Tinariwen – Elwan (Anti Records, 2017)

cover

 
 

Il gruppo africano più famoso degli ultimi anni ha pubblicato un nuovo disco che nasce dalla disperazione di non poter più tornare in patria (il deserto del Mali ai confini con l’Algeria) per la guerra che, silente per noi europei e che quasi nessun media ne parla, imperversa e rende impossibile vivere (nel 2013 il chitarrista del gruppo, Abdallah Ag Lamida è stato rapito da Ansar Dine, il gruppo islamista fondato da Iyad Ag Ghaly, un tuareg che secondo alcune fonti è stato vicino ai Tinariwen). Pertanto, in esilio forzato ma in un territorio che ricorda la loro patria (il deserto californiano di Joshua Tree) hanno registrato presso gli studi del luogo “Rancho De Luna” ( ma in parte registrato anche a M’Hamid El Ghizlane, nel Marocco meridionale), con l’aiuto di artisti come Kurt Vile, Matt Sweeney e Mark Lanegan, un disco che invece di essere malinconico e triste è un concentrato di musica genuina, vitale, armoniosa e rilassante, a tratti ipnotica.
Nella quasi conclusiva “Nànnuflày” la voce di Lanegan si sposa alla perfezione con queste sonorità, fatta di accordi intrecciati di chitarre acustiche ed elettriche in continuo loop, supportati dalle percussioni.

Non c’è un brano sottotono, da “Sastanàqqàm” a “Ittus” è musica che deriva dal blues degli States (in primis Bo Diddley nei ritmi Jungle e John Lee Hooker negli episodi acustici) ma che a sua volta, è ovvio, pesca a piene mani dall’Africa, terra d’origine del blues e loro patria.
In “Ténéré Tàqqàl” e “Imidiwan n-akall-in” risaltano i suoni tuareg e berberi, sembra di ascoltarli mentre cantano seduti attorno ad un fuoco acceso in un’oasi nel loro deserto africano. In “Assàwt” oltre al riff ripetitivo della chitarra acustica sono le percussioni ad essere le protagoniste nel brano. Chiude il disco
il brano “Fog Edaghàn” aperto da un intro di flauto ma che ribadisce il senso ritmico del gruppo. Un disco che, diversamente dai precedenti, è alla portata di tutti. Consigliato.

Voto: 7,0

Tracklist:

01. Tiwàyyen – (03:44)
02. Sastanàqqàm – (03:24)
03. Nizzagh Ijbal – (03:39)
04. Hayati – (03:23)
05. Ittus – (03:45)
06. Ténéré Tàqqàl – (04:25)
07. Imidiwàn N-Àkall-In – (03:33)
08. Talyat – (04:14)
09. Assàwt – (03:39)
10. Arhegh Ad Annàgh – (02:47)
11. Nànnuflày – (05:03)
12. Intro Flute Fog Edaghan – (01:26)
13. Fog Edaghàn – (03:05)

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15 pensieri su “Tinariwen – Elwan (Anti Records, 2017)

  1. Non potevi dargli un abito diverso … post molto bello e Mark Lanegan si sposa bene qui e per me in quanto persa in lui si sposerebbe bene con tutto e tutti. Complimenti. ! Ogni pezzo è pura bellezza di ritmi e melodie!!! Nessuno escluso. Grazie!!! Confesso che in questi giorni i profeti del desert rock mi accompagnano spesso. 😊👍

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      • Mark lanegan Band… ehhh ho trovato il singolo da te nelle uscite primaverili e lo sto cercando di rintracciare prima che esca in italia… difficile ! come sempre lui…Devo essere sincera, mi stai aiutando a rimettermi in pista con la musica… mi ero decisa di mollare ma alla fine vince sempre lei.non mi molla. Mi hanno insegnato a girare in tutto il mondo virtuale (non lo posso fare come vorrei) a cercare gente sconosciuta e novità delle uscite ma… avevo lasciato tutto alla deriva. piano piano grazie alla tua disponibilità e talento sto rimettendomi in carreggiata. grazie Davvero DAVVERO

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  2. concordo, ho ascoltato l’album su You tube e vi ho trovato la bellezza, tutti i colori, le emozioni di quella bellissima terra. Grazie, non li conoscevo.
    In un commento ho trovato il testo di una delle loro canzoni:

    I heard you are educated open-minded,
    We have not seen your benefits,
    Our history is known to all
    And you tell me you live normally,
    An organized quiet life.
    Since your birth you run in vain,
    Surrounded by enemies.
    The easy life always escapes you.
    Unless you make some effort to engage yourself,
    To reach the truth that belongs to you.

    Niente da aggiungere.

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