The Price You Pay…..

Buscadero

(sottotitolo)
….per vedere un concerto di Bruce Springsteen in Italia.

Non penso che molti di voi conoscano “Il Buscadero”, rivista mensile di musica nata nel 1980 ad opera di un gruppo di appassionati tra i quali Paolo Carù, proprietario del famoso negozio di dischi ed affini in quel di Gallarate (Va) e che ha sempre e solo recensito musica di qualità, di genere roots, rock, blues, country d’oltreoceano ma anche diverse eccezioni in terra d’Albione. Posseggo l’ormai (suppongo) raro n° 1 del Dicembre 1980 con in copertina, guarda caso, il nostro Bruce Springsteen (quella posta sopra non è quella vecchia copertina, ma risale al n° 328 del Novembre 2010). E proprio per questo voglio parlarvi della rivista, non certo per promuoverla, in quanto non ne ha bisogno: chi segue certi generi musicali ormai la conosce, mentre altri potrebbero non gradirla. E poi c’è da dire che con l’avvento di internet certe informazioni riesci a reperirle molto tempo prima dell’uscita di una rivista. Ma per me rimane tuttora la bibbia italiana della musica, quindi la compro e seguo con molto interesse.
Menziono la rivista in quanto questo mese l’editoriale (articolo posto a pagina due nel quale vengono trattati temi d’attualità rilevanti che spesso si accostano al mondo discografico e musicale) è stato scritto da Marco Denti, autorevole giornalista del settore (ma non solo), ed affronta il tema dei prezzi altissimi applicati ai biglietti dei concerti italiani di Bruce a Luglio e sono rimasto meravigliato quando, riga dopo riga, concordavo pienamente con quanto leggevo. In pratica, un giornale musicale ed un giornalista “decisamente” springsteeniano (ormai suppongo “ex”) che si schiera apertamente contro un certo tipo di politica speculatoria sempre e solo a carico del popolino e che prova disgusto è da applauso e da sostenere, perchè a volte bisogna saper scegliere e dire basta.
E Bruce certamente è informato su tutto questo ma ha i suoi buoni motivi (nel 2014 ha dichiarato un reddito di 81 milioni di dollari) ma pure noi che lo seguiamo da sempre abbiamo i nostri. Cito una parte dell’editoriale (anche il titolo di questo post è preso dallo stesso) per rendere l’idea: “A noi, che forse un filo di Hungry Heart l’abbiamo ancora, riesce difficile immaginare di ascoltare la storia della canzone ‘The River’ quando con il costo di un paio di biglietti, per quel singolo e bellissimo momento, una famiglia ci vive un mese”.
Poi aggiunge che chi segue il giornale lo sa benissimo ma (e qui cito ancora): la MUSICA, non arriva ogni tot anni, con o senza la E Street Band, ma tutti i mesi con tutti i colori e le forme che volete e che trovate spesso soltanto tra queste pagine perchè si tratta di musica di nicchia, ma di grande livello.
Infatti, devo molto a queste pagine che mi hanno fatto conoscere autentici tesori nascosti, artisti sconosciuti ma di grande livello, molti dei quali spesso ora li recensisco qui, sul mio blog senza tentare di emulare in alcun modo la rivista, composta da seri professionisti, mentre per me è soltanto una passatempo, una passione, quasi un gioco.

In conclusione, deluso ed arrabbiato pure il sottoscritto per aver perso un giorno di ferie nell’intento di accaparrarsi due biglietti nel fantomatico circo in quel di S.Siro, poi contento di non averlo fatto quando è subentrata la ragione dopo lo stato catatonico, febbrile e di follia, perchè con ogni probabilità gli stessi soldi li utilizzerò per fare un viaggetto con la consorte per festeggiare l’anniversario di matrimonio (che cade verso metà Maggio) e magari, se avremo voglia, andremo pure a vederci Bruce in terra straniera (in quei giorni il suo tour passerà proprio da quella città, da noi scelta come meta del viaggio), sicuro e consapevole che non avremo a che fare con Ticketone….

Per chi non conosce la rivista ed è interessato può iniziare dal sito:
http://www.buscadero.com

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4 pensieri su “The Price You Pay…..

  1. Effettivamente il costo dei biglietti è alto, specie se confrontato con quello di 3 anni fa (il prato a san siro è praticamente raddoppiato).

    Premetto che io sono fuori contesto, dal momento che ho preso senza battere ciglio i biglietti sia per Milano che per Roma, spendendo un centinaio di euro ciascuno. Sono fortunato, in questo periodo una spesa onestamente alta come questa me la posso permettere e dal momento che i concerti di Bruce sono per me il Nirvana me li voglio gustare, tuttavia capisco perfettamente chi ritiene troppo alta la cifra e decide di utilizzare quei soldi per altre attività.

    Quel che non capisco – e in queste settimane ne ho lette tante – è chi ne fa una questione politcia, sociale o etica (ovviamente non tu, da quel che leggo). Un conto è dire “quei soldi sono troppi, ci voglio fare qualcosa di più costruttivo e piacevole”, scelta assolutamente legittima. Un altro conto è puntare l’indice contro il cantante o il management, accusandoli di ogni genere di malefatta. Pretendere da un artista multimilionario crociate proletarie è francamente ridicolo.

    Discorso diverso, invece, è il criticare la lievitazione dei prezzi dei concerti. Effettivamente son tutti saliti alle stelle (l’anno scorso mia madre ha speso 80 euro, OTTANTA EURO, per vedere Il Volo. No comment). Da un lato c’è sicuramente avidità di cantanti e organizzatori, non ci piove. Però secondo me dovremmo tutti fare mea culpa e ricordarci che l’esplosione dei prezzi è iniziata da quando il digital download è dilagato: quanti dischi compriamo effettivamente? quanti dischi vende oggi il Boss o Madonna o i Gun’s’n Roses? Insomma, secondo me questa lievitazione è anche un po’ figlia del fatto che si vendano meno dischi e da qualche parte vogliono recuperare denaro. Forse mi sbaglio, ma chissà…

    Vabbè, ho scritto anche troppo. Quindi mi limito solo a fare gli auguri a te e signora per l’anniversario e per il viaggio che state organizzando 🙂

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