L’accordo del diavolo – Luigi Sorrenti (Koi Press/ La Memoria del Mondo,2016)

sorrenti

  •  514 pagine
  • Editore: La Memoria del Mondo/Koi Press
  • Collana: Contemporanea

Prefazione (tratta dalla seconda di copertina): Quelle vecchie storie che non muoiono mai… Se una notte qualsiasi (magari buia e tempestosa) di un anno qualsiasi, gli spiriti di Robert Johnson, Charley Patton, Blind Boy Fuller, Leadbelly, e tanti altri bluesman del passato, magari in una casa di campagna come non se ne vedono più, nei pressi di un camino, dovessero voler raccontare una storia, di quelle che fanno paura come vuole la tradizione orale, ecco che probabilmente quegli spiriti inventerebbero una storia come quella scritta da Luigi Sorrenti.

Un’ode al blues quindi ma anche un romanzo che pesca a piene mani dalla narrativa statunitense, partendo da Mark Twain sino al più recente Joe Lansdale passando per Stephen King (ovviamente è solo il mio parere, maturato nel corso della lettura del libro).

Trama:

Poison è un paesino sperduto sul delta del fiume Mississippi. Qui, in un cimitero abbandonato, il bluesman maledetto, Robert Johnson, firma il suo patto col Diavolo. La gloria imperitura in cambio dell’anima. Dieci anni dopo la morte del musicista, alcuni misteriosi omicidi turbano l’apparente tranquillità del paese e quasi contemporaneamente la Strada che porta al vecchio cimitero diviene teatro di tragici incidenti automobilistici. Nessuno sembra conoscere la causa del male che aleggia su Poison. Si narra di un’ombra scura che si muove inquieta fra le lapidi del cimitero, di un’armonica che nel silenzio della notte fa udire il suo canto. Fra dubbi e incertezze, indagini serrate e vecchie leggende, fra il terrore vischioso e tetro per un inafferrabile assassino e quello, per molti versi peggiore, di una Strada maledetta, si muovono tre ragazzi, tre amici, tre fratelli. Sono Remo, Leo e Flora, i protagonisti di una storia che parla d’amore e di morte, di esistenze dannate, di anime perse e infelici, della vita che scorre fra sofferenze e inganni e di tutto ciò che ha a che fare con la musica blues. Solo molti anni dopo, ormai anziani e quasi decrepiti, la verità sulle morti che hanno segnato per sempre le loro vite, quella di Poison e di tutti i suoi abitanti, verrà a galla nella sua perversa tragicità.

Luigi Sorrenti in precedenza ha pubblicato:

“L’uomo nero” (2010 – La riflessione,ristampa del 2013 – Koi Press);
“Immagina i corvi” (Tre60/Tea – 2014).

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