Remember Joe Strummer

 

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Di solito non pubblico molti articoli per ricordare artisti dopo la loro dipartita (tranne Willy, Clarence e pochissimi altri…) ma Joe era veramente speciale, poi sembra ieri che se n’è andato, per un’ infarto mentre portava a spasso il cane, invece sono già passati 14 anni….

John Graham Mellor in arte Joe Strummer, nasce il 21 agosto 1952 ad Ankara (Turchia), città dove il padre lavorava come funzionario del ministero degli esteri britannico.
L’attività artistica si sviluppa, prima come cantante e chitarrista leader del gruppo “The Clash” e successivamente come attore in diversi film, veri cult movie.

Passa l’infanzia seguendo i trasferimenti del padre che lo conducono in diversi paesi, da Ankara a Il Cairo (Egitto), poi a Città del Messico, Bonn (Germania). Quando ha nove anni la famiglia si trasferisce definitivamente in Inghilterra, vicino Londra. Joe frequenta una scuola privata che non ama per nulla. I suoi momenti di evasione sono legati alla musica, soprattutto apprezza gruppi come Beatles, Rolling Stones e Who.
Nel 1970 (Joe ha diciotto anni) in famiglia subisce la tragedia del suicidio di David, fratello maggiore di Joe, persona con idee politiche di estrema destra e che coltivava un particolare interesse per l’esoterismo; Joe rimane estremamente sconvolto tanto che decide di abbandonare la casa per vivere sulla strada.

Dopo un breve periodo vissuto da busker – musicista di strada – durante il quale suona nelle stazioni della metro facendosi chiamare Woody (in onore del suo idolo Woody Guthrie ) entra a far parte prima del gruppo dei “Vultures”. Successivamente, insieme a Tymon Dogg e al batterista Richard Dudanski forma i “101’ers”, band rhythm ‘n’ blues con cui divide una casa occupata.
Girando i pub londinesi ottiene discreti successi: l’esperienza serve soprattutto a far emergere il talento di frontman che Joe possiede.
Decide quindi di rinnegare il soprannome Woody per assumere quello di “Strummer” (dal verbo inglese to strum, strimpellare), che indica la sua rozza tecnica chitarristica.

Dal punto di vista discografico, degli anni passati con i “101’ers” rimane solo l’album “Elgin Avenue Breakdown”, uscito nel 1981 – cinque anni dopo lo scioglimento della band – poi ripubblicato nel 2005 con l’aggiunta di sette brani inediti.

Nel 1976 assiste ad un concerto dei “Sex Pistols” di Sid Vicious: Joe Strummer rimane folgorato dal punk e spinto anche dal manager Bernie Rhodes, accetta di diventare cantante dei “Clash” coi quali realizza sei album: “The Clash”(1977), “Give ‘em enough rope” (1978), “London calling” (1979), “Sandinista!” (1980), “Combat rock (1982) e “Cut the crap” (1985).

Nei dischi del gruppo si mescolano generi musicali diversi: dal punk dei primi due dischi viene gradualmente contaminato un sound di derivazione reggae, rockabilly, funk, calypso e blues.

La loro musica ispirerà nuove correnti musicali oltre a un’intera generazione, che in quel periodo sembrava non avere modelli di riferimento.

I naturali attriti che possono nascere tra i componenti di una band si fanno sempre più determinanti quando nel 1983, vengono allontanati il batterista Topper Headon e il chitarrista Mick Jones – con il quale Joe Strummer era spesso in forte disaccordo – di conseguenza la band smette di esistere. Una nuova formazione presenta quindi nel 1985 il disco “Cut the crap”, che si rivela però un grosso buco nell’acqua.

Negli anni successivi Joe Strummer si dedica al cinema, come autore di colonne sonore ma anche come attore. Le pellicole fanno parte di produzioni indipendenti e tra questi vi sono “Diritti all’inferno” (1987, di Alex Cox) e “Mystery Train – Martedì notte a Memphis” (1989, di Jim Jarmusch).

Esce nel 1989 il primo disco da solista, che si intitola “Earthquake weather” con un sound rockabilly che non viene molto apprezzato da pubblico e critica ma il sottoscritto ha gradito molto.
Nel biennio 1991-1992 Strummer accompagna in tour gli irlandesi “Pogues”, a loro legato da profonda amicizia: negli show esegue sovente alcuni brani dei Clash.

Nel 1995 forma un nuovo gruppo: “Joe Strummer & The Mescaleros”. La band si compone di diversi polistrumentisti talentuosi; nel 1999 esce il disco “Rock art & the X-ray style”, poi – dopo una lunga serie di concerti – nel 2001 esce “Global a Go-Go”, che viene indicato dalla critica come uno dei suoi più riusciti lavori in carriera.

All’età di 50 anni, Joe Strummer muore la mattina del 22 dicembre 2002 a causa di un improvviso infarto.
Esce postumo nel 2003 “Streetcore”, terzo album di “Joe Strummer & The Mescaleros”, un disco che riporta al rock grezzo di strada con qualche sfumatura di country-folk.

Nel 2008 è uscito al cinema “Il futuro non è scritto – Joe Strummer”, un docu-film di Julien Temple, che ha frequentato a lungo Joe Strummer e che così lo ricorda: “Per me Joe Strummer, a dispetto di come viene visto nell’ambiente del rock’n’roll, era un filosofo, ha riflettuto veramente sulla vita e i tempi che tutti noi abbiamo attraversato. Era concentrato sulla natura dell’essere umano, sul concetto di libertà, su molte cose che sono state cancellate dal nostro modo di vivere oggi”.

Un altro grande e carismatico personaggio da non dimenticare.

Saluti.

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3 pensieri su “Remember Joe Strummer

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