Devon Allman – Ride or Die (Ruf Records,2016)

cover

La genetica non si discute. Devon è figlio del ben più famoso Gregg e per arrivare ai suoi livelli di strada ne deve ancora fare, tuttavia è già on the road da più di sedici anni, ha esordito nel 2006 con l’album “Torch” ma è con con l’album di pregio “Space Age Blues” che si è fatto conoscere e per un certo periodo è stato membro fisso del supergruppo da lui fondato, dei Royal Souther Brotherhood condividendo la leadership con Mike Zito e Cyril Neville (tuttora l’unico rimasto) per poco meno di due anni. Poi la decisione di proseguire la carriera solista con due ottimi album, “Turquoise” uscito nel 2013 ed il successivo “Ragged & Dirty” di due anni orsono.
“Ride Or Die” è una dichiarazione d’ orgoglio del southern rocker con un’ampia visione musicale ed influenze blues e roots in uno stile sincero e di scrittura immediata, classico esempio di ciò che può fare un bluesman contemporaneo. Ha sempre scelto la strada meno facile nel proprio percorso musicale, fatto di una base roots e ben radicato nel rock, blues, latin, funk, R & B e soul.

Il titolo “Ride Or Die” può essere interpretato come un’esortazione a vivere la vita fino in fondo, ma è anche un album che raggiunge una maturità compositiva mai espressa sinora. Non sarebbe stato in grado di farlo dieci anni fa. Si riversa tutta la sua esperienza, convinzione e fiducia per uno dei migliori album della sua carriera.

Registrato presso i Sound Stage e gli Switchyard Studios di Nashville, “Ride or Die” vede Allman in buona compagnia con al suo fianco Tom Hambridge (percussioni/co-produzione), Tyler Stokes (chitarre), Steve Duerst (basso) oltre a Ron Holloway (sassofono), Bobby Yang (chitarre) e Kevin McKendree (tastiere).

“Save Your Prayers” apre il disco ed è un rock blues di grana grossa che tiene bene grazie alla voce impostata di Devon ed un ritornello accattivante. “Find Ourselves” si apre col sax di Holloway ed un sound soul ( con accenni funky) molto orecchiabile che accompagna a braccetto la voce di Devon.
Con “Galaxies” si comincia a fare sul serio e si sente da come viene utilizzata la chitarra elettrica (su un tappeto d’ organo) ed il suo assolo alla fine della canzone evoca la potenza e le immagini di galassie in collisione. “Lost” è una ballata acustica d’impatto emotivo di stampo soul con la voce doppiata dall’eco ma l’uso del vocoder (!!) rovina in parte il brano. “Shattered Times” è un funk rock che permette alla band di assecondare Allman e le due chitarre, ritmica e solista. “Watch What You Say” è un brano decisamente improntato sull’ uso della chitarra e sul gioco delle voci che donano una maggiore epicità.”Vancouver” è una canzone d’amore che si apre col violino, è una ballata di spessore nella quale si aggiunge anche un sax che scalda l’anima. “Pleasure & Pain” è un bel brano d’atmosfera soul blues sempre giocato sull’utilizzo della chitarra e voce di Devon in primo piano (con l’eco a doppiarla). “Hold Me” ha un andamento soul movimentato col piano in grande spolvero, è orecchiabile  e strizza l’occhio alle radio fm (in fondo che male c’è, magari si ascoltasse questa musica su qualche stazione radiofonica, ma è utopia pura…). “Live from the Heart”, altra ballata soulful con assolo finale di elettrica, ci consegna la canzone con la miglior prestazione vocale di Devon , poi si vola alto alla radio friendly “Butterfly Girl” invece è la canzone con la migliore melodia del disco , con il violino di Bobby Yang ed il cantato di Devon che si fanno intriganti. E ‘un meraviglioso episodio acustico, un  melange di armonie scintillanti che sottolineano una sensazione reale, pur concedendo ancora una volta ad un sound commerciale, ma averne di brani di questo livello. In chiusura, “A Night Like This” (cover dei Cure, mi pare datato 1985) è riproposta con un groove fresco ma tosto che si fa più morbido con l’ingresso del sax di Ron Holloway.
Si tratta di un album frizzante, pieno di melodie accattivanti di varia derivazione e assoli di chitarra di grande qualità. Devon Allman non ha mai suonato così bene.

Voto: 6,5

Tracklist:

1. Say Your Prayers
2. Find Ourselves
3. Galaxies
4. Lost
5. Shattered Times
6. Watch What You Say
7. Vancouver
8. Pleasure and Pain
9. Hold Me
10. Live from the Heart
11. Butterfly Girl
12. A Night Like This

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...