Eli “Paperboy” Reed – 99 Cent Dreams (Yep Roc, 2019)

eli paperboy

Eli “Paperboy” Reed torna con una dozzina di nuove canzoni a tre anni di distanza dal precedente “My Way Home” e prosegue il suo percorso artistico con un approccio forse ancora più vintage rispetto al recente passato, dal deep soul marchiato Stax sino al funky stile James Brown.
Inciso in quel di Memphis nei famosi studi Sam Phillips con alla consolle Matt Ross-Spang (John Prine, Margo Price, Jason Isbell, Anderson East e Paul Thorn tra gli altri) ed una nuova band, questo “99 Cent Dreams” è un ottimo dischetto di soul revival nel quale predomina la voce graffiante di Reed ma anche una sensazione di qualcosa già sentito nel disco precedente. Tuttavia troviamo una serie di brani ammiccanti e di buon livello con begli interventi di chitarra dello stesso artista come in “Lover’s Compensation”, l’iniziale “News You Can Use” è fatta con buon gusto, ritmo e coi fiati a compensare la verve musicale.
Non c’è un solo brano sottotono, sono tutti da menzionare, orecchiabili e ben suonati: “Said She Would” brano soul (che nella versione singolo è presente il featuring di Big Daddy Kane, forse per dare maggiore visibilità al brano nelle charts e nei passaggi radiofonici) arricchito dalle backing vocals dei The Masqueraders, un terzetto veterano formatosi nei primi anni ’60, le cui armonie infondono ulteriore passione a un suono già virtuoso.
“Bank Robber” è uno degli apici del disco, un errebì soul trascinante, mentre “Coulda Had This” è un lentaccio soul come quelli che si ballavano a fine serata nelle discoteche di cinquant’anni fa, ma ripeto tutti i brani sono degni di menzione, col sound corposo, impreziosito dal supporto dei tre fiati.
La voce di Eli è inoltre molto gradevole ma soprattutto è importante sapere che è parte integrante delle nuove leve nel genere soul e R&B (si fa per dire, visto che quest’anno festeggia trentasette anni ed ha già inciso sei dischi: l’esordio “Roll With You” risale ormai ad una decina di anni orsono), oltre ad Eli ricordo ad esempio nella “new breed” Anderson East, Nick Waterhouse, St. Paul & The Broken Bones, e poi aggiungo anche Nathaniel Rateliff, Vintage Trouble, The Suffers, The Dip, The Bamboos sino ai più “pop mood” Joss Stone, Aloe Blacc e Leon Bridge per chiudere con l’ormai attempato ma sempre presente, il britannico James Hunter. L’ elenco per nostra fortuna è molto lungo, segno che questa musica regge nel tempo e piace anche alle nuove generazioni.
Insomma, qui ci trovate qualcosa di sincero, genuino e autentico, in quanto Reed è un musicista che crede nel potere affermativo della musica che canta.
E questo gli fa onore e gli dobbiamo rispetto anche se è un ragazzo bianco con gli occhi chiari, ma dentro sappiamo che ha una “soul black” come uno dei suoi (e nostri) tanti idoli Wilson Pickett.

Voto: *** 1/2

Tracklist:

1. News You Can Use
2. Said She Would
3. Bank Robber
4. 99 Cent Dreams
5. Holiday
6. Coulda Had This
7. Tryin’
8. Burn Me Up
9. Lover’s Compensation
10. In The End
11. A New Song
12. Couldn’t Find A Way

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