Luther Dickinson – Blues & Ballads – A Folksinger’s Songbook: Volumes I & II (New Rose Rec., 2016)

Luther Dickinson Blues & Ballads

Luther Dickinson ha trascorso la maggior parte dei suoi quasi venticinque anni di carriera (iniziata prestissimo – negli studi Zebra Ranch del padre Jim, noto produttore e musicista in quel di Coldwater, Mississippi – prima come session man, poi con i suoi North Mississippi Allstars finanche come chitarrista dei famosi Black Crowes) cercando di attingere il più possibile alla vera sorgente della musica americana, ovvero il blues, country e folk provenienti da Memphis e dalle acque limacciose del Mississippi.
Questo terzo episodio solista (dopo Hambone’s Meditation del 2012 e Rock’n’Roll Blues del 2014) è un abbraccio intenso a quella tradizione, un lungo esercizio musicale proposto con le stesse modalità dei bluesmen di inizio secolo scorso, quindi abbastanza scarno nel suono, ma è ben coadiuvato nei ventuno episodi (per una durata che supera i 70 minuti) da numerosi artisti, colleghi ma prima di tutto suoi amici, come Jason Isbell (chitarra slide), Jimbo Mathus (banjo), Jimmy Crosthwait (washboard, maracas), Lillie Mae Rische(fiddle, vocals), Sharde Thomas (batteria, vocals), Alvin “Youngblood” Hart, Paul Taylor, Will Sexton , JJ Grey, Jim Lauderdale, Rev. Charles Hodges all’ organo, sino alle stupende voci di Mavis Staples ed Amy LaVere, con Dickinson che suona chitarra, mandolino e pianoforte.

L’album è dedicato a una coppia di suoi cari defunti: la nonna Martha che gli insegnò a suonare il pianoforte ed a leggere gli spartiti e suo padre Jim, che gli ha insegnato a utilizzare e ad amare il quaderno sul quale comporre le canzoni.

L’album è stato inciso per lo più allo Zebra Ranch, lo studio della famiglia Dickinson a Coldwater (Mississippi) con alcune canzoni registrate ai Royal Studios di Memphis e nella nuova dimora di Luther a Nashville.
La lunga lista di canzoni offre un mix di nuove composizioni e una manciata di suoi brani incisi in passato e rielaborati da Luther (scritte con Jimbo Mathus, Jim Lauderdale, Otha Turner, Lee Baker ed il padre Jim).
Un disco quindi eterogeneo ma anche molto personale. Si parte con il country folk “Hurry Up Sunrise” che contiene un bel duetto con Sharde Thomas (presente nel disco anche alla batteria), prima di cedere al dolore esistenziale di “Up Over Yonder ” con il supporto vocale di J.J. Grey e la slide di Jason Isbell che ricorda certe atmosfere accostabili a Ry Cooder. Si passa con disinvoltura dal blues al deep country, al gospel folk sino ad accenni di musica popolare celtica. Il fulcro emotivo dell’album è “Ain ‘t No Grave”, un gospel solenne e sofferto sulla morte del padre Jim, qui proposto in duetto con Mavis Staples, dove viene cantato con grandeammirazione il coraggio del padre Jim durante il passaggio dalla vita alla morte e riflette sulla ciclicità della vita, che ora riesce ad osservare dentro gli occhi del suo figlio neonato.
Tra le altre canzoni risaltano “Moonshine”, dolce e dal sapore folk, il country blues “Mean Ol’ Wind Died Down” con tanto di tamburi da marcia militare, slide guitar e flauto sugli scudi; il gospel gioioso di “Let It Roll” che riporta ad una chiesa battista la domenica mattina durante una funzione religiosa, il delicato country folk di “My Leavin’” , il valzer strappalacrime dal sapore celtico di “And It Hurts”, complice il triste violino di Lille Mae Rische,poi il rockabilly primordiale di “Blow Out”, il country delle Mississippi Hills di “Shake (Yo Mama)” sino alla conclusione della acustica e cristallina ”Horseshoe”.
Un disco non certo perfetto e non per tutti, ma in grado di elevare Luther Dickinson tra i grandi storytellers della nuova generazione musicale americana.

“Looked death dead in the eye as time passed me by.”
da “Ain’t No Grave”.

Voto:7,5

Tracklist:

Volume I
1. Hurry Up Sunrise 3:53
2. Up Over Yonder (featuring JJ Grey) 3:19
3. Bang Bang Lulu 3:43
4. Moonshine 4:40
5. Jackson 3:46
6. Mean Ol’ Wind Died Down 4:00
7. How I Wish My Train Would Come 4:32
8. Ain’t No Grave (featuring Mavis Staples) 3:51
9. Let It Roll 4:02
10. My Leavin’ 2:25

Volume II
11. Horseshoe (Reprise) 3:01
12. Highwater (Soldier) 3:06
13. And It Hurts 3:58
14. Storm 4:38
15. Mojo, Mojo 3:33
16. Ol’ Cannonball 2:44
17. Devilment 3:21
18. Blow Out 1:59
19. Mayor Langford Birmingham Blues 2:49
20. Shake (Yo Mama) 3:19
21. Horseshoe 3:46

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