Fantastic Negrito – The Last Days Of Oakland (Believe/ Self Rec., 2016)

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The last days of Oakland, del musicista afro americano Fantastic Negrito, è un ottimo disco di black music contamitata da vari generi: è impregnato di Blues, Gospel, R&B, Soul, Hip hop e rock. Un album originale, fresco e genuino.
Fantastic Negrito (pseudonimo di Xavier Dphrepaulezz) è uno strano personaggio: mezzo malavitoso californiano e coltivatore di marijuana, nei ritagli di tempo ha assimilato la musica dei grandi del soul e r&b dei sixties come Wilson Pickett, James Brown ed Otis Redding, ma l’ha mescolata egregiamente con le sonorità nere più tradizionali come le work songs, il gospel ed il blues del delta di R.L Burnside e Skip James, dandogli una ulteriore scossa rock.
Xavier nasce in Massachussets da madre afroamericana e dal padre proveniente dai caraibi ma all’età di 12 anni si trasferisce a Oakland, in California.
Nel frattempo diventa polistrumentista e si trasferisce a Los Angeles dove negli anni ’90 si fa notare ed il manager di Prince decide di dargli una possibilità e viene messo sotto contratto da Jimmy Iovine alla Interscope Records.
Un solo album all’attivo (“The X factor” del ’96) ma il successo lo ignora ed un incidente stradale lo manda in coma e dopo una lunga riabilitazione decide di ritirarsi in campagna per coltivare marijuana. Era il 2007.
Nel 2015 si ripresenta con questo nome, vincendo un concorso della NPR che gli dedica un Tiny Desk Concert e da qui la possibilità di incidere un nuovo album, che è quello che ho tra le mani, uscito lo scorso mese di Giugno.
Tralasciando l’ intro che da il titolo all’album che apre il disco, “Working poor” è un signor brano sorretto da una moltitudine di strumenti, vocals, piano, stop e ripartenze improvvisi e un incedere rock blues, con riff di chitarra e batteria rubate a qualche band degli anni ’70. Difficile definire questa musica ma è intrigante ed originale, anche se pesca a piene mani dal passato e presente della musica.
“About a bird”, soul e jazz riveduti e corretti,che Xavier estrae dal suo cilindro questa ballata drammatica difficilmente etichettabile.
“Scary Woman” procede più spedita, è un rock blues scarno ma ritmato e d’impatto; sembra un rockabilly primordiale con tanto di finale con piano boogie.
“What do you do” suona come una moderna work song, con tanto di hand clap.
“The Nigga Song” è piena di pathos, con accenni di piano ed una slide che serpeggia in sottofondo accompagnano la voce versatile del cantante, poi tutto cambia e diventa un brano gospel. Presumo che il nostro Xavier abbia ascoltato parecchio anche Screamin’ Jay Hawkins.
“In the Pines” è notturna e lenta, dove il blues ed il gospel/soul si fondono insieme. “Hump Thru the winter” è blues con attitudine punk e ricorda i Black Keys oppure i The White Stripe di Jack White, seppure con accenni Hip-Hop.
La sua voce varia dalla naturale intonazione al falsetto, aggiungendo una resa maggiore al brano. Il successivo “Lost in the Crowd” è sulla falsariga del precedente ma qui emergono elementi più tradizionali e più soul, nonostante l’incedere della batteria sia quasi marziale, ma il piano ingentilisce il suono, accompagnando la voce impostata di Xavier.
“El Chileno(interlude 2)”intermezzo neo gospel piacevole, apre a “The Worst”, un meltin’ pot di suoni colorati anche se a predominare è il nero…Irresistibile.
Intro di piano, batteria accennata e voce ancora in falsetto per “Rant Rushmore” che cresce poco a poco, per tornare a creare un sound completo e d’impatto.
“Nothing without you”, il brano che chiude il disco è quello più legato ai suoni soul anni ’60, è una grande ballata d’atmosfera che dimostra il livello artistico di questo cantante.
In questi brani sono presenti diversi sentimenti contrastanti come la rabbia, la tristezza e l’inquietudine di una persona che ne ha passate tante nella sua vita e non ha più nulla da perdere, anzi ha trovato la forza per ricominciare. Chapeau.

Voto: 8,0

Tracklist:

01.Last Days of Oakland – Intro
02.Working Poor
03.About a Bird
04.Scary Woman
05.What Do You Do – Interlude 1
06.The Nigga Song
07.In The Pines
08.Hump Thru the Winter
09.Lost in a Crowd
11.El Chileno – Interlude 2
12.The Wost
13.Rant Rushmore
14.Nothing Without You

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2 pensieri su “Fantastic Negrito – The Last Days Of Oakland (Believe/ Self Rec., 2016)

    • Grazie per il complimento ..che giro al signore che canta su questo disco, che ho ascoltato a lungo questa estate ….una rivelazione!! Comunque anche tu sei un intenditore !!! Devo ringraziarti ancora per avermi fatto conoscere Kamasi Washington (in territorio Jazz e dintorni sono un vero neofita….) grande disco “the Epic “dello scorso anno!

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