Gov’t Mule – Revolution Come…Revolution Go (Fantasy Records, 2017)

cover

 

Questo nuovo album riporta i Gov’t Mule di Warren Haynes ai suoni vigorosi, duri e potenti degli esordi. Il quartetto, ormai stabile da dieci anni (il gruppo ha festeggiato lo scorso anno i 20 anni di attività di cui i primi dieci come trio, con Haynes, Abs ed il compianto Allen Woody) con il fido Matt Abs alla batteria, Danny Louis (organo) e Jorgen Carlsson (basso).
Il disco precedente, “Shout” datato 2014 era stato inciso in compagnia di diversi ospiti, da Elvis Costello, ai My Morning Jacket e Ben Harper. Questa volta invece fanno tutto da soli, tranne il duello chitarristico con Jimmie Vaughan (fratello di Stevie Ray) in “Burnin point”.
“Stone Cold Rage” apre in un turbinio di riff potenti e possenti in pieno stile Southern Rock, “Drawn That Way” ha un drive guidato dalla batteria di Abs (ascoltatevi il crescendo nella seconda parte del brano) e dagli assoli della chitarra di Haynes, che qui sfodera la solita voce grintosa e melodiosa allo stesso tempo. Unico difetto, il tempo ristretto del brano, da inserire in un disco che nella realtà live di questo gruppo darà delle soddisfazioni a tutti.
“Pressure Under Fire” è una ballata Rock blues come solo Haynes e soci riescono a costruire: basi solide ma armonie piene di soul.
Disco molto lungo (la versione DeLuxe comprende ben 18 brani) ma è pure immediato e cresce ad ogni nuovo ascolto. “The Man I Want To Be” è ancora in territori Southern Blues e ricorda molto le ballate degli Allman Brothers Band: organo e batteria in sottofondo a supportare la voce ispirata di Warren che non si risparmia neppure qui in continui riff ed assoli alla chitarra. “Travelling Tune” vira verso territori country con l’uso della steel guitar; molto bella la melodia che concede sempre un poco di soul, anche se qui accentua e miscela bene il sound da ballata southern che ricorda ancora certe cose degli Allman.
“Thorns Of Life” è uno dei brani più lunghi dell’album ed inizia con un sound quasi jazz, e pieno d’atmosfera poi inizia ad accelerare, per poi placarsi ancora; per diverse volte ascoltiamo questi alti e bassi, improvvisazioni ipnotiche e quasi psichedeliche non è per tutti i palati ma il gruppo ci dimostra come non disdegni avventurarsi in nuovi suoni, nuove strade, abbandonando, seppure momentaneamente il loro sound classico.
“Dreams And Songs” è STUPENDA. Una ballata di stampo sudista, con un bel piano elettrico e la chitarra slide a supportare la dolce melodia della canzone che in breve tempo, sono sicuro, diventerà un loro classico (ai livelli di “Soulshine”).
“Sarah Surrender”, unico brano a non essere stato registrato ad Austin ma a New York nel Gennaio di quest’anno ha un sound che si discosta dal resto ed accresce l’impronta black con percussioni ed armonie vocali femminili, organo e chitarra più fluida e solare.
“Revolution Come…Revolution Go” parte con un groove di basso, un organo quasi fastidioso poi per fortuna un improvviso cambio di tempo passa ad uno shuffle, ma un ulteriore cambio porta ad una improvvisazione jazzata che proprio non riesco a digerire. Un brano non di mio gradimento anche se ben suonato.
“Burning Point” è decisamente più godibile, un brano rock blues con ospite Jimmie Vaughan ed il suo “lazy” sound texano, mentre Warren è impegnato in bordate hendrixiane su un ritmo quasi funky, sostenuto dall’organo di Louis. Finale col notevole duello tra i due manici.
“Easy Times”, ottima ballata blues con Warren supportato nuovamente dalle voci femminili che nel finale ci regala un altro grande assolo.
L’ultimo brano è l’unica cover del disco, una rivisitazione del classico blues strumentale (almeno in origine lo era) di Blind Willie Johnson “Dark Was The Night, Cold Was The Ground”, a cui Warren ha aggiunto un suo testo (processo avvenuto anche in passato col traditional “John The Revelator” presente nell’ album “Dose”) ed un sound più rock con impronta gospel tratteggiata dal piano che chiude più che positivamente il loro undicesimo disco in studio.
La versione DeLuxe comprende altri sei brani (tre inediti e tre versioni alternative di brani compresi nel disco).

Voto: ***1/2

Tracklist:

01. Stone Cold Rage – (06:00)
02. Drawn That Way – (05:17)
03. Pressure Under Fire – (05:23)
04. The Man I Want To Be – (06:21)
05. Traveling Tune – (05:17)
06. Thorns Of Life – (08:48)
07. Dreams & Songs – (06:37)
08. Sarah, Surrender – (04:11)
09. Revolution Come, Revolution Go – (08:03)
10. Burning Point – (06:51)
11. Easy Times – (06:58)
12. Dark Was The Night, Cold Was The Ground – (07:26)

In aggiunta nella DeLuxe Version:

13. What Fresh Hell – (05:47)
14. Click-Track – (04:13)
15. Outside Myself – (06:08)
16. Revolution Come, Revolution Go – Alternate Version – (08:03)
17. The Man I Want To Be – Live In Studio Version – (05:33)
18. Dark Was The Night, Cold Was The Ground – Live In Studio Version – (06:51)

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