Gary Clark Jr. – This Land (Warner Bros Rec., 2019)

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Dopo il precedente “The Story Of Sonny Boy Slim” era lecito attendersi dal chitarrista di Austin un nuovo disco in studio più eterogeneo, moderno e sperimentale ma non certo sino a questo punto. Il primo ascolto mi ha lasciato dubbioso: non è un disco facile, nasce in primis dalla rabbia dell’artista verso l’intolleranza razziale che lo ha toccato anche direttamente (un vicino di casa in Texas arrivò a minacciarlo in quanto secondo lui non aveva il diritto di vivere nel quartiere) e provocatoriamente inserisce elementi hip hop, funky, elettronici e reggae al blues più classico che lo ha contraddistinto sin dall’esordio.
Durante il mio continuo ascolto è cresciuto molto sino a divenire uno dei dischi migliori ascoltati in questo primo scorcio del 2019 e senza dubbio il migliore in studio di Gary Clark Jr.
Aiutato da musicisti di buon livello come la famosa percussionista Sheila E, il bassista Mike Elizondo ed i batteristi JJ Johnson e B. Temple, il disco si apre con “This Land” un autentico pugno nello stomaco, potente e diretto.
Woody Guthrie è citato tra i credits ma di folk c’è veramente poco: apre un sintetizzatore poi entra la chitarra su un sound reggae ed un cantato gangsta da ghetto suburbano. Ti spiazza, eppure funziona. Eccome.

“What About Us” è un funk elettronico governato da una chitarra assassina, voce filtrata e cori da girone infernale, “I Got My Eyes On You (Locked & Loaded)” è una ballata blues: inizia cantata con una voce in falsetto che ricorda Prince, poi sale di tono e la chitarra di Gary Clark Jr. regala assoli a ripetizione.
Il rock blues dal taglio moderno “I Walk Alone” è cantata ancora in falsetto mentre la successiva “Feelin’ Like A Million” ci porta in Giamaica con un reggaemuffin sporcato dalla chitarra corrosiva di Gary Clark Jr.
“Gotta Get Into Something” è puro Clash sound al 100% punk’n’roll da riascoltare in loop mentre “Feed the Babies” riscopre il falsetto che si unisce al coro gospel e una tromba solitaria su un sound di moderno funky hip hop.
“Pearl Cadillac” è un omaggio neppure troppo velato a Prince con tanto di assolo
disperato della chitarra. “When I’m Gone” è un soul cantato alla grande e sorretto da un sound quasi caraibico con le percussioni a dirigere il ritmo ed i cori a fare da contorno.

“The Guitar Man” è un soul pop caraibico che non stona affatto col resto del disco, mentre “Low Down Rolling Stone” è un rock blues tosto e chitarristico.
“The Governor” è un rock’n’roll blues acustico e primordiale ridotto all’osso con una slide e poco altro.
“Don’t Wait Tilt Tomorrow” è una ballata pop rock romantica e malinconica con infiltrazioni elettroniche che funge da riempitivo (nel senso che poteva benissimo rimanere fuori dal disco) ma ci pensa la successiva a riportare il tutto in carreggiata e “Dirty Dishes Blues” è un ottimo Delta blues suonato in maniera tradizionale. Il primo bonus “Highway 71” è uno strumentale tutto giocato sulla chitarra noisy di Gary (brano del tutto trascurabile) mentre la chiusura spetta a “Did Dat” brano funky con schegge pop, caraibiche ed hip hop ma che termina in un assolo di chitarra blues. Non è un disco di facile catalogazione e si assimila dopo svariati ascolti ma quando ti entra sottopelle capisci che non puoi più farne a meno.

Voto: ****

Tracklist:

01. This Land – (05:41)
02. What About Us – (04:30)
03. I Got My Eyes on You (Locked & Loaded) – (05:11)
04. I Walk Alone – (03:44)
05. Feelin’ Like a Million – (03:34)
06. Gotta Get Into Something – (03:04)
07. Got to Get Up – (02:37)
08. Feed the Babies – (04:46)
09. Pearl Cadillac – (05:05)
10. When I’m Gone – (03:48)
11. The Guitar Man – (04:26)
12. Low Down Rolling Stone – (04:18)
13. The Governor – (02:21)
14. Don’t Wait Til Tomorrow – (04:05)
15. Dirty Dishes Blues – (05:03)
16. Highway 71 – Bonus Track – (03:31)
17. Did Dat – Bonus Track – (06:42)

Hillstomp – Monster Receiver ( Fluff and Gravy Rec., 2018)

hillstomp

Con Monster Receiver,il produttore John Shepski e l’ ingegnere del suono John Askew (Richmond Fontaine, Laura Gibson, Wild Flag) si sono uniti per dare al combo roots-blues di Portland, Oregon un indirizzo più sperimentale, tuttavia il duo (composto da Henry “Hill” Kammerer alla voce e chitarre e John Johnson alle percussioni e backing vocals) prosegue ancora il suo percorso nel delta/swamp blues, con accenni punk-rock ed echi hillbilly e country.
“Hagler” ha la chitarra e la batteria spinte al massimo in un blues sporco e spigoloso pronto a metà canzone a cambiare il ritmo, “The Way Home” si apre con un banjo ed i riferimenti sono più orientati verso il bluegrass e folk lisergico anche se i suoni più delicati li troviamo nei brani successivi come “Angels” sorta di blues acustico, voce accompagnata solo da chitarra slide, percussioni e cori (Amora Pooley Johnson) mentre “Dayton, Ohio” è una tenue ballata con echi country, complice la malinconica pedal steel di Erik Clampitt (Hook & Anchor).
Nel ripetitivo refrain di brani come “Comes a Storm”, “Lay Down Satan” e di “Snake Eagle Blues” la chitarra e le percussioni (oltre al canto con voce filtrata e rumorismi vari) giocano un ruolo fondamentale nel ritmo che ci porta inevitabilmente nel deep south, alle pendici delle Mississippi Hills.

“Goddamn Heart” è un godibile incrocio tra bluegrass, dark country e blues cadenzato dagli interventi dell’armonica dell’ospite David Lipkind (I Can Lick Any Son of a Bitch in the House) e del banjo, generando un duello sonoro di grande impatto; “Cluck Old Hen” fa ancora emergere il bluegrass più rurale con la presenza del violino dell’ospite Anna Tivel.
“Pale White Rider” torna a sorvolare i campi melmosi del sud degli States con un sound ipnotico e coinvolgente mentre la finale “I’ll Be Around” apre ancora al bluegrass con voce, banjo e shaker poi interviene il fiddle e questo basta per creare l’atmosfera: sembra di assistere ad una canzone suonata attorno ad un fuoco oppure seduti nel portico di una casa dopo il tramonto. Degna chiusura di un disco che è una gradita sorpresa, impregnato com’è di folk blues, country, garage rock, ballate bluegrass e derivazioni punk.

Voto: ***1/2

Tracklist:

01. Hagler
02. The Way Home
03. Angels
04. Comes A Storm
05. Snake Eagle Blues
06. Dayton, Ohio
07. Goddamn Heart
08. Cluck Old Hen
09. Pale White Rider
10. Lay Down Satan
11. I’ll Be Around

The Bonnevilles – Cascina Bellaria – Sezzadio (Al) – Live 15/09/18

The Bonnevilles

Non parlo quasi mai dei concerti ai quali assisto in quanto reputo quasi inutile scrivere di artisti nella loro versione live quando parli già dei loro dischi, anche perchè in questo ambito abbiamo ormai raggiunto in generale un ottimo livello (non ricordo di aver visto negli ultimi anni un concerto mediocre). In questo caso invece dei loro dischi non ne ho mai parlato (come di molti altri artisti) forse per mancanza di tempo, ma meritano anche se suonano musica di nicchia. Il genere si avvicina a quello che prediligo, ovvero un rock blues rozzo, malsano e di derivazione punk. Il duo, composto da Andrew Mc Gibbon Jr. (chitarra e voce) e Chris Mc Mullan (batteria), ricorda gruppi come The Black Keys e The White Stripes degli esordi ma anche sonorità care ai North Mississippi AllStars, Cedric Burnside (nipote di R.L.) e Lightin’ Malcolm, Left Lane Cruisers, per citarne alcuni e altre cose legate alla Fat Possum Records; solo che loro provengono dalla cittadina di Lurgan, non lontano da Belfast in Irlanda Del Nord, ma vi assicuro che di sonorità irish non se ne sentono (anche se in altro ambito sono le benvenute!), però avrete certo a che fare con la classica irruenza sonora che ne deriva da coloro che vivono in quei luoghi.

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Un’ora e mezza abbondante di concerto, tosto e divertente nella splendida cornice della Cascina Bellaria, un punto illuminato nel mezzo del nulla,nella notte e nel buio delle campagne alessandrine, che propone (con grande passione unita ad una grande dose di coraggio), ogni anno d’estate un ottimo programma di concerti con gruppi e band che provengono da ogni parte del mondo.

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A volte, basta volerlo, è possibile proporre ottima musica non di tendenza quasi ovunque basta non pensare ai facili guadagni; con questa musica in Italia rischi solo di rimetterci. Serve solo una gran passione (oltre allo spazio dove poter concretizzare i tuoi sogni….).

https://www.cascinabellaria.com/it/

Se pensate che dopo la data di Sezzadio (Al) i The Bonnevilles andranno a suonare in Spagna in città come Barcellona, Valencia, Madrid, Bilbao c’è poco da aggiungere.

Il duo ha proposto gran parte del repertorio estratto dai loro quattro dischi con particolare attenzione a “Arrow Pierce My Heart” del 2016 che me li fece conoscere ed al nuovo “Dirty Photographs”. Ho fatto alcuni video ma purtroppo il mio blog non li supporta in quanto non sono “premium” (….che si fottano….) allora non mi resta che pubblicare qualche video pescato sul tubo.

Buon Divertimento e buona domenica.

Novità Discografiche Maggio/ Giugno 2018

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27 Aprile 2018

Michael McDermott Out From Under

michael

Van Morrison amd Joey DeFrancesco You’re Driving Me Crazy

Willie Nelson Last Man Standing

Okkervil River In The Rainbow Rain (singolo: “Don’t Move Back to LA”)

Jennifer Warnes Another Time, Another Place (singolo “Just Breathe”)

4 Maggio

Leon Bridges Good Thing (singoli: “Bet Ain’t Worth the Hand” and “Bad Bad News”)

Rita Coolidge Safe In The Arms Of Tim

Lake Street Drive Free Yourself Up (singolo: “Good Kisser”)

Leftover Salmon Something Higher (produttore: Steve Berlin; singolo: “Show Me Something Higher”)

11 Maggio

Brent Cobb Providence Canyon (singolo: “King of Alabama”)

Ry Cooder The Prodigal Son

Gin Blossoms Mixed Reality (produttori: Mitch Easter, Don Dixon; singolo: “Break”)

Loreena McKennitt Lost Souls

Luke Winslow-King Blue Mesa (singolo: “Leghorn Women”)

Mike Zito First Class Life

18 Maggio

Joan Armatrading Not Too Far Away (singolo: “No More Pain”)

Courtney Barnett Tell Me How You Really Feel (singolo: “Nameless, Faceless”)

James Bay Electric Light (produttori: Bay, Jon Green, Paul Epworth; singolo: “Pink Lemonade”)

Echo & The Bunnymen The Stars, The Oceans & The Moon

echo

Ray LaMontagne Part Of The Light (produttore: LaMontagne; singolo: “Such a Simple Thing”)

Gretchen Peters Dancing With The Beast

Ike Reilly Crooked Love

Ike Reilly

25 Maggio

Ian Moore Toronto

Xavier Rudd Storm Boy (singolo : “Walk Away”)

Giugno

Lily Allen No Shame (singoli: “Higher” e “Three”)

Dave Alvin and Jimmie Dale Gilmore Downey To Lubbock

American Aquarium Things Change

Am. Aq.

Neko Case Hell-On (ospiti: Beth Ditto, Mark Lanegan, k.d. lang, AC Newman, Eric Bachmann, Kelly Hogan, Doug Gillard, Laura Veirs, Joey Burns, ecc..)

Roger Daltrey As Long As I Have You (Pete Townsend suona la chitarra in sette delle undici canzoni; alle tastiere Mike Talbot -The Style Council e Dexys Midnight Runners – singolo: “As Long As I Have You”)

James Williamson and the Pink Hearts Behind The Shade (ex Stooges)

Nicki Bluhm To Rise You Gotta Fall (registrqato al Sam Phillips Recording studio in Memphis,ospiti Al Gamble del gruppo St. Paul & The Broken Bones, ex batterista dei Wilco Ken Coomer e Will Sexton)

Brian Fallon – Sleepwalkers ( Island Records, 2018)

Cover

Il nuovo lavoro di Brian Fallon (ex leader dei Gaslight Anthem ed ora degli Horrible Crows) è davvero un gran bel disco, che è coinciso con il ritorno in sala di registrazione insieme a Ted Hutt, produttore dei dischi coi Gaslight Anthem ( “The ’59 Sound” e “American Slang” ) e con la scelta di registrarlo a New Orleans, città piena di ispirazione per gran parte dei musicisti.
“Painkillers”, il precedente disco, esordio solista di Fallon, non mi aveva certo entusiasmato, mentre questo “Sleepwalkers” ti entra subito sottopelle e fatica ad uscire: eterogeneo quanto basta col rock contaminato dal rhythm’ n’blues sixties marchiato Motown, dal soul bianco inglese (Graham Parker, Elvis Costello), dal doo-wop carico di r’n’b della favolosa canzone iniziale “If Your Prayers Don’t Get To Heaven” alla punk rock “Forget Me Not”, che con la successiva “Come Wander With Me” fanno il paio in stile Clash (Joe Strummer ringrazia da lassù), al gospel rock nell’intensa e stupenda “Etta James” (che sembra occhieggiare agli U2 del passato) alla ballata elettroacustica “Her Majesty’s Service” sembra tutto un rimando ad omaggiare questo o quell’artista e detto così sembra una semplice raccolta di canzoni scopiazzate senza ritegno, mentre posso affermare che Fallon è maturato ed ha assimilato tutta la musica per la quale si è appassionato ed ha confezionato un album denso, d’ impatto, onesto e sincero ma allo stesso tempo molto divertente.

“Proof Of Life” è un folk rock carico di epicità mentre con “Little Nightmares”
si torna all’ arrembante r’n’r punk stile Clash, come del resto la successiva “Sleepwalkers” ma in questo caso con sonorità e fiati presi in prestito dagli Asbury Jukes. “My Name Is The Night (Color Me Black)” è un’ariosa rock song a metà strada tra Bruce e gli Who, che potrebbe avere anche un buon successo radiofonico e commerciale, mentre “Neptune” è un tosto r&b che mantiene alto il livello qualitativo del disco.
Con “Watson” si passa con disinvoltura alla ballata ricca di blues urbano mentre l’ultima “See You On The Other Side” è una deliziosa folk song.
Nulla per cui gridare al miracolo, ma fino a ieri Brian Fallon sembrava un poco perso dietro ai suoi fantasmi interiori, mentre ora ha acquisito la voglia di rimettersi in gioco e di divertirsi a creare a ruota libera e, per quanto mi riguarda, ha raggiunto un suo nuovo traguardo.
Sorprendentemente, uno dei dischi migliori ascoltati in questo primo scorcio del 2018.

Voto: ****

Tracklist:

1 If Your Prayers Don’t Get To Heaven
2 Forget Me Not
3 Come Wander With Me
4 Etta James
5 Her Majesty’s Service
6 Proof Of Life
7 Little Nightmares
8 Sleepwalkers
9 My Name Is The Night (Color Me Black)
10 Neptune
11 Watson
12 See You On The Other Side

Novità discografiche Marzo/Aprile 2018

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Una valanga di uscite discografiche ci attendono nei prossimi mesi, come d’altronde accade dopo la pausa natalizia e l’inizio di ogni nuovo anno che passa in sordina, la primavera comincia alla grande per tutti i generi musicali.

Joan Baez Whistle Down The Wind (il 2018 sarà l’ultima occasione per poterla vedere live in tour – primo album da dieci anni – produttore: Joe Henry)

The Breeders All Nerve (loro nuovo album in studio dal 2008; singolo: “All Nerve”)

Buffalo Tom Quiet And Peace

Sue Foley The Ice Queen (ospiti: Billy F. Gibbons, Jimmie Vaughan, Chris “Whipper” Layton, Charlie Sexton, JJ Johnson, Johnny Bradley, etc.)

Lance Lopez Tell The Truth ( produttore: Fabrizio Grossi; singolo: “Cash My Check”)

Moby Everything Was Beautiful, And Nothing Hurt (singolo: “Like a Motherless Child”)

Chris Smither Call Me Lucky (first single: “The Blame’s On Me”)

Tracey Thorn Record (ospiti: Corinne Bailey Rae, Shura, Warpaint’s Jenny Lee Lindberg e Stella Mozgawa; singolo: “Queen”)

Titus Andronicus A Productive Cough (singolo: “Number One [In New York})

UB40 featuring Ali, Astro & Mickey A Real Labour Of Love (produttore il frontman Ali Campbell; singolo: “She Loves Me Now”)

Snoop Dogg Snoop Dogg Presents Bible Of Love (Album Gospel composto da ben 32 canzoni; ospiti : Faith Evans, Rance Allen, Tye Tribbett, B Slade, ecc.; singolo: “Words Are Few”)

——> Barrence Whitfield & The Savages Soul Flowers Of Titan (singolo: “Let’s Go to Mars”)

——> Jonathan Wilson Rare Birds (ospiti: Father John Misty, Lucius, Lana Del Rey, singolo: “Over the Midnight”)

——-> David Byrne American Utopia (solo album dopo ben 14 anni dal precedente; t singolo: “Everybody’s Coming To My House”)

Brad Mehldau – After Bach

Editors Violence (singolo: “Magazine”)

Albert Hammond Francis Trouble (membro del gruppo The Strokes; singolo: “Muted Beatings’)

———> Jimi Hendrix Both Sides Of The Sky (10 delle 13 canzoni presenti incise tra il 1968 ed il 1970, sono inedite);

The Fratellis In Your Own Sweet Time (singolo: “The Next Time We Wed”)

Judas Priest Firepower (produttore: Tom Allom; singolo: “Lightning Strike”)

——–> The Nick Moss Band feat. Dennis Gruenling The High Cost Of Low Living

———> Nathaniel Rateliff & The Night Sweats Tearing At The Seams (produttore: Richard Swift; singolo: “You Worry Me”; Digital Deluxe Edition, con due extra tracks)

Lisa Stansfield Deeper

The Decemberists I’ll Be Your Girl (singolo: “Severed”)

Lindi Ortega Liberty

Meshell Ndegeocello Ventriloquism (album cover version di brani di autori come Prince, Janet Jackson, Tina Turner, Sade, ecc..)

Stone Temple Pilots -Stone Temple Pilots (nuovo cantante del gruppo: Jeff Gutt)

Kim Wilde Here Come The Aliens

The Oak Ridge Boys 17th Avenue Revival (produttore: Dave Cobb; singolo: “Brand New Star”)

George Ezra Staying At Tamara’s (ospiti: First Aid Kit; singolo: “Paradise”)

Black Stone Cherry Family Tree (ospite: Warren Haynes; singolo: “Burnin'”)

——–> Squirrel Nut Zippers Beasts Of Burgundy (nuovo album dopo 18 anni; singolo: “Karnival Joe [From Kokomo]”)

———> Paul Thorn Don’t Let The Devil Ride (graditissimo ritorno del cantautore con il prima album gospel registrato presso : Sam Phillips Recording a Memphis, FAME Studios a Muscle Shoals ed alla Preservation Hall a New Orleans; produttori: Billy Maddox, Colin Linden; ospiti: Blind Boys of Alabama, The McCrary Sisters, the Preservation Hall Jazz Horns, Bonnie Bishop)

Bettye LaVette – Things Have Changed (covers di canzoni di Bob Dylan; produttore: Steve Jordan; ospiti: Keith Richards, Trombone Shorty; singolo: “Things Have Changed”)

Jack White Boarding House Reach (singolo: “Connected By Love”)

Leah James While She Sleeps (figlia dell’ex Eagles Don Felder; singolo: “Wildfire”)

Kim Richey Edgeland (ospiti : Chuck Prophet, Pat McLaughlin, Mando Saenz; singolo: “The Get Together”)

The Vaccines Combat Sports (singolo: “I Can’t Quit”)

——–> Dr. Dog Critical Equation (singolo: “Listening In”)

Eels The Deconstruction

Jason Aldean – Rearview Town (singolo: “You Make It Easy”)

Manic Street Preachers Resistance Is Futile

Kylie Minogue Golden (singolo “Dancing”)

——–> John Prine The Tree Of Forgiveness

——–> Old Crow Medicine Show Volunteer (produttore: Dave Cobb; singolo: “Flicker & Shine”)

——–> Josh T. Pearson The Straight Hits! (singolo: “Straight to the Top!”)

——–> Ben Harper and Charlie Musselwhite No Mercy In This Land (singolo: “No Mercy In This Land”)

——–> Blackberry Smoke Find A Light (ospiti: Robert Randolph, Amanda Shires, The Wood Brothers; singolo: “Flesh and Bone”)

——-> Josh Rouse Love In The Modern Age

Sting & Shaggy 44/876 (ospiti: Robbie Shakespeare dal gruppo Sly & Robbie –
singolo: “Don’t Make Me Wait”)

Laura Veirs – The Lookout (ospiti: Sufjan Stevens, Jim James; singolo: “Everybody Needs You”)

Okkervil River In The Rainbow Rain

Inoltre previsti per Maggio :

Frank Turner – Be More Kind (singolo: “1933”)

La Luz Floating Features

Snow Patrol – Wildness

Echo & The Bunnymen – The Stars, The Oceans & The Moon (singolo: “The Stars”)

Trampled By Turtles Life Is Good On The Open Road

Per ora direi che è tutto, buon ascolto !!!

Jane Lee Hooker – Spiritus ( Ruf Records, 2017)

Front

Un nome furbetto che rimanda inevitabilmente al grande John ma che non ha nessuna parentela col bluesman anzi si tratta di un supergruppo di ragazze, composto da Dana “Danger” Athens alla voce, Hail “Mary” Zadroga al basso (Wives), Tracy “High Top” alla chitarra (Nashville Pussy), Melissa “Cool Whip” Houston alla batteria e Tina “T-Bone” Gorin alla chitarra (Helldorado).
Le cinque ragazze arrivano però da New York City e non da Chicago oppure Memphis ma amano ovviamente il blues e tutte le sue derivazioni rock. Si tratta di un secondo album, il seguito di “No B!” uscito nel 2016,che personalmente non mi è piaciuto particolarmente, mentre questo nuovo disco, nonostante i limiti che ne conseguono si dimostra più personale ed interessante.
Dall’ iniziale boogie blues “How Ya Doin?” dove la slide si mescola ad un sound quasi hard, si passa al rock blues di “Gimme That” dove ad emergere è la voce grintosa di Dana Athens e poco altro.
“Mama Said” è un brano rock FM oriented orecchiabile e abbastanza manieristico che ha ancora il suo punto di forza nella voce della fuoriclasse Dana Athens mentre “Be My Baby” ha una buona struttura melodica in crescendo. “Later On” è un’altra ballata di buon impatto: ben suonata e ben cantata; poi si passa al rock’n’roll blues adrenalinico della successiva “Black Rat” sino al rock up-tempo di “Ends Meet”. Si arriva al termine con due ballate blues: d’atmosfera “How Bright The Moon” col pianoforte protagonista e la lunga (quasi dieci minuti) “The Breeze” dove il quintetto ha la possibilità di far sfoggio delle proprie capacità, mentre posta nel mezzo la vivace “Turn Your Love Light”, un bel rock blues che mette in mostra ancora una volta la splendida vocalità della cantante Dana.
Un disco che trasuda passione e voglia di suonare ma alla fine mostra anche i propri limiti: nonostante la sezione ritmica non perda un colpo, le chitarre che duellano con assoli al fulmicotone e gli arrangiamenti sono quasi inesistenti le cinque ragazze dimostrano una certa ripetitività nei suoni, abbastanza mainstream, mentre un cenno a parte, come avrete già inteso, lo riservo per la cantante Dana Athens dalla voce espressiva ed intensa.

Voto: ***

Tracklist:

1. How Ya Doin? (6:06)
2. Gimme That (3:52)
3. Mama Said (4:43)
4. Be My Baby (5:44)
5. Later On (5:38)
6. Black Rat (3:00)
7. Ends Meet (4:55)
8. How Bright The Moon (4:01)
9. Turn On Your Love Light (5:10)
10. The Breeze (9:45)

https://www.janeleehooker.com

Novità discografiche inizio 2018

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Diamo uno sguardo alle notizie relative alle uscite discografiche previste per i primi mesi del 2018.

Anderson East – Encore (produttore: Dave Cobb; singolo: “All On My Mind”;

Tinsley Ellis – Winning Hand

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Black Rebel Motorcycle Club – Wrong Creatures (singolo: “Little Thing Gone Wild”)

Black Label Society – Grimmest Hits (singolo: “Room of Nightmares”)

Joe Satriani – What Happens Next (ospiti il bassista Glenn Hughes ed il batterista Chad Smith; produttore Mike Fraser)

Tommy Emmanuel – Accomplice One (ospiti: Jason Isbell, Mark Knopfler, Rodney Crowell, Jerry Douglas, Amanda Shires, Ricky Skaggs, J.D. Simo, David Grisman, Bryan Sutton, Suzy Bogguss, ecc.)

Devin Dawson – Dark Horse

John Gorka – True In Time

John Gorka

First Aid Kit – Ruins (singolo: “It’s a Shame”)

Glen Hansard – Between Two Shores (singolo: “Time Will Be the Healer”)

Rick Springfield – The Snake King

Calexico – The Thread That Keeps Us (singolo: “End of the World With You”)

Joe Perry – Sweetzerland Manifesto

Mark Erelli – Mixtape (covers album con canzoni di Don Henley, The Band, Grateful Dead, Robbie Robertson, Arcade Fire, Neko Case, Richard Thompson, etc.)

Mary Gauthier – Rifles & Rosary Beads

Brandi Carlile – By The Way, I Forgive You (produttori: Dave Cobb, Shooter Jennings;singolo: “The Joke”)

Brian Fallon – Sleepwalkers (ex cantante dei Gaslight Anthem; singolo: “Forget Me Not”)

Umphrey’s McGee – It’s Not Us

Franz Ferdinand – Always Ascending (singolo: “Always Ascending”)

Grant-Lee Phillips Widdershins

Marlon Williams – Make Way For Love

Joan As Police Woman – Damned Devotion

Montgomery Gentry – Here’s To You (album postumo per Troy Gentry, la metà del duo, che è morto in un incidente in elicottero lo scorso Settembre 2017 ; singolo: “Better Me”)

The James Hunter Six – Whatever It Takes

Simple Minds – Walk Between Worlds

The Wood Brothers – One Drop Of Truth

John Oates – Arkansas

Superchunk – What A Time To Be Alive

Anche questa volta è tutto, alla prossima !

Banditos – Visionland (Bloodshot Records, 2017)

Banditos

Nuova band in ambito “americana” reduce dal successo di due anni orsono con l’ottimo album omonimo, si ripropongono con questo disco e l’ originale formazione caratterizzata da ben tre cantanti (due uomini ed una donna) che si alternano al microfono sulle note di un rock sudista mescolato da giuste dosi di rock’n’roll, country, blues ed un pizzico di punk.
Il nuovo disco è prodotto da una nostra vecchia conoscenza, il cantautore Israel Nash Gripka che riesce a rendere il prodotto ancor più appetibile grazie alla sua esperienza maturata sul campo.
“Fine Fine Day” è un acido rockabilly blues corale e con divagazioni punk e psichedeliche, mentre la successiva “Strange Heart” mostra un altro lato della band quando Mary Beth Richardson prende la leadership e mostra una voce potente alla Janis Joplin mentre la band suona come fossimo agli inizi degli anni ’70, con un mix di rock, blues e funk degno dei migliori gruppi dell’epoca.
La title track “Visionland” è una lezione di psichedelia su una base country sempre con la voce della Richardson, “Thick’n’Thin” è uno strascicato boogie che richiama gli Stones strafatti di “Exile” mentre “Healin’ Slow” è una ballata dolce e suadente cantata dalla Richardson che fa ancora il verso alla Joplin: un ottimo brano d’atmosfera con un mandolino che ricama una melodia su un sound deep soul con stupendi cori in sottofondo.
“Lonely Boy” ti catapulta in piena era sixties nella solare California, ancora mandolino e cori in evidenza, “Fun All Night” è un rock blues che farebbe felici
molti gruppi anche famosi che non riescono più ad indovinare una canzone decente (ottimo l’utilizzo del kazoo su un sound con contorno di piano boogie, chitarre sferraglianti e cori femminili soul).

“When It Rains” è un’ altra ottima canzone d’atmosfera, corale e suonata in punta di dita, un esempio di come sanno essere versatili anche se forse un poco derivativi. Ma alla fine chi se ne frega se il risultato finale risulta interessante, ben suonato e pieno di vitalità.
In “Still and Quiet” la Richardson gioca a fare la femme fatale su un sound soul blues, con il solito mandolino strimpellato che rompe la monotonia ed inventa un poco di originalità, sulla quale svetta la voce potente della cantante.
Chiude il disco un brano frizzante ed orecchiabile che rimanda a gruppi roots rock come i Georgia Satellites, i Creedence Clearwater Revival (che Dio li benedica!) e altri ancora.

Sudicio Rock’n’roll derivativo mescolato con roots rock, soul, blues ed un’aggiunta di acidità punk, ma ragazzi… averne di gruppi così: dalle nostre parti,ogni Sabato sera il divertimento sarebbe assicurato.

Voto: ***1/2

Tracklist:

01. Fine Fine Day
02. Strange Heart
03. Visionland
04. Thick N’ Thin
05. Healin’ Slow
06. Lonely Boy
07. Fun All Night
08. When It Rains
09. Still and Quiet
10. DDT

Novità Discografiche Autunno / Inverno 2017

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Al consueto appuntamento, più o meno trimestrale, delle novità discografiche diamo uno sguardo alle uscite, ad ora annunciate, nei prossimi mesi ((nel frattempo se ne aggiungeranno sicuramente altre).

The Blow Monkeys – The Wild River *import* (Decimo studio album; singolo: “Crying for the Moon”)

Albert Castiglia – Up All Night

 

The Church – Man Woman Life Death Infinity

Marilyn Manson – Heaven Upside Down

JD McPherson – Undivided Heart & Soul

The Selecter – Dayligh

The White Buffalo – Darkest Darks, Lightest Lights

Courtney Barnett & Kurt Vile – Lotta Sea Lice

Beck – Color

L.A. Guns – The Missing Peace

Robert Plant – Carry Fire

Buffalo Killers – Alive And Well In Ohio

Europe – Walk The Earth (prodotto da Dave Cobb)

Bela Fleck & Abigail Washburn – Echo In The Valley

Margo Price – All American Made

Darius Rucker – When Was The Last Time

Turnpike Troubadours – A Long Way From Your Heart

Bootsy Collins – World Wide Funk

Joe Henry – Thrum

Gregory Porter – Nat ‘King’ Cole & Me (con the London Studio Orchestra e Terence Blanchard)

Paloma Faith – The Architect (Ospiti: John Legend, Samuel L. Jackson, Naomi Miller, Janelle Martin; singolo: “Crybaby”)

Bob Seger – I Knew You When

———–> Ancora  nessuna canzone disponibile sulle piattaforme del web (non si conosce neppure la copertina del disco)

Blake Shelton – Texoma Shore (first single: “I’ll Name the Dogs”)

Nathaniel Rateliff & The Night Sweats – Live At Red Rock

———–> ancora nessun supporto video e copertina del cd

Lee Ann Womack – The Lonely, The Lonesome & The Gone

Kid Rock – Nuovo Album 2017 (singolo: Tennessee Mountain Top)

Neil Finn – Out Of Silence (ex Crowded House)

Stereophonics – Scream Above The Sounds

The Corrs – Jupiter Calling (prodotto da T Bone Burnett)

Billy Ray Cyrus – Set The Record Straight ( ospiti: George Jones, Loretta Lynn, Ronnie Milsap, la figlia Miley Cyrus, Joe Perry, Bryan Adams)

Seal – Standards

Taylor Swift – Reputation

Barenaked Ladies – Fake Nudes

Charlotte Gainsbourg – Rest

Mavis Staples – If All I Was Was Black (prodotto da Jeff Tweedy; singolo: “If All I Was Was Black”)

U2 – Songs Of Experience

Buon Ascolto !!!