Blood Father – Un film di Jean-François Richet (USA/Francia, 2016)

blood-father

 

Con Mel Gibson, Erin Moriarty, Diego Luna, Michael Parks, William H. Macy
Durata 90 minuti

Ho visto questo film in lingua originale, in quanto non è ancora uscito in Italia,con la solita difficoltà, ma devo dire che alla fine ne è valsa la pena. Fin dalle prime scene, che mostrano le foto segnaletiche di una ragazzina di 14 anni scomparsa e subito in sequenza la stessa ragazza, qualche anno dopo, davanti alla cassa di un supermercato che compra alcune scatole di munizioni da 9 mm, delle gomme da masticare, ma quando chiede un pacchetto di sigarette gli vengono negate in quanto non mostra i documenti (neanche troppo sottile l’ ironia sul libero utilizzo delle armi negli States).
La storia del film parte dalle vicende di questa ragazza scappata da casa che si è messa con un tipo poco raccomandabile (Diego Luna) ed un padre (Mel Gibson) che ha un enorme rimpianto nell’aver perso gli anni più belli della sua unica figlia, Lydia (la bella Erin Moriarty) mentre era impegnato ad ubriacarsi, a drogarsi oltre che entrare ed uscire di galera.
Mel Gibson regge quasi in solitario l’esile trama, anche se non mancano bravi comprimari come William H. Macy (uno dei protagonisti della serie TV “Shameless”), Dale Dickey e Michael Parks.
Lydia è una bella ventenne che si è persa nel malaffare tra alcool, droga e armi, alla quale è mancato un padre che sapesse indicarle la retta via, mentre la madre (che non si vede) da una telefonata si intende che se n’è lavata le mani per farsi una nuova vita, quindi la figlia è finita nelle mani di un piccolo Narcos di confine, che riesce a renderla docile con la cocaina e la rende partecipe alla vita da fuorilegge complice di crimini, ma in un raro momento di lucidità, la ragazza si ribella e spara al fidanzato fuorilegge e si dà a una fuga disperata.
Ma dovrà rivolgersi all’unica persona che sa non gli girerà le spalle, il padre che la sta ancora cercando dopo sette lunghi anni e quando si rifa viva con una telefonata lui stenta a crederci, salvo saltare sulla sua auto scassata ed andare a prenderla, portarla a nascondersi nella sua roulotte nel deserto del Nuovo Messico che funge anche da tattoo shop e per lui diventa la cosa più importante della sua vita da ex alcolizzato e carcerato in libertà vigilata. John Link ha ucciso per sopravvivere al carcere ma gli sono rimasti gli unici amici che abbia mai avuto.
Tra i tanti reietti che Link ha conosciuto durante la sua vita incontriamo alcuni personaggi veramente spregevoli, compreso alcuni biker nazisti per i quali si è fatto per loro ben nove anni di carcere, ma nessuno gli darà una mano, anzi dovrà guardarsi pure da loro per cercare di salvare la sua unica figlia da solo.
Purtroppo non sarà per nulla semplice e metterà a dura prova la sua voglia di riscatto ma la figlia alla fine si ritroverà a vivere finalmente la vita piena, lasciandosi dietro la vergogna e gli istinti negativi perchè quando si deve la vita a qualcuno deve valere la pena viverla pienamente.

Tratto dal romanzo di Peter Craig (qui anche in veste di sceneggiatore) al regista Jean-François Richet basta affidarsi al grande mestiere di un Mel Gibson in stato di grazia (il film è stato girato con un low budget) anche se un poco imbolsito per un ruolo tutto muscoli ed azione, ma è ancora in grado di padroneggiare la scena trasformandola in un road movie sanguinolento, dove protagonista è un personaggio vero, che simboleggia un “loser” rimasto ai margini della società, che si è inventato un’esistenza fatta di povertà ma pur sempre con un buona dose di dignità.

Voto: 7,0

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4 pensieri su “Blood Father – Un film di Jean-François Richet (USA/Francia, 2016)

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