Rhiannon Giddens Freedom Highway (Nonesuch Records, 2017)

rhiannon-giddens-freedom-highway

 

 

 

Rhiannon Giddens è cresciuta. Accantonato momentaneamente (?) il progetto dei Carolina Chocolate Drops si è decisa a dare una svolta solista ed il secondo album Freedom Highway è il disco della sua maturità artistica. Inciso in soli otto giorni a Breaux Bridge in Louisiana con la supervisione di Dirk Powell, musicista country e bluegrass, ha un impianto sonoro che pesca nella tradizione, supportando la voce di estrazione classica della Giddens.
“At the Purchaser’s Option” apre il disco con un banjo protagonista assieme alla voce della Giddens su un brano folk sudista (musicalmente mi ricorda un poco il Mellencamp degli ultimi anni) mentre con la successiva “The Angels Laid Him Away” si torna indietro di un secolo col folk blues di Mississippi John Hurt.
“Julie” altro brano folk quasi ostico,con accenni hillbilly per solo voce, banjo e violino a raccontare una storia sulla schiavitù. “Birmingham Sunday” di Richard Farina, è invece delicata e ben suonata col pianoforte protagonista ed un coro quasi gospel a rendere più armonioso il brano.
“Better Get It Right the First Time” è un ottimo brano deep soul anni ’60 con tanto di fiati reso più moderno da un talkin’ rap che non stona affatto.
“We Could Fly” è puro folk, limpido e cristallino nel quale risalta la bella voce di Rhiannon. “Hey Bébé” affonda nei bayou appena fuori dalla Big Easy con washboard, spazzole sulla batteria e una tromba di chiara estrazione jazz. “Come Love Come” è un brano slow blues elettrico con una ritmica incalzante.

“The Love We Almost Had” cambia registro e presenta un brano di swing patinato mentre la successiva “Baby Boy” sorretta da un violino gotico ed un banjo in sottofondo è una ballata folk triste, resa più drammatica con le voci di Lalenja Harrington e Leyla McCalla che accompagnano il cantato della Giddens.
Intermezzo strumentale per “Following the North Star” e poi la title track “Freedom Highway”, famoso inno dei diritti divili degli Staples Singers qui rivisitato col supporto di Bhi Bhiman ed una brass band chiude un album eterogeneo e molto politicizzato, ricco di culture e suoni diversi.
A distanza di sessant’anni un album come questo ha ancora ragione di esistere ed è quanto mai di grande attualità.

^ Voto: ****

Tracklist:

01. At the Purchaser’s Option – (04:16)
02. The Angels Laid Him Away – (02:31)
03. Julie – (04:27)
04. Birmingham Sunday – (06:13)
05. Better Get It Right the First Time – (03:23)
06. We Could Fly – (04:52)
07. Hey Bébé – (03:19)
08. Come Love Come – (05:19)
09. The Love We Almost Had – (04:17)
10. Baby Boy – (04:28)
11. Following the North Star – (01:55)
12. Freedom Highway – (04:49)

^ N.B. = Da questo post in avanti i voti saranno sostituiti con le stellette, di seguito la legenda:

* scarso
** insufficiente
*** sufficiente
**** buono
***** ottimo

Annunci

6 pensieri su “Rhiannon Giddens Freedom Highway (Nonesuch Records, 2017)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...