Monografia: Ispirati dal Boss (parte prima)

In occasione dell’ uscita del cofanetto che celebra i trentacinque anni di uno dei dischi più importanti dell’ intera storia del rock (arrivato ieri tramite corriere espresso direttamente sul mio luogo di lavoro, ma mi aspettavo che me lo consegnasse un signore di rosso vestito invece di uno in divisa blu…) e spinto dalla lettura di un articolo presente in una rivista del settore, mi sono divertito ad elencare i dischi e gli artisti che secondo me hanno subito l’influenza o l’ispirazione dalla musica di Bruce. Si tratta di dischi che posseggo e che ho ascoltato a lungo in passato (e potrebbe essere l’occasione giusta per riascoltarli), per alcuni di voi, cari lettori, la loro presenza (in ordine rigorosamente casuale) in questo post potrebbe sembrare una forzatura ma per il sottoscritto evidentemente non è cosi…

 

—> John Eddie  – John Eddie   ( Columbia Records, 1986)

 

John Eddie

 

Emulo e amico di Bruce, John Eddie all’ inizio della sua carriera discografica ha prodotto dischi con un sound chiaramente ispirato a Springsteen (in seguito è riuscito a personalizzare un suono, sempre derivativo, ma più debitore al sound Americana).
Il disco in questione è stato registrato con alcuni membri della E-Street Band come Nils Lofgren e Max Weinberg e per me ha un valore personale molto importante in quanto il giorno che lo acquistai,rigorosamente in vinile (era Sabato 24 Febbraio 1990) incontrai la mia futura moglie, ma questa è un’ altra storia…. Il disco si rifà ad un sound stile Born in The USA, ed ebbe un discreto successo negli States in quanto il primo singolo estratto “Jungle Boy” raggiunse la 17° posizione nella classifica Rock di Billboard ed il 52° posto negli Hot 100.
Nel disco si possono trovare brani che sono autentici gioielli che gli appassionati di Bruce certamente gradiranno.

Tracklist:

Dream House
Pretty Little Rebel
Hide Out
Just Some Guy
Please Jodi
Cool Walk
Jungle Boy
Stranded
Waste Me
Romance
Buster
Living Doll

 

 

—> Bill Chinnock  – Badlands (Atlantic Rec. 1978)

Chinnock

 

 

Sul finire degli anni ’60 Bill Chinnock era famoso nel Jersey Shore e dintorni per avere formato un gruppo- The Storytellers – che tra i componenti ha visto avvicendarsi pure futuri membri della E-Stret Band come Danny Federici, David Sancious, Vini Lopez e Garry Tallent. Fu criticato, a torto, per aver utilizzato come titolo del disco lo stesso della canzone di Bruce che divenne in seguito famosissima, peccato che il disco di Chinnock uscì parecchi mesi prima di Darkness on The Edge of Town.
Il disco comunque, a mio parere, è forse più accostabile a Bob Seger, forte di una miscela di suoni urban rock,funk e black; tuttavia il periodo, il titolo ed i luoghi lo riconducono inevitabilmente a Bruce.

Tracklist:

Lato A
1 Outlaw 4:25
2 Badlands 4:26
3 Another Man Gone Down 3:32
4 Lion In The Park 2:55
Lato B
1 Something For Everybody 5:05
2 Is That What Love Is 3:09
3 Crazy Ol’ Rock ‘N Roll Man 3:00
4 Prisoner 4:05

—> Doc Lawrence – Doc Lawrence (Chameleon Music, 1992)

Doc Lawrence

 

Prodotto da Chuck Plotkin, ingegnere del suono nei dischi di Springsteen, questo disco è forse quello più lirico e poetico, largo uso di piano ed organo, sostenuto dalla voce potente dell’artista che non spiega il motivo per il quale non sia riuscito ad ottenere consensi ed uscire dall’ anonimato.

Tracklist:

1 Come Dry Your Eyes
2 Daddy, If You Hear Me
3 Do the Right Thing
4 Before the Night Is Through
5 Garage Man
6 I’ve Cried Myself to Sleep
7 Down on My Luck
8 Pardon Me, Madam
9 Protecting My Heart
10 She Does It For the Money
11 Where Did the Sound Go?

—> Michael McDermott – Last Chance Lounge (Koch Records, 2000)

M.McDermott

Ha pubblicato più di una dozzina di album, uno migliore dell’altro e basta pescare a caso una delle sue canzoni per rimanere ammaliati dal sound e dalla voce di questo straordinario artista.
Per Michael McDermott basterebbero le parole che il grande scrittore Stephen King ha speso al suo riguardo: “Michael McDermott mi ha ridato lo stesso entusiasmo verso la musica che avevo quando ascoltavo Springsteen o Van Morrison”. Il disco d’esordio, “620 W Surf” (1991) lo consacrò come “the next big thing” ma voglio presentarlo a chi ancora non lo conosce con il disco in oggetto col quale ha lentamente trovato una propria dimensione artistica, lontano dai clamori degli esordi ma più consona alla sua natura di maturo storyteller.

Tracklist:
1 Getting off the Dime
2 Broken Down Fence
3 Unemployed
4 Spark
5 Murder On Her Lips
6 Hand Of The Hunter
7 20 Miles South Of Nowhere
8 Annie and the Aztec Cross
9 Bourbon Blue
10 Leave Her To Heaven
11 Aces And Eights
12 Thinkin’ About You
13 Junkie Girl

 

 

 

—> John Cafferty and The Beaver Brown Band – Roadhouse (Scotti Brothers Rec., 1988)

roadhouse

 

Indeciso se inserire il disco “Tough All Over” del 1985 ho poi optato per questo disco di John Cafferty, un altro emulo di Bruce che qui raggiunge una certa maturità sia compositiva che musicale col disco successivo datato 1988. Ha acquisito una certa notorietà con la colonna sonora del film “Eddie and the Cruisers” che narra le vicende di una band dai toni drammatici (il cantante è interpretato da Tom Berenger mentre la band è la vera Beaver Brown Band) John ha parecchie affinità vocali col Boss, tanto che agli inizi alcune canzoni vennero scambiate, dai più sprovveduti, per brani cantati da Springsteen (es.”On The Dark Side” sempre tratto dalla colonna sonora citata).

Tracklist:

1. Bound For Glory
2. Victory Dance
3. Song & Dance
4. Killing Time
5. Wheel Of Fortune
6. Burn The Roadhouse Down
7. Penetration
8. Wishing Well
9. Customary Thing
10. Hard Way To Go
11. Higher Ground
12. Road I’m Running

 

 

—> American Aquarium – Dances For The Lonely ( Last Chance Records, 2009)

A.A.

 

Fin qui tutto bene, ora inserisco pure questo bel dischetto che suona molto classic Rock infarcito di Americana ma io ci trovo anche un sound derivativo da Bruce. Che ne dite? E’ ora di un esame approfondito dall’ otorinolaringoiatra ? 😉

Tracklist:

1. Katherine Belle
2. Queen of the Scene
3. City Lights
4. Louisiana Beauty Queen
5. Mary, Mary
6. Downtown Girls
7. Good Fight
8. PBR Promenade
9. Ain’t Going to the Bar Tonight
10. Betting Man
11. I Hope He Breaks Your Heart
12. Tennessee

 

 

—> The Rocking Chairs – New Egypt (AlaBianca/River Nile Record,1987)

newegypt

 

Pubblicato nel 1987 in vinile con la copertina diversa da quella presente qui sopra utilizzata per la versione cd del 1989, con l’aggiunta di tre brani bonus.
A pochi mesi dall’ uscita del primo live di Bruce, quell’anno mi capitò tra le mani la cassetta e fu una grande rivelazione. I Rocking Chairs di Graziano Romani erano già famosi tra i fans di Springsteen per diversi concerti in giro per l’Italia e consegnai la cassetta a Radio West con l’intento di organizzare un concerto in Alessandria ma alla fine non se ne fece nulla.E non ricevetti più indietro la cassetta così dovetti ricomprarmi il vinile. Grande musica da far invidia ai colleghi d’oltreoceano.

 

Tracklist:

1.Lost Freeway – 3:52
2.Thunder And Lightning – 4:05
3.On The Edge Of War – 3:12
4.Old Rocker Busted – 3:33
5.Camden Town – 4:04
6.Restless Nights – 3:20
7.New Egypt – 2:41
8.Valerie – 4:05
9.Down On Lovers’ Lane – 4:12
10.Walk Away – 5:02
11.The End Of The Line – 3:11
12.Never Look Back – 4:19

 

Per ora è tutto, sto già preparando una seconda parte andando a spulciare tra i vecchi vinili e cd, intanto fatemi avere i vostri commenti ai quali, nonostante il tempo a disposizione sia sempre ristretto, risponderò con piacere.

I got the fever for the boss……

 

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