kicks” di Oscar Brown, Jr. al gospel acustico da back porch posto in chiusura di “If You See My Savior” (una delle poche volte che entrambi i fratelli cantano insieme), è chiaro che i fratelli stanno vivendo un altra grande intesa (e non solo musicale) che li ha portati a suonare canzoni che amano e li hanno influenzati per decenni.

Phil continua a cantare in maniera impressionante, anche dopo l’ operazione alla gola che ha subito alcuni anni orsono (l’ incidente avvenne durante una tournee europea che doveva toccare pure l’ Italia ma fu sospesa a causa del malore che colpi Phil, capitato durante la loro permanenza in Spagna) la sua voce è forte, vibrante e spesso anche potente, come nella splendida versione della canzone di James Brown “Please Please Please” (spesso in passato interpretata dal vivo), che raggiunge i livelli dell’ originale.
Il grande pianista Gene Taylor (ex Blasters, Canned Heat, Fabulous Thunderbirds, J. Harman Band, ecc.. ) è ospite nel brano traditional “Rattlesnakin ‘Daddy,” cantata da Dave, mentre lascia a Phil il compito di esternare le sue abilità all’ armonica.
“A New Orleans (Rising Sun Blues)” è una sorta di rielaborazione del traditional “House of the Rising Sun” ancora riletta con la voce di Dave.
Il duo poi scaraventa una “Sit Down Baby” di Willie Dixon a bagno nello swamp blues, mentre “Wee Baby Blues” di Turner esplode in un assolo selvaggio di Dave alla chitarra mentre Phil è depositario di un canto emozionante.

Questo è un album di blues, ma non solo, visto i vari stili presenti che spaziano dal ragtime allo swing, al juke-joint, al gospel ed al boogie; quindi risulta vario, fresco e rimanda in parte al suono dei dischi dei Blasters. Non c’è una traccia debole tra quelle presenti, e rendono questo lavoro come candidato ad essere tra i migliori dischi blues/americana dell’anno.
Non aggiungo altro, se non la nota di copertina scritta di pugno da Dave, il quale spiega come è nato questo ulteriore tributo ad una musica che loro amano da tutta una vita.
Dave Alvin, 2015: “Il tempo perduto non si riacquista più. È uno di quei vecchi modi dire che si è soliti accettare come profonda verità. Se ognuno di noi guarda indietro nella propria vita troverà del tempo perso da rimpiangere o delle opportunità mancate o strade non intraprese (ma che avremmo potuto prendere). Ma i modi di dire non sono insindacabili. Ogni tanto, come l’uomo fa con la legge, anche le massime possono essere trasformate, adattate, stravolte. A volte il caso, Dio o l’universo o comunque lo vogliate chiamare, ci da la rara occasione di sfatare un vecchio modo di dire. Ho avuto io stesso questa opportunità l’anno scorso quando assieme a mio fratello abbiamo registrato un album di canzoni scritte da uno dei nostri eroi, il bluesman Big Bill Broonzy. Dopo 30 anni passati a non fare musica regolarmente insieme e un’esperienza molto vicina alla morte per mio fratello, ci siamo riuniti e abbiamo creato “Common Ground” (2014). In questo album, (“Lost Time”) invece di fossilizzarci su un solo eroe, abbiamo scelto le canzoni che abbiamo amato fin da bambini, scritte o cantate da artisti diversi e che hanno avuto un impatto duraturo su di noi. Ma l’enfasi è sempre sul Blues. Tutti questi artisti sono maestri di questa trascendentale forma di musica americana e cantano il loro blues seguendo vari stili, dal profano al sacro. Dalle iconiche ballate folk di Leadbelly all’aspro R&B di James Brown allo swag di Blind Boy Fuller a Oscar Brown Jr, da Willie Dixon al genio straordinario di Leroy Carr al blues santificato di Thomas A. Dorsey (reinventatosi dalla tradizione juke joint del pianista Georgia Tom per diventare infine il “padrino della musica Gospel”). C’è un artista, a onor del vero, che abbiamo voluto omaggiare nell’album e che ha un posto molto speciale nel cuore mio e di mio fratello: il leggendario shouter del blues Big Joe Turner.”

2079107730237

Se come me siete rimasti entusiasti lo scorso anno per l’ uscita di “Common Ground”, allora è tempo di ripensamenti, questo “Lost Time” è pure meglio.

Voto: 8,0

Tracklist:

1. Mister Kicks
2. World’s In a Bad Condition
3. Cherry Red Blues
4. Rattlesnakin’ Daddy
5. Hide and Seek
6. Papas On The House Top
7. In New Orleans (Rising Sun Blues)
8. Please Please Please
9. Sit Down Baby
10. Wee Baby Blues
11. Feeling Happy
12. If You See My Savior

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...