Marlon James – Le donne della notte (Frassinelli Ed., 2016)

marlon

 
Ed. Frassinelli
Trad. P. D’Accardi
Pag. 443
Pubblicato ad Ottobre 2016

In questo periodo di calma apparente per le pubblicazioni editoriali ( nel senso che i libri vengono costantemente pubblicati ogni settimana ma ultimamente non trovano il mio interesse, ed aggiungo per fortuna, così posso pescare tra i libri che ho accantonato in precedenza) sto leggendo libri pubblicati nel passato più o meno recente e tra questi, “Le Donne Della Notte” il secondo romanzo dello scrittore giamaicano Marlon James, autore dalla scrittura decisamente ostica, del quale avevo già letto “Breve storia di sette omicidi” (edito sempre da Frassinelli Ed.) e col quale ha vinto il Man Booker Prize del 2015.

Ambientato in Giamaica negli anni a cavallo fra Settecento e Ottocento, racconta di Lilith, una schiava adolescente dal sangue misto che gli ha donato due grandi occhi verdi e forse per questo motivo non finisce a lavorare nelle piantagioni di canna da zucchero ma viene presa nella casa padronale, un privilegio che però pagherà a caro prezzo.
“Le donne della notte” protagoniste sono donne nere schiave in Giamaica, oggetto di piacere degli uomini bianchi e della loro malvagità, frustate senza ritegno dai sorveglianti delle piantagioni per ogni futilità e pure bistrattate dalle padrone bianche.
Sono schiave che tramano nel buio della notte, progettando una rivolta che sarà spietata, che darà loro la libertà come le informazioni che arrivano dalla vicina Santo Domingo, nella quale isola le rivolte hanno avuto esito positivo per gli schiavi.
Nella tenuta Montpelier il padrone è morto e la padrona ha perso la testa quindi il nuovo padrone è Humphrey Wilson il figlio che viene richiamato dalla lontana Inghilterra dove era stato mandato a studiare sin da bambino.
E’ accompagnato da un amico che diventerà il sovrintendente della tenuta,un irlandese di nome Robert Quinn. Humphrey ha i capelli rossi mentre Quinn è bruno e tarchiato. La giovanissima e bella Lilith li guarda con ammirazione, ma dovrebbe prestare attenzione; lei però pensa di essere diversa dalle altre: ha gli occhi verdi ed un padre bianco, ma non è l’unica ad essere figlia del vecchio sovrintendente,ormai in pensione; tra le sei donne ci sono altre sue sorelle ad avere gli stessi occhi verdi. Il padre aveva dato ad ognuna un nome mitologico, ma Lilith, secondo appunto la mitologia, era nata prima di Eva e si era ribellata alle voglie sessuali di Adamo ed è associata a poteri demoniaci.
Lo sarà anche la nostra Lilith che è stata, per qualche motivo, protetta dal padre ed è cresciuta con qualche privilegio, lontana dal duro lavoro dei campi.
Lilith però la bellezza non può nasconderla e quindi arriva ad uccidere uno dei sorveglianti che voleva violentarla. Intorno a lei cominciano a girare voci di stregoneria. Ha poi la fortuna di essere scelta dal sovrintendente Quinn che si sente disprezzato quasi quanto i “negri” sull’ isola e piano piano tra i due nasce l’amore. Ma questa parola esiste solo per la donna bianca, come Miss Isobel che arriva da una tenuta vicina e che dovrebbe sposare padron Humphrey.
Ma le donne della notte non possono permettere che una di loro si innamori di un uomo bianco.

Marlon James racconta questa storia raccapricciante dal punto di vista della giovane schiava in cui nulla ci viene risparmiato: schiavi trattati peggio delle bestie, con parole ed immagini che si formano nella propria mente e che fanno rabbrividire. Quando scoppia la rivolta, la ferocia dei negri è immensa ma non si può fare a meno che parteggiare per loro ed il loro violento “occhio per occhio”.
Homer, il capo delle donne e regina voodoo, con la schiena devastata dalle cicatrici per le frustate ricevute è forse l’unica che ha premeditato questa vendetta da tanto tempo, da quando le hanno portato via i figli piccoli per venderli e che non ha mai più rivisto.
Il testo di “Le donne della notte” è scritto in un linguaggio che ha colori forti, è crudo e volgare, perfetto per l’ambiente che viene descritto ma per questo motivo è doveroso un plauso alla traduttrice Paola D’Accardi per il notevole lavoro che aveva già fatto nel precedente ed altrettanto ostico “Breve storia di sette omicidi”.
Un libro che è un pugno nello stomaco, violento e brutale ma che difficilmente verrà dimenticato. Da leggere assolutamente.

Voto: 7,5

Note sull’ autore:

Marlon James è nato a Kingston in Giamaica, il 24 novembre 1970.
Dopo aver collezionato ben 78 rifiuti riesce ad esordire nel 2005 con il romanzo Il Diavolo di John Crow. Nel 2009 pubblica “Le donne della notte” al quale seguirà nel 2015 il libro della definitiva consacrazione, “Breve storia di sette omicidi” vincitore del Booker Prize (primo scrittore giamaicano ad essersi aggiudicato il riconoscimento).
Vive tra Minneapolis (dove insegna all’Università Macalester College a St. Paul, Minnesota), New York e la Giamaica.

Bibliografia:

Il Diavolo di John Crow (John Crow’s Devil) 2005 – ed. italiana : Baldini & Castoldi, 2008
Le donne della notte (The book of night women) 2009 – Frassinelli, 2016
Breve storia di sette omicidi (A brief history of seven killings) 2015 – Frassinelli, 2015 e Sperling & Kupfer, 2016

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