Luke Winslow-King – Blue Mesa (Bloodshot Records, 2018)

Blue Mesa

Visto di recente in concerto acustico, Luke Winslow King in compagnia del suo pard italiano, il chitarrista prodigio livornese Roberto Luti (che ovviamente ritroviamo in questo album), a Fiorenzuola D’Arda nel quale avevano rivisitato vecchi classici del blues e molti suoi brani significativi è uno di quei musicisti per i quali ti affezioni subito.
Due anni orsono, in seguito alla separazione con la moglie Esther Rose aveva pubblicato un signor album dal titolo “I’m Glad Trouble Don’t Last Always” ( vi consiglio di andare a recuperarlo) che testimoniava quanto la situazione sentimentale lo aveva colpito duramente, ma aveva rialzato subito la testa, reagendo e producendo un disco di ottima fattura denso di brani roots, blues & rock, con protagoniste le slide di Winslow King e più in particolare di Luti.
Entrambi cittadini onorari di New Orleans, dove Winslow-King si è trasferito nel 2002 fino a poco tempo fa, quando ha deciso di tornare nella natia Cadillac, nel Michigan; ma la musica di New Orleans continua ad essere la protagonista nei suoi dischi. Quest’ultimo è stato registrato a Lari, in Toscana, dove Luti ha un suo studio di registrazione: suppongo che i paesaggi toscani abbiano aiutato in fase di registrazione e lo testimonia l’iniziale stupenda “You Got Mine” scritta con “Washboard” Lissa Driscoll, musicista di New Orleans recentemente scomparsa per un tumore, alla quale è dedicato l’album, molto conosciuta nella Crescent city per la sua attività di musicista di strada (Grayson Capps le dedicò una canzone in un suo album, amica di Luke ed ex compagna di Luti molti anni fa) il brano è un blues marchiato dal soul, con la presenza continua dell’organo di Mike Lynch (tra gli altri: Bob Seger, Whitey Morgan) e dalle chitarre di Luti e Winslow-King ma che, contrappuntato dai deliziosi cori, sfocia nel gospel del deep south degli States. La successiva “Leghorn Women” è uno swamp blues-rock dedicato alle donne di Livorno (Leghorn) mentre la title-track è una ballata malinconica densa di umori rock blues ed accenni del border con la magica slide di Luti che ti tocca l’anima. Non sbaglio a dire che siamo ai livelli del grande Ry Cooder.
“Born To Roam” è un altro ottimo brano, un rock ‘n’ roll diretto, dal sound epico, che ti mette subito di buonumore. “Better For Knowing You” è una ballata malinconica e rarefatta suonata splendidamente: sezione ritmica accennata e slide in sottofondo sempre presente sotto la bella voce confidenziale di Luke. Non c’è un brano sottotono e la successiva “Thought I Heard You” ne è la conferma, un altro rock blues di ottima caratura, carico e pieno di riff che ricorda i brani di Sonny Landreth o di Tab Benoit (altri “nostri” eroi della Louisiana, chi non conosce non può capire…), segue la ballata “Break Down The Walls” un delicato mix di soul e folk con l’organo e la slide (da sentire gli interventi, da brividi!) sempre presenti ad impreziosire il sound che poi vira inevitabilmente nel finale gospel.
“Chicken Dinner” è blues soul che, con l’aggiunta dei fiati, rimanda ad un sound sudista pigro ma gioioso e rigenerante. “After The Rain” è un altro brano che puoi ascoltare solo da artisti che sono stati toccati dal sound della Big Easy: brano suonato in punta di dita, la voce suadente di Luke, gli interventi alle chitarre emozionano come sempre, l’organo e la sezione ritmica sono in sottofondo ed i cori femminili che arricchiscono il sound.
Purtroppo siamo giunti già in chiusura e “Farewell Blues” ci regala un’ altra fantastica ballata arricchita da un violino ed in sottofondo una fisarmonica, che si aggiungono agli interventi malinconici della slide che donano al brano un sapore country, quasi cajun.
Luke Winslow-King è un artista di talento assolutamente da scoprire.

Voto: ***1/2

Track List:

01. You Got Mine
02. Leghorn Women
03. Blue Mesa
04. Born to Roam
05. Better for Knowing You
06. Thought I Heard You
07. Break Down the Walls
08. Chicken Dinner
09. After the Rain
10. Farewell Blues

https://lukewinslowking.bandcamp.com/

Musicisti:

Luke Winslow-King – guitars, vocals
Roberto Luti – electric guitar
Chris Davis – drums
Christian Carpenter – electric bass
Mike Lynch – Hammond organ, Wurlitzer, Fender Rhodes, piano, accordion
Mike Shimmin – percussion
Matt Rhody – violin
Jen Sygit, Laura Bates Lerman – backing vocals
Ben Polcer – trumpet
Etienne Jean Stoufflet – tenor sax
Dominick Grillo – baritone sax

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