Little Steven – Soulfire ( Universal Rec. , 2017)

LittleSteven-Soulfire

 

 

Una serie di fortunati eventi (determinante un invito ad un concerto a Londra lo scorso autunno) hanno portato Little Steven a riunire i Disciples of Soul e da qui l’idea vincente di incidere un nuovo album a distanza di ben diciotto anni dal precedente “Born again savage” datato 1999, dal sound roccioso e garage rock e che non aveva certo gratificato il sottoscritto.
Con “Soulfire” ritroviamo, con estremo piacere, l’ Asbury Sound grondante r&b e soul carico di fiati e chitarre rock’n’roll, con una raccolta di canzoni già conosciute ma riarrangiate per l’occasione, dandogli una rinfrescata ed una nuova veste sonora.

La maggior parte di questi brani sono stati scritti da Little Steven negli anni settanta, alcuni per riempire gli album del leone del Jersey Southside Johnny,
come la bellissima “I don’t wanna go home” pubblicata per la prima volta nel 1976. Inotre brani come “I’m coming back”, “Some things just don’t change” e “Love on the wrong side of town”(scritta da Little Steven a quattro mani con Bruce Springsteen), sempre per l’amico Southside Johnny. In aggiunta, da segnalare anche “Standing in the line of fire”, canzone che fu scritta assieme a Gary U.S. Bonds e Laurie Anderson, incisa nel 1984 per l’ album dallo stesso titolo, seguito dei ben più riusciti “Dedication” ed “on The Line”.
Tra le cover qui presenti citiamo “Down and out in New York City”, incisa nel 1973 da James Brown, bollente rivisitazione soul e funk di una colonna sonora blaxploitation e “Blues is my business” brano rock blues d’impatto, anche se un po troppo convenzionale, inciso da Etta James nel 2003. Oppure ancora il dolce doo-wop di “The city Weeps Tonight” dove a deliziare sono i cori dei Persuasions, gruppo ” a cappella” proveniente da Brooklyn.

Steven Lento aka Van Zand, in questi anni non è stato certo con le mani in mano ma ha assunto egregiamente il ruolo di comprimario nella E-Street Band di Bruce Springsteen oltre che da attore nelle serie televisive “I Soprano” e “Lilyhammer”, come talent scout e produttore discografico ed infine DJ nello show radiofonico Underground Garage, da anni trasmesso da più di cinquanta stazioni radio in tutto il mondo. Little Steven durante la realizzazione di “Soulfire” si è divertito a tal punto da promettere che d’ora in avanti non attenderà così a lungo per un nuovo lavoro e per la sua carriera solista. C’è da crederci, in quanto il divertimento è facilmente percepibile ascoltando il disco, ma suppongo sarà un vero impegno per “Miami” Steve mettere insieme una serie di brani di questo livello (non compare neppure un brano nuovo, ma è anche vero che l’album è stato inciso nei mesi scorsi senza averlo pianificato in precedenza).
Soulfire suona come un disco pieno energia e divertimento, costruito con mestiere ma con sentimento.

Voto: ***1/2

TRACKLIST:

01. “Soulfire”
02. “I’m Coming Back”
(incisa originariamente da Southside Johnny and The Asbury Jukes’ nel disco del 1991 “Better Days”)
03. “The Blues Is My Business”
(cover scritta da Kevin Bowe and Todd Cerney, registrata da Etta James nel 2003)
04. “I Saw The Light”
05. “Some Things Just Don’t Change”
(incisa da Southside Johnny and The Asbury Jukes’ per il disco del 1977 “This Time It’s For Real”)
06. “Love On The Wrong Side of Town”
(scritta da Little Steven e Bruce Springsteen ed incisa da Southside Johnny and The Asbury Jukes’ per il disco del 1977 “This Time It’s For Real”)
07. “The City Weeps Tonight”
08. “Down and Out in New York City”
(cover scritta da Bodie Chandler/Barry De Vorzon; registrata da James Brown per la colonna sonora del film “Black Caesar” del 1973);
09. “Standing in the Line of Fire”
(Stevie Van Zand/ Gary U.S. Bonds/L. Anderson registrato da Gary U.S. Bonds’ per il disco “Standing in the Line Of Fire” del 1984);
10. “Saint Valentine’s Day”
(The Cocktail Slippers – Saint Valentine’s Day Massacre” del 2003)
11. I Don’t Want To Go Home”
(incisa da Southside Johnny and The Asbury Jukes’ per l’album di debutto, uscito nel 1976 “I Don’t Want to Go Home”)
12. “Ride The Night Away”
(Stevie Van Zand/Steve Jordan ed incisa da Jimmy Barnes nell’album “For The Working Class Man”, in seguito incisa anche da Southside Johnny and The Asbury Jukes per l’album “Better Days”).

Annunci

2 pensieri su “Little Steven – Soulfire ( Universal Rec. , 2017)

  1. Ancora lo devo ascoltare.
    Non sapevo fossero tutte vecchie canzoni o cover, comunque fa poca differenza: Stevie è un musicista e, ancor prima, un musicofilo coi fiocchi. Ho sempre creduto che buona parte della grandezza della musica del Boss fosse merito e ne sono ancora convinto.
    Complimenti per la rece, sempre puntuale!!!

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...