Aura Xilonen Arrojo – Campione Gringo (Rizzoli Ed.,2017)

AURA

Traduttore: B. Arpaia
Collana: Rizzoli best
Anno edizione: 2017
Pagine: 336 pagine

In questo mirabolante, picaresco, drammatico romanzo d’esordio Aura Xilonen inventa una lingua nuova e potentissima per tratteggiare una storia in cui non c’è nulla di inventato.
“Il mio pugile messicano sbriciola il Muro di Trump” dice la giovane scrittrice.
L’odissea di un clandestino che insegue il mito dei dollari dei “gringos”. Il romanzo di una scrittrice messicana sul popolo dei migranti: miseria, violenze, solitudine. Che nessuna barriera può fermare.
Il protagonista, Liborio, è un giovane messicano che emigra illegalmente negli Stati Uniti e si fa strada restituendo le botte prese con pugni micidiali. A Donald Trump, che vuole sigillare il confine con il Messico per fermare quelli come lui, forse non piacerebbe. Eppure, a suo modo gli sta facendo pubblicità rendendo attuali le sue disavventure.
Un campione di boxe che parla spanglish una lingua meticcia (che in italiano però perde forza, senza dover colpevolizzare il traduttore) che mescola castigliano e inglese da strada con vocaboli inventati oppure sin troppo colti.

«E allora mi viene in mente, mentre i coattoni seguono la bella ragazza per bulleggiarla e sfotterla dicendole cose sozze, che posso andarmene all’altro mondo se do una lezione a tutti quei facching bastardi. Ma sono nato morto e non ho manco un briciolo di paura.»
Liborio parla così. Ed è così che pensa. A sedici anni ha dovuto lasciare il Messico, una terra che non gli ha dato nulla se non pena e istinto di sopravvivenza, in seguito a una rissa in cui, puro incidente, ha ucciso qualcuno. È fuggito sulla rotta seguita da tanti altri, superando a nuoto il Río Bravo, e dal quartiere gringo nel quale è precipitato ora ci racconta la sua Aura Xilonen inventa una lingua nuova e potentissima per tratteggiare una storia in cui non c’è nulla di inventato: veri sono i problemi sociali, vera la solitudine, vera la miseria dei migranti in un paese dove sempre e sempre di più sono costretti ai margini; ma veri sono anche l’amore, gli incontri, i piccoli miracoli cui vanno incontro. Liborio è un concentrato di tutto questo, ed è nel suo vernacolo colorato e vivacissimo, pungente, efficace che ci descrive i vuoti e le infelicità dell’infanzia, l’arrivo nella “terra promessa” e il primo impiego clandestino in una piccola libreria che lo nutre di parole incomprensibili e stupende al tempo stesso. Fino all’ incontro con la bella Aireen. È per lei, oltre che per se stesso, che Liborio vuole resistere, e saranno i pugni e i guantoni a indicargli la strada: lì, sul ring, il campione è lui.

Ho finito di leggerlo giusto ieri sera: dopo un inizio che disorienta (in alcuni momenti ho pensato di non andare più avanti e passare a leggere altro) poi la storia ha iniziato ad insinuarsi ed ha preso vita, è subentrato l’interesse ed infine mi ha conquistato, con questa strana scrittura, tuttavia piena di sentimento e la realtà di una vita ai margini ma che a volte riesce ad emergere. Un’ ottima lettura.

Voto: ***1/2
 

aura-xilonen

 

Aura Xilonen è nata in Messico nel 1995 ed ha vissuto due anni in Germania. Studia Cinematografia alla Benemérita Universidad Autónoma de Puebla, scrive e dirige film e cortometraggi. «Campione gringo», il suo romanzo d’esordio, ha vinto nel 2015 il premio messicano «Mauricio Achar». Vive a Puebla, Messico.

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