Ruston Kelly – Dying Star (Rounder Rec., 2018)

Ruston Kelly

Appena scoperto per caso dal sottoscritto, sono stato attratto dalle sue canzoni, più leggere rispetto i miei standard, ma sarà il periodo o chissà che altro, il disco che Ruston Kelly ha appena pubblicato mi piace molto e mette in risalto il suo raffinato songwriting. Denso di struggenti melodie e di arrangiamenti azzeccati, con inserimenti di armonica e pedal steel, le ben 14 canzoni che compongono “Dying Star” sono cantate dalla calda voce di Kelly, che evoca subito artisti come Jackson Browne al quale unisce sonorità più moderne stile Ryan Adams.

Ruston Kelly presenta le sue ottime potenzialità in brani come “Son Of A Highway Daughter” con un sound che rimanda a gruppi folk rock come Lumineers (per i quali ha aperto alcuni concerti nel tour dello scorso anno); “Jericho”, bella canzone intimistica oppure “Big Brown Bus” (che vede il contributo di Tim Kelly, padre di Ruston alla pedal steel) è un intrigante country-soul pop, genere sperimentato anche dalla moglie Kacey Musgraves, bella e brava artista ben conosciuta negli States.

L’indiscussa attrattiva principale di “Dying Star” come dicevo, è il songwriting di Kelly, che fa da ponte tra i giochi di parole di “Music Row” e la nuda vulnerabilità al pari di cantautori come Lucinda Williams ed il già citato Ryan Adams. Ruston non è un novellino: in passato ha scritto canzoni per Tim McGraw, Josh Abbott Band e altri ancora, inoltre ha debuttato lo scorso anno con un disco auto-prodotto intitolato “Halloween” che ha ottenuto consensi a livello nazionale, in particolare per la canzone “Black Magic” che ha fatto da colonna sonora alla stagione finale della serie TV americana “Scorpion” prodotta dalla CBS.

Kelly nella maggior parte dell’album riflette ed esorcizza i demoni del passato, (leggendo online i suoi trascorsi, risulta che nel 2016 è stato in riabilitazione a seguito ad abuso di sostanze illecite) ed il suo più grande dono è il modo in cui tratta la disperazione con dignità, permettendo ai suoi personaggi di essere guidati su strade oscure (come ad esempio in “Mockingbird”) ma continua ad offrire loro una seconda possibilità, di redenzione e poter quindi ritornare a casa.

“Dying Star”, buttato nella mischia delle innumerevoli uscite discografiche, corre il rischio di passare inosservato, ma il ragazzo ha stoffa da vendere e scommetto che riuscirà ad emergere.
Forse l’unica cosa sbagliata è il titolo scelto (stella morente) “Dying Star” è decisamente un bel disco, senza una canzone fuori posto.

Voto: ****

Tracklist:

1 Cover My Tracks
2 Mockingbird
3 Son Of A Highway Daughter
4 Paratrooper’s Battle Cry
5 Faceplant
6 Blackout
7 Big Brown Bus
8 Mercury
9 Anchors
10 Just For The Record
11 Trying To Let Her
12 Jericho
13 Dying Star
14 Brightly Burst Into The Air