Marlon Williams – Marlon Williams (Dead Oceans/Goodfellas, 2016)

Marlon Williams

 

Questo nuovo personaggio nel panorama musicale di genere “americana” , un venticinquenne proveniente da un paesino di tremila anime nella lontana Nuova Zelanda possiede tutte le carte per poter sfondare a livello internazionale; infatti il disco, uscito lo scorso anno solo per il mercato nazionale, è ora disponibile anche da noi grazie all’interesse della Dead Oceans che ha azzardato una distribuzione internazionale la quale è stata brava a  riconoscergli le sue potenzialità.
Un ottimo mix tra le murder ballads di Nick Cave, il gospel e l’outlaw country di un giovane Johnny Cash con echi Roy Orbison e pure accenni folk: ecco che abbiamo scomodato autentiche icone musicali per descrivere la musica drammatica e oscura presentata in questo dischetto che supera di poco la mezz’ora di durata.
In precedenza ha già avuto esperienze a livello nazionale con il gruppo The Unfaithful Ways, arrivando a farsi conoscere anche nella vicina Australia, poi la decisione di passare ad una carriera solista preceduta da alcuni solo tour in compagnia di Cory Chisel e Robert Ellis oppure come opener di artisti americani come Justin Townes Earle o Lindi Ortega nei loro tour in Australia, poi il ritorno in Nuova Zelanda per registrare il disco sotto il controllo di Ben Edwards in sede di produzione, mixaggio ed ingegnere del suono.
Nonostante la giovane età, Marlon Williams appare maturo ed interpreta le canzoni con grande personalità: “Hello Miss Lonesome” posta in apertura, è una western song che richiama i paesaggi spazzati dal vento e mi ricorda l’incedere ritmico delle canzoni di gruppi come The White Buffalo.
“After All” inizio secco poi vira subito verso una melodia west coast periodo sixties; “Dark Child” è una grande ballata dalle atmosfere oscure e dark; per raggiungere la vetta con “I’m Lost Without You” splendido esempio di ballata semplice ( ma ben arricchita da archi e backing vocals)  talmente efficace da poterla accostare senza problemi a canzoni r’n’r/pop del grande Roy Orbison. “Lonely side of Her” ballata acustica sorretta dalla chitarra arpeggiata e dalla splendida voce di Marlon che qui sembra un novello Elvis Presley.
Poi troviamo una rilettura di “Silent Passage”, un brano country di un cantante canadese misconosciuto, tale Bob Carpenter con l’aggiunta di cori west coast; “Strange Things” è una ballad elettroacustica che ha l’andatura del valzer col violino sugli scudi, segue il triste traditional “When I was a Young Girl” che forse non raggiunge le vette interpretative di Nina Simone ed alla fine risulta pure un poco tedioso, ma è questione di un attimo e ci ritroviamo ad ascoltare uno splendido brano acustico, una sorta di preghiera con “Everyone’s got Something to Say” che chiude un disco destinato a far parlare di se per la semplicità con la quale il giovane autore riesce a far emergere in maniera del tutto naturale le proprie qualità artistiche.

Voto: 7,5

Track List:

01.Hello Miss Lonesome
02.After All
03.Dark Child
04.Lost Without You
05.Lonely Side of Her
06.Silent Passage
07.Strange Things
08.When I Was A Young Girl
09.Everyone’s Got Something to Say

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