Matt Andersen – Honest Man (True North Records,2016)

honestman

Matt Andersen, in occasione del nuovo album intitolato “Honest Man”, si è affidato al produttore Gordon Williams, che in passato ha prodotto il talento emergente (all’ epoca) di Amy Winehouse,poi Joss Stone, e purtroppo personaggi del tipo di Wyclef Jean, 50 Cent, Will Smith e Lauryn Hill. Infatti il risultato al primo ascolto è poco convincente, un vero peccato in quanto il cantante e chitarrista canadese ha le potenzialità per scrivere e creare ottima musica, ma in questo caso non è stato certamente d’aiuto la produzione che, su una buona base blues, soul e R&B, ha deciso di utilizzare una programming drum machine.
I brani piacevoli da ascoltare tuttavia non mancano, come nel caso della splendida ballata “I’m Giving In”, voce e piano, la canzone cresce di tono piano piano ed Andersen fa sfoggio della sua potenza vocale (e l’ultimo minuto è da brividi), oppure “Last Surrender”, un southern soul veramente godibile con accenni ai grandi della musica in questione come Otis Redding; oppure ancora “Who Are You Listening To?” una canzone rock blues in stile seventies ed a seguire, in chiusura del disco una ballata splendida, “One Good Song” che richiama anche il grande Van Morrison, forte di un sound celtic soul. “Quiet Company” è un altro brano notevole, country oriented, con la pedal steel sugli scudi.
Ma perchè allora esordire dicendo che ha sbagliato produzione? Diciamo che in questo disco predominano i suoni morbidi, pop / blue eyed soul (esempio lampante la troppo morbida e pop/soul “The Gift”) che si contrappongono alla precedente produzione di Steve Berlin (Los Lobos) del disco “Weightless” che presentava dei corposi suoni rock e blues; sembra quasi di ascoltare un altro artista (l’iniziale “Break Away” è quasi imbarazzante per la modernità dei suoni, nonostante sia indubbiamente piacevole all’ascolto) per fortuna la voce di Matt è sublime e risolve positivamente le cose.
Per continuare, tra gli altri brani, “Honest Man” è un R&B di buona fattura con i fiati in grande spolvero, anche se abbastanza convenzionale, mentre “Let’s get back”, dominata dalla potente voce di Matt con un tappeto sonoro di organo, mandolino e fiati, presenta un bel solo di trombone per marcare ancor più il sound di accenti soul sudisti. Tra i diversi generi incontriamo anche il soul caraibico di “All The Way” decisamente piacevole e solare.
Quindi, nonostante una produzione moderna ed a tratti inadatta, il sound ed i brani reggono bene i diversi ascolti, merito comunque alla splendida voce di Andersen.
One step up, two step back per dirla parafrasando una canzone del Boss, tuttavia noi vogliamo continuare a dar credito a questo cantante dalle grandi doti vocali ed artistiche.

Voto:6,5

Tracklist:

1. Break Away
2. The Gift
3. Honest Man
4. I’m Giving In
5. Quiet Company
6. Let’s Get Back
7. All The Way
8. Last Surrender
9. Who Are You Listening To?
10.One Good Song

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