Cocaine – La Vera Storia Di White Boy Rick- Regia di Yann Demange (Warner Bros, 2019)

Cocaine

Drammatico, 110 minuti
con Matthew McConaughey, Richie Merritt, Bel Powley, Jennifer Jason Leigh, Brian Tyree Henry

Per chi ama i film drammatici crudi e noir è decisamente da non perdere, inoltre è tratto da una storia vera. In una Detroit livida e di metà anni ottanta il quattordicenne Rick vive con il padre (interpretato da un sempre magistrale McConaughey) un piccolo trafficante di armi che sogna di aprire una videoteca, la madre se n’è andata di casa da tempo mentre la sorella maggiore è una tossica che passa il tempo ad incolpare il padre dei torti subiti.

Fa piacere notare la presenza di attori non protagonisti come l’ottimo Bruce Dern nel ruolo del nonno di Rick (e quindi padre di McConaughey) ed Eddie Marshan (uno dei fratelli Donovan nella famosa serie TV) ma purtroppo sfruttati poco e male, forse l’ unica pecca del film.

Rick è decisamente più ambizioso del padre e vende armi alle bande di criminali della zona composte tutte da neri, si guadagna il loro rispetto e diventa “White Boy Rick”. Ma i sogni di gloria hanno breve durata in quanto viene preso di mira e ricattato dall’ FBI, che invece di incriminare il padre, propone a Rick di fare l’informatore e contribuisce ad arrestare una serie di spacciatori e poliziotti corrotti toccando le alte sfere. Per questo motivo verrà scoperto e tenteranno di ucciderlo ma la scampa per miracolo. Solo e tornato a vivere col padre è stanco della vita gretta e meschina così si reinventa spacciatore per alzare del denaro ma riesce appena in tempo a ripulire la sorella dalla droga che viene arrestato e condannato all’ergastolo, nonostante i soli quindici anni ed un recente passato di informatore l’FBI gli volterà le spalle.

Il regista, già apprezzato dal sottoscritto nel film “’71” (nella lista dei migliori film visti nel 2015 https://wp.me/p3cehQ-1Or ) è bravo a generare tensione anche tramite le immagini cupe e noir del degrado urbano che versa la città di Detroit a metà anni ottanta, quasi sempre in pieno inverno ed in periodo di falso edonismo reaganiano ,racconta la vera storia di Richard Wershe Jr, detto “White Boy Rick” che è tuttora il più giovane informatore nella storia dell’ FBI ed il detenuto non violento con il maggior numero di anni di reclusione nello stato del Michigan (condannato all’ergastolo ma nel 2017 è uscito dopo trent’anni di reclusione).

Voto : ****

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6 pensieri su “Cocaine – La Vera Storia Di White Boy Rick- Regia di Yann Demange (Warner Bros, 2019)

  1. E’ stato il terzo film che ho visto quest’anno. L’ho visto al momento giusto, perché i precedenti 2 erano dei cessi nauseabondi, e quindi mi ci voleva proprio un film di qualità che facesse scomparire il loro fetore dalle mie narici.
    Di Cocaine mi ha colpito in particolare il ritmo: non c’è un solo momento morto, anzi il film procede speditissimo dal primo all’ultimo minuto. E infatti è stato uno dei rarissimi casi in cui ho visto un film senza fare nessuna pausa (di norma interrompo la visione ogni 10 minuti per far riposare gli occhi).
    Cocaine è ottimo anche nel ritrarre i cosiddetti white trash, che vivono nella più totale povertà materiale, culturale e spirituale: proprio per questa loro assenza di strumenti e di valori, entrano facilmente nel giro della criminalità organizzata. White Boy Rick è quindi un prodotto e un simbolo dell’ambiente in cui è cresciuto, e la fine che ha fatto era scritta fin dalla sua nascita.
    Anche Tonya ha provato a fare la stessa cosa (ovvero indagare con uno sguardo quasi documentaristico la mentalità e lo stile di vita dei white trash), ma con esiti di gran lunga peggiori: sia perché (a differenza di Cocaine) il film non riesce a suscitare un briciolo di simpatia per nessuno dei suoi antieroi, sia perché i numerosi tentativi di far ridere ritraendo quel mondo in chiave grottesca vanno tutti miseramente falliti. Non c’è una sola battuta di quel film che mi abbia strappato anche solo un sorrisino spento.
    Noto che nei commenti avete parlato di Tom Hardy: anche uno dei suoi film mi ha coinvolto al punto da indurmi a guardarlo dall’inizio alla fine senza alcuna interruzione. Il film in questione è Legend: se non l’hai visto, te lo consiglio caldamente.

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      • Se ispirasse un po’ più di simpatia, senza dubbio l’Academy gli avrebbe già regalato almeno un Oscar. Perché quando un giurato dell’Academy deve scegliere tra te e altri 4 candidati conta anche la simpatia, sia tua che del personaggio che interpreti. Grazie a te per la risposta! 🙂

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