Chris Stalcup & The Grange – Downhearted Fools ( Dirtleg Rec., 2017)

Chris Stalcup

  

 

Si potrebbe aprire e chiudere il post con poche semplici parole: definendo questo artista della nuova corrente di alternative country che, assieme a Sturgill Simpson e Chris Stapleton (giusto per fare un paio di nomi), sposa con grande disinvoltura tradizione e verità. Verità intesa come vita quotidiana e “Downhearted Fools” è un sentito omaggio alla classe operaia e lo fa con questo disco senza molte pretese ma che è un gioiellino da custodire con cura, sempre in bilico tra country e rock’n’roll, tra strade e amori finiti e promesse di un futuro migliore ma solo immaginario, consapevole che la realtà è ben diversa. Stalcup si fa aiutare dai fidi The Grange, composti da Michael Westbrook (chitarre), Paul Barrie (batteria) e Phil Skipper (basso) che creano un sound debitore a gruppi cardine nel genere Americana come i Del Fuegos, Drive By Truckers, Steve Earle e Georgia Satellites guidati dalla voce aspra di Chris che mi ricorda quella dello misconosciuto Joshua Black Wilkins. Ho ascoltato a lungo il disco, che si apre con “Ogeechee River” ariosa ballata country con la steel guitar sugli scudi, mentre la successiva “(Dont let me) Die Lonely” è un country rock suonato come farebbero i Drive by Truckers di Patterson Hood con in mente gli Stones. Poi è il turno della title track, splendido esempio di canzone rock di stampo chitarristico come solo nel sud degli states riescono a fare. “Get You off my mind” è un honky tonk bello carico che emana passione e sudore, mentre la successiva “Pete and Clyde” bella cavalcata chitarristica di circa sette minuti e mezzo dedicata alle gesta di due outlaw sbandati nel sud degli states povero e ben lontano dal “american dream” bugiardo, anche se tutt’ora ambito da molti. “Burnin’ Up These Highways” parte con gli accordi di un’acustica e la voce svogliata di Stalcup che racconta di un amore finito, col taglio di una ballata triste e malinconica ma al contempo romantica. “Bad Kisser”, altra canzone sopra i cinque minuti di durata, è ancora una ballata con la batteria dall’andamento marziale, incentrata sui problemi adolescenziali, l’imbarazzo di non sapere come comportarsi nelle prime esperienze con l’altro sesso, risultando goffi e pudici. “Moonshinin'” è una canzone country dal sound delicato ma deciso e quasi rock e la successiva “You, My First Love”, una ballata con chitarra acustica e batteria suonata con le spazzole è ancora un ritorno ai ricordi della sua giovinezza, capitolo importante dei suoi racconti. Chiude la lunga (quasi otto minuti) “However You Want Me” che parte in sordina per poi trasformarsi in una cavalcata rock chitarristica densa di irruenza southern rock, accompagnata nel finale da un piano che ti smuove l’anima e dona a questo disco un senso di integrità, musica fuori dal tempo che si basa sulla propria esperienza per stabilirne la legittima proprietà.

Voto: 6/7

Tracklist:

01. Ogeechee River 04:54
02. (Don’t Let Me) Die Lonely 04:58
03. Downhearted Fools 03:54
04. Get You Off My Mind 04:26
05. Pete And Clyde 07:25
06. Burnin’ Up These Highways 06:15
07. Bad Kisser 05:20
08. Moonshinin’ 05:12
09. You, My First Love 05:15
10. However You Want Me 07:56

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