JJ Cale – Stay Around (Because Music, 2019) – Anteprima

JJ-Cale-Stay-Around-cover

Curato dalla moglie e chitarrista della band, Christine Lakeland Cale e dal manager ed amico Mike Kappus l’album postumo sarà disponibile dal 26 aprile 2019.
Artista che ha influenzato molti musicisti, come ad esempio Neil Young, che nella sua autobiografia ha scritto “le doti di chitarrista di JJ Cale hanno avuto su di me un’enorme influenza. Il suo tocco è indescrivibile. Ne sono sempre stato affascinato”, anche Eric Clapton che non ne ha mai fatto mistero; poi Mark Knopfler e molti altri, tuttavia ha sempre vissuto ai margini del grande successo di pubblico.

Tutti i brani presenti su “Stay Around” sono inediti, infatti JJ Cale spesso teneva da parte le canzoni che escludeva da un album con l’intenzione di pubblicarli in seguito, a tal proposito il manager riferisce per esempio che la canzone “Roll On”, title track dell’ultimo album di Cale fu scritta ben 34 anni prima della pubblicazione. Aveva l’abitudine di scartare diverse canzoni e demo,
sembra infatti che molto materiale sia rimasto disponibile e che presto vedrà la luce. L’unico brano del nuovo disco “Stay Around” non scritto da JJ Cale è “My Baby Blues” scritto dalla moglie Christine e risale al 1977, anno in cui si sono conosciuti.

Moltissimi artisti hanno omaggiato in passato l’artista ed hanno realizzato cover di JJ Cale personaggi del calibro di Jerry Garcia, Captain Beefheart, Beck, Lynyrd Skynyrd. John Mayer, Bryan Ferry, Santana, Chet Atkins, Johnny Cash, Lucinda Williams, The Band, Widespread Panic, Freddie King, Phish e Waylon Jennings, solo per citarne alcuni.
Di seguito il video che accompagna il singolo “Chasing You” con immagini prese dal documentario “To Tulsa and back – On Tour with J.J. Cale“ e la trackilst del disco che sarà disponibile il prossimo 26 Aprile 2019.

Tracklist:

01. Lights Down Low
02. Chasing You
03. Winter Snow
04. Stay Around
05. Tell You ‘Bout Her
06. Oh My My
07. My Baby Blues
08. Girl Of Mine
09. Go Downtown
10. If We Try
11. Tell Daddy
12. Wish You Were Here
13. Long About Sundown
14. Maria
15. Don’t Call Me Joe

Hervè Le Corre – Scambiare i Lupi per cani (Edizioni E/O, 2018)

scambiare lupi per cani

Pagine 304
Traduzione: Alberto Bracci Testasecca

I presupposti c’erano tutti perchè fosse un buon libro,un polar con gli attributi. A partire dal titolo (Prendre les loups pour des chiens, del 2017) la storia del protagonista Franck che esce di galera dopo cinque anni pronto a ricominciare, a ripartire con la propria vita, rimuginando nei giorni interminabili della prigione, sicuro che aveva fatto la scelta giusta, quella di non rivelare il nome del fratello Fabien come complice della rapina non finita benissimo ma che ha fruttato un discreto bottino.
Il giorno che viene rilasciato, ad attenderlo non trova il fratello ma Jessica, che afferma di essere la ragazza di Fabien. Sensuale ed ammiccante, presto si scopre in realtà una persona fragile, tossica e fuori di testa e sarà fonte di grossi guai per Franck, il quale ne è affascinato e disgustato insieme, e la seguirà nelle folli nottate finché non si ritroverà nei guai.

In attesa del fratello, che sembra sparito coi soldi rimasti della rapina per fare qualche losco affare in Spagna, Franck passa il tempo a studiare gli strani personaggi con cui divide la quotidianità, ovvero la stessa Jessica, bipolare e pazza, i suoi genitori entrambi dei poco di buono, scorbutici e alcolizzati, pieni di cattiveria che riversano sul mondo (e pure su di lui) e poi c’è la figlia di Jessica, Rachel di otto anni, l’unica alla quale riesce ad affezionarsi. E c’è un cane, un grosso e feroce mastino che gironzola in casa ma che tutti sembrano temere.

Il racconto, almeno all’inizio, non sempre è lineare: a tratti è crudo, ma Le Corre alterna abilmente momenti delicati a quelli disperati: descrive nei dettagli l’estate della campagna francese, la natura dei luoghi, i campi riarsi, i colori del cielo, e li mescola con la periferia urbana fatta di supermercati e centri commerciali, palazzoni anonimi che fanno da sfondo a una storia in cui il degrado sociale si insinua nelle pieghe di una narrazione che poco concede se non quella di depistarci e solo nella seconda parte del libro ci concede degli indizi su cosa sia veramente accaduto.

Franck si rivela da subito tutt’ altro che un delinquente, uno che ragiona prima di agire e che cerca di risolvere i problemi che gli si parano davanti evitando la violenza, anche se a volte sembra l’unica soluzione possibile.
Ma è anche un ingenuo e buono d’ animo e nel mondo ai margini in cui vive questo non lo aiuta. Emerge anche nel modo che ha di mostrare tenerezza ed un senso di protezione quasi paterna verso Rachel, una bimba che mangia e parla pochissimo, che non riceve molte attenzioni dalla madre e dai nonni, forse vittima innocente di qualcosa accaduto nel passato.

Una storia amara e senza riscatto che rivela l’essenza più nera della violenza, intensificata dalle disparità sociali e dalla disoccupazione che rendono il crimine una strada come un’altra da intraprendere nella dura lotta per la sopravvivenza.
Il noir di Le Corre è diviso in due parti che confondono vittime e carnefici. È solo quando scopriamo cosa è realmente accaduto che rimaniamo attoniti.
È in quel momento che la trama si svela in tutta la sua originalità.
Uno stile davvero particolare per un autore da scoprire.

Note sull’ Autore.

Hervé Le Corre vive nella regione di Bordeaux, dove insegna.
Autore molto apprezzato, ha vinto numerosi premi tra cui il Prix Mystère, il Prix du roman noir Nouvel Obs/Bibliobs e il Grand Prix de Littérature policière. Con Il perfezionista (edito in Italia da Piemme nel 2012), in Francia ha ottenuto il prestigioso Grand Prix du roman noir français di Cognac e il Prix Mystère de la critique. Nel 2015 le Edizioni E/O hanno pubblicato “Dopo la guerra”.

«Un romanzo terribile, un’oscurità impressionante».
Le Corrier de l’Ouest