Delbert McClinton & Self Made Men – Prick Of The Litter (Hot Shot Rec., 2017)

front

 
Il 19° album del texano Delbert Mc Clinton mostra il suo lato più romantico e delicato, quasi da crooner che prende ispirazione dai mostri sacri Johnny Mercer e Nat King Cole anche se si tratta di brani originali, scritti dal cantante oppure con l’aiuto dei co-produttori e musicisti Kevin McKendree (tastiere/piano) e Bob Britt (chitarra). Altri musicisti coinvolti comprendono il bassista Mike Joyce, il batterista Jack Bruno e Quentin Ware alla tromba.
La copertina mostra quello che potrebbe essere un momento di relax dopo uno spettacolo nelle crociere Blues alle quali si è abituato a partecipare negli ultimi anni: il cantante a riposo, i piedi appoggiati, sdraiato a guardare l’oceano. Ed i brani corrispondono a quell’immagine rilassata: morbidi swing che difficilmente si ascoltano nei suoi precedenti lavori.
Registrato ai Bedford Studio di Brooklyn, al The Rock House di Franklin, Tennessee ed ai Wire Recording di Austin, Texas sin dall’iniziale “Don’t Do It” fiati ed incedere swing si contrappongono allo stile Twang tipo Fabulous Thunderbirds di matrice texana. Ma è con la successiva “Doin’ What You Do” che emergono i toni morbidi e rilassati, la voce leggermente arrochita di Delbert ed i cori femminili fanno il resto. In “Middle of Nowhere” McClinton utilizza una voce in falsetto e trasforma il tutto in un brano country rock stile anni’70 che riporta agli Eagles.
“Skip Chaser” è più incalzante, sound r&b e piano sugli scudi, è decisamente orecchiabile.
“San Miguel” ha un sound swing languido da locale buio e fumoso, “Pulling the String” è un talkin’ blues da wee wee hours col pianoforte protagonista, “Neva” è uno swing sincopato e mi ricorda i brani di Chuck E. Weiss (ma non chiedetemi il perchè..), mentre “Like Lovin’ Used To Be” è un brano stile fifties jazzato, con la tromba di Quentin Ware protagonista ed i cori femminili che ne ingentiliscono il sound.
“Jones For You” prosegue sulla falsariga del brano precedente: atmosfere jazz, accompagnamento del piano, un drumming quasi marziale ma mai troppo invadente ed una tromba che rilascia assoli qua e la ,contribuendo ad un sound morbido e rilassato. “The Hunt Is On” ha un mood swing con risvolti funk, suonato come una big band anni’60 che dissemina assoli di tromba,chitarra liquida, organo e piano.
In “Bad Haircut” si affaccia un sassofono ed il sound rimane su toni morbidi, rilassati ed aggiungo raffinati, dei precedenti brani.
Il disco termina con una ballata laid back “Rosy” ed il consiglio è di ascoltarlo dopo una pesante giornata di lavoro: in pochi minuti i pensieri e le preoccupazioni se ne andranno, lasciando lo spazio a questa musica rilassante che vi trasporterà per una manciata di minuti in atmosfere senza tempo.
Terapeutico.

Voto: 6/7

Tracklist:

1 Don’t Do It
2 Doin’ What You Do
3 Middle of Nowhere
4 Skip Chaser
5 San Miguel
6 Pulling the Strings
7 Neva
8 Like Lovin’ Used To Be
9 Jones for You
10 The Hunt is On
11 Bad Haircut
12 Rosy

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