Don Winslow – Nevada Connection ( Einaudi Ed., 2017)

 

Don winslow

 

Pagine: 350
Collana: Stile libero Big
In uscita il 14 novembre 2017

Prosegue la pubblicazione di Einaudi, in parallelo coi nuovi romanzi contemporanei dell’autore anche quelli di inizio carriera, in particolare la serie relativa alle indagini di Neal Carey.
Dopo “London Underground” e “China Girl” entrambi usciti nel 2016 ora è la volta del terzo episodio( titolo originale: “Way Down on the High Lonely” del 1993).
Per completare la serie in lingua italiana ne mancano ancora due:
“A Long Walk up the Water Slide”(1994) e “While Drowning in the Desert” (1996).

Trama:

Cody McCall è scomparso. Ha due anni e a sequestrarlo è stato il padre, dopo una feroce battaglia per la custodia. L’uomo incaricato di ritrovare il bambino è Neal Carey. È l’unico modo che ha per sdebitarsi con chi ha pagato il riscatto grazie al quale il suo esilio cinese ha avuto termine. Alla ricerca del piccolo Cody, Neal si ritrova a passare dalle scintillanti colline di Hollywood alle infuocate pianure del Nevada. Si immerge nel sottomondo criminale del posto – tra casinò da due soldi e bordelli lungo la strada – e si infiltra in un gruppo di fanatici razzisti, i Figli di Seth: suprematisti bianchi che spargono odio e terrorizzano gli abitanti della zona. Con il passare del tempo, il gioco si fa sempre più pericoloso. Per uscirne e salvare Cody, Neal Carey non ha altra scelta che affrontare Ben Hansen, il leader dei Figli di Seth, e mettere fine al suo regno di follia e terrore.

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Banditos – Visionland (Bloodshot Records, 2017)

Banditos

Nuova band in ambito “americana” reduce dal successo di due anni orsono con l’ottimo album omonimo, si ripropongono con questo disco e l’ originale formazione caratterizzata da ben tre cantanti (due uomini ed una donna) che si alternano al microfono sulle note di un rock sudista mescolato da giuste dosi di rock’n’roll, country, blues ed un pizzico di punk.
Il nuovo disco è prodotto da una nostra vecchia conoscenza, il cantautore Israel Nash Gripka che riesce a rendere il prodotto ancor più appetibile grazie alla sua esperienza maturata sul campo.
“Fine Fine Day” è un acido rockabilly blues corale e con divagazioni punk e psichedeliche, mentre la successiva “Strange Heart” mostra un altro lato della band quando Mary Beth Richardson prende la leadership e mostra una voce potente alla Janis Joplin mentre la band suona come fossimo agli inizi degli anni ’70, con un mix di rock, blues e funk degno dei migliori gruppi dell’epoca.
La title track “Visionland” è una lezione di psichedelia su una base country sempre con la voce della Richardson, “Thick’n’Thin” è uno strascicato boogie che richiama gli Stones strafatti di “Exile” mentre “Healin’ Slow” è una ballata dolce e suadente cantata dalla Richardson che fa ancora il verso alla Joplin: un ottimo brano d’atmosfera con un mandolino che ricama una melodia su un sound deep soul con stupendi cori in sottofondo.
“Lonely Boy” ti catapulta in piena era sixties nella solare California, ancora mandolino e cori in evidenza, “Fun All Night” è un rock blues che farebbe felici
molti gruppi anche famosi che non riescono più ad indovinare una canzone decente (ottimo l’utilizzo del kazoo su un sound con contorno di piano boogie, chitarre sferraglianti e cori femminili soul).

“When It Rains” è un’ altra ottima canzone d’atmosfera, corale e suonata in punta di dita, un esempio di come sanno essere versatili anche se forse un poco derivativi. Ma alla fine chi se ne frega se il risultato finale risulta interessante, ben suonato e pieno di vitalità.
In “Still and Quiet” la Richardson gioca a fare la femme fatale su un sound soul blues, con il solito mandolino strimpellato che rompe la monotonia ed inventa un poco di originalità, sulla quale svetta la voce potente della cantante.
Chiude il disco un brano frizzante ed orecchiabile che rimanda a gruppi roots rock come i Georgia Satellites, i Creedence Clearwater Revival (che Dio li benedica!) e altri ancora.

Sudicio Rock’n’roll derivativo mescolato con roots rock, soul, blues ed un’aggiunta di acidità punk, ma ragazzi… averne di gruppi così: dalle nostre parti,ogni Sabato sera il divertimento sarebbe assicurato.

Voto: ***1/2

Tracklist:

01. Fine Fine Day
02. Strange Heart
03. Visionland
04. Thick N’ Thin
05. Healin’ Slow
06. Lonely Boy
07. Fun All Night
08. When It Rains
09. Still and Quiet
10. DDT

Herman Koch – Il Fosso ( Neri Pozza, 2017)

fosso

Traduttore: G.Testa
Pagine 320
Editore: Neri Pozza
Collana: Bloom
Pubblicazione: il 12 ottobre 2017)

Quando Robert Walter, popolare sindaco di Amsterdam già al secondo mandato, vede la moglie Sylvia gettare la testa all’indietro in una risata, mentre sta chiacchierando con uno dei suoi assessori, un tizio insopportabilmente pedante, sospetta subito il peggio. Nonostante un matrimonio lungo e felice, Robert è convinto che Sylvia si stia prendendo gioco di lui e che abbia un amante. Inizia quindi a osservare ogni movimento, ogni cambiamento d’umore e di abitudini della moglie, in un regime di paranoia che cresce di giorno in giorno. Nel frattempo riceve una telefonata dal padre novantacinquenne che vuole lo accompagni, improvvisamente, a scegliere la propria tomba al cimitero. Il desiderio di coinvolgere Robert in questa commissione è il pretesto per una cruciale discussione in cui Robert viene a sapere che entrambi i genitori hanno deciso di optare per il suicidio assistito: il terrore del decadimento fisico definitivo, di dover gravare su Robert e doversi affidare alle sue cure sembrano diventare la prospettiva più preoccupante, perfino della morte. Quando Robert rientra, stordito dalla rapidità con cui gli eventi si susseguono in maniera asettica, riceve un altro colpo basso: una giornalista ha riesumato, in un servizio fotografico degli anni Sessanta, un fotogramma in cui si vedono tre ragazzi picchiare a bastonate un poliziotto durante una manifestazione contro la guerra in Vietnam. L’uomo è rimasto invalido e qualcuno ha fatto trapelare la notizia che il giovane che imbraccia il bastone sia proprio Robert. Con uno stile asciutto, veloce e schietto Koch mostra, con «Il fosso», come un uomo che apparentemente ha avuto tutto, possa rapidamente restare impigliato nelle proprie paure, in una discesa sfrenata verso la disfatta.

Il cinico ed irresistibile umorismo di Koch è tornato.

Note sull’ autore:

Herman Koch (Arnhem, 5 settembre 1953) è uno scrittore, noto anche come autore televisivo e giornalista. All’esordio Red ons, Maria Montanelli (1989) sono seguiti Eten met Emma (2000) e Denken aan Bruce Kennedy (2005). Con La cena (Neri Pozza 2010, BEAT 2011) e Villetta con piscina (Neri Pozza 2011, BEAT 2013) ha ottenuto uno straordinario successo internazionale.

Bibliografia italiana:

La cena (2010);
Villetta con piscina (2011);
Odessa Star (2012);
Caro Signor M (2015);
Il fosso (2017).

Dicono di lui:

«Herman Koch, il piú grande scrittore olandese dal dopoguerra, mostra ancora una volta il motivo per cui viene considerato un maestro della suspense».
Humo

«Koch è bravo a tendere la sua tela per imprigionare il lettore».
Niccolò Ammaniti, Corriere della Sera

Un sarcastico cocktail di satira letteraria e investigazione».
Books from Holland

Hanno scritto de La cena:

«Un romanzo che è diventato un caso internazionale».
la Repubblica

«Due fratelli con rispettive mogli si incontrano in un ristorante di Amsterdam… Il romanzo… attraverso chiacchiere conviviali e improvvise rivelazioni si trasforma in un thriller senza respiro dove nessuno è innocente. Koch è bravo a tendere la sua tela per imprigionare il lettore».
Niccolò Ammaniti, Il Corriere della Sera

«Un thriller provocatorio ricco di suspence, ma anche un conflitto attualissimo tra le ragioni del cuore e quelle della morale»
Maria Simonetti, l’Espresso

«Il successo non stupisce: la cena è un dramma compatto e fatale»
Lara Crinò, D – la Repubblica delle donne

«Un dramma familiare scandito dalle portate, dall’aperitivo al digestivo, mancia a chiudere».
Enrica Brocardo, Vanity Fair

«Senza nessuna concessione all’etica comune, il racconto inchioda il lettore fino al finale, inconsueto e fuori scheda».
Flair

Kenny Wayne Shepherd Band – Lay It On Down (Provogue Rec., 2017)

Kenny Wayne Shepherd Band - Lay It On Down (2017)

Giovane promessa (in parte mantenuta) del blues rock negli anni ’90 alla pari di Johnny Lang (che ha da poco pubblicato un nuovo album) e John Mayer (lui l’album l’ha pubblicato alcuni mesi orsono ma dopo un paio di ascolti sul web ho deciso di lasciar perdere, mi sembra suoni troppo pop e poco blues , magari proverò a riascoltarlo ) ha avuto una carriera un po altalenante poi si è riequilibrata una decina di anni fa quando, dopo essersi sposato (con la figlia dell’attore Mel Gibson) ed aver sfornato ben cinque figli (per ora) ha trovato casa nella sua terra, la Louisiana ed ha ricominciato a fare sul serio, prima con gli album “Trouble Is” e “Live On”, entrambi dischi di platino che hanno in parte fatto dimenticare il precedente e deludente “The Place You’re In”. In seguito, Kenny Wayne ha deciso di tornare al blues con il progetto “10 Days Out (Blues From The Backroads)”, un eccellente lavoro che ha coinvolto artisti blues del calibro di B.B. King, Hubert Sumlin, Etta Baker e Bryan Lee, lasciando spazio a questi maestri e ritagliandosi solo un ruolo marginale.
Dal successivo tour è stato tratto l’ottimo “Live In Chicago” del 2010 con la partecipazione di alcuni dei musicisti sopra citati. Segue poi ” How I Go” che prosegue sulle stesse coordinate, culminate poi con “Goin’ Home” del 2014 album nel quale compariva un’altra serie di importanti ospiti. Bissare quell’album era difficile e pur non essendo qualitativamente a quei livelli, il nuovo lavoro suona fresco e genuino anche se ha una patina di sound FM oriented ed un leggero ritorno a contaminazioni più rock, anche se abbastanza innocue.
Realizzato con l’aiuto di Chris Layton (ex batterista di Stevie Ray Vaughan) Kevin McCormick al basso, Jimmy McGorman all’organo e Noah hunt alla voce, è stato registrato nella città natale di Kenny, Shreveport,LA e prodotto da Marshall Altman. “Baby Got Gone” apre l’album, brano rock blues pieno di riff sotto la voce gradevole di Hunt, ma il brano è molto FM oriented.

“Diamond and Gold” è funky e rock con fiati e riff di chitarra a profusione, occhieggia sorniona ai passaggi radiofonici ed è molto orecchiabile.
“Nothing but the Night” è ancora rock radiofonico con accenni r&b. “Lay It On Down” è finalmente un brano degno di menzione, una ballata rock blues dagli umori sudisti con ottime armonie vocali.”She’s SSS” è un rock blues shuffle sporco e chitarristico, organo ed handclaps e finalmente il disco presenta qualche freccia al suo arco. La parte centrale del disco sembra essere qualitativamente migliore e “Hard Lesson Learned” lo dimostra con un cambio di registro verso sonorità più country blues, pedal steel e superbo assolo di elettrica.
“Down for Love” è un ritorno a sonorità rock blues toste e piene di grinta.
“How Low Can You Go” è sempre potente ed oltre al rock blues si notano venature soul e basta l’assolo di chitarra per scaldare gli animi.”Louisiana Rain” titolo abbastanza inflazionato (esistono diverse canzoni con questo titolo, da Tom Petty ad Anders Osborne, da Teddy Morgan a Israel Nasn Gripka) per una canzone molto bella, una ballata dai toni autunnali eppure epica, con un sound costruito su una base new country.
“Ride Of Your Life” piacerà a chi si accontenta di suoni hard blues di grana grossa, mentre alla fine troviamo la versione acustica della title track, che risolleva qualitativamente un disco altalenante, non certo ai livelli degli ultimi dischi di Kenny Wayne. One step up, two step back.

Voto: **1/2

Tracklist:

1 Baby Got Gone
2 Diamonds & Gold
3 Nothing But The Night
4 Lay it on down
5 She’s $$$
6 Hard Lesson Learned
7 Down For Love
8 How Low Can You Go
9 Louisiana Rain
10 Ride Of Your Life
11 Lay it on down (Bonus Track acustica)

Joe R. Lansdale – Bastardi in salsa rossa (Einaudi Ed., 2017)

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Editore: Einaudi
Collana: Stile libero big
In pubblicazione: disponibile dal 24 ottobre 2017

Bastardi in salsa rossa di Joe R. Lansdale vede il ritorno di Hap e Leonard, i due duri dalla battuta pronta e dalla mira infallibile. Louise Elton, bellicosa donna di colore, chiede ai nostri solerti detective di fare chiarezza sull’omicidio del figlio Jamar, brillante studente rimasto invischiato in una brutta vicenda di sbirri corrotti e combattimenti fra cani. Fra dialoghi al vetriolo e implacabili colpi di scena, un’altra irresistibile avventura made in Texas firmata Joe R. Lansdale. Hap e Leonard sono, come sempre, invincibili e divertentissimi e in un mondo politicamente scorretto cercheranno di farsi giustizia e di fare giustizia. Perché il figlio di Louise Elton è stato ammazzato? Perché era nero o per altri strani motivi? Forse anche lui aveva qualcosa da nascondere o forse così vuol far credere la polizia. Il libro di Lansdale è sempre una sfida al buonismo, alla noia e alla quotidianità e anche Bastardi in salsa rossa risveglia le coscienze addormentate dei lettori per portarli ad una nuova coscienza critica.

Joe Richard Harold Lansdale (Gladewater, 28 ottobre 1951) ormai è una leggenda vivente: scrittore statunitense autore di romanzi noir pulp e crime, racconti western , horror e fantascienza, fumetti ma anche di testi per la televisione e sceneggiature per il cinema, torna con un racconto all’altezza della sua fama.

Bibliografia:

Romanzi

Ciclo di Hap & Leonard:

1.Una stagione selvaggia (Savage Season, 1990) (Einaudi, 2006)
2.Mucho Mojo (Mucho Mojo, 1994) (Bompiani, 1996 – Einaudi, 2006)
3.Il mambo degli orsi (Two-Bear Mambo, 1995) (Einaudi, 2001) (precedentemente Il ballo degli orsi)
4.Bad Chili (Bad Chili, 1997), (Einaudi, 2003)
5.Rumble Tumble (Rumble Tumble, 1998), (Einaudi, 2004)
6.Capitani oltraggiosi (Captains Outrageous, 2001) (Einaudi, 2005)
7.Sotto un cielo cremisi (Vanilla Ride, 2009) (Fanucci, 2009)
8.Devil Red (Devil Red, 2011) (Fanucci, 2010)
9.Honky Tonk Samurai (Honky Tonk Samurai, 2015) (Einaudi, 2015)
10.Bastardi in salsa rossa (Einaudi, 2017)

Racconti:

Una coppia perfetta – I racconti di Hap e Leonard (Einaudi, 2013) contenente i tre racconti Le iene (Hyenas 2011), Veil in visita (Veil’s Visit 1999) scritto con Andrew Vachss;
Una mira perfetta (Dead Aim 2013)
Coco Butternut (contenuto in AA.VV., Stesso sangue, Einaudi, 2016)

Raccolte

Hap & Leonard (Einaudi, 2014, ISBN 9788806220556)
contenente i tre romanzi Una stagione selvaggia, Mucho Mojo e Il mambo degli orsi
Hap & Leonard 2 (Einaudi, 2016, ISBN 9788806229511)
contenente i tre romanzi Bad Chili, Rumble Tumble e Capitani oltraggiosi

Ciclo del Drive-in:

1.Il drive-in (The Drive-In: A “B” Movie with Blood and Popcorn, Made in Texas, 1988)
2.Il giorno dei dinosauri (The Drive-In 2: Not Just One of Them Sequels, 1989)
3.La notte del drive-in 3. La gita per turisti (The Drive-In: The Bus Tour, 2005). Einaudi, 2008)
inoltre:
La notte del drive-in (comprendente i primi due volumi del ciclo) Einaudi, 1998.
Drive-in. La trilogia (comprendente i tre volumi del ciclo). Einaudi, 2012.

Trilogia di “Ned la Foca”:

Fuoco nella polvere (Zeppelins West, 2001) (Fanucci, 2008);
Londra tra le fiamme (Flaming London, 2006) (Fanucci, 2011);
(The Sky Done Ripped (non ancora pubblicato in Italia);

Altri romanzi:

Atto d’amore (Act of Love, 1980) (Fanucci, 2003)
La morte ci sfida (Dead in the West, 1983 con lo pseudonimo di Ray Slater) (Fanucci, 2008)
Il carro magico (Magic Wagon, 1986 scritto nel 1980) (Fanucci, 2008)
Il lato oscuro dell’anima (The Nightrunners, 1987, precedentemente Night of the Goblins, 1982), (Fanucci, 2005) Freddo a luglio (Cold in July, 1989) (Phoenix, 1997 – Fanucci, 2002)
La lunga strada della vendetta (Batman: Captured by the Engines, 1991) (Edizioni BD, 2007) (Assassini nella giungla (Tarzan: the Lost Adventure, 1995) (Edizioni BD, 2009)
(basato su personaggi di Edgar Rice Burroughs)
L’ultima caccia (The Boar, 1998) (Fanucci, 2006)
Freddo nell’anima (Freezer Burn, 1999) (Fanucci, 2006)
(precedentemente Fiamma fredda, Giallo Mondadori, collana I romanzi neri, n° 1, 2001)
Il valzer dell’orrore (Waltz of Shadows 1999 scritto nel 1991) (Fanucci, 2007)
(Something Lumber This Way Comes, 1999)
L’anno dell’uragano (The Big Blow, 2000) (Fanucci, 2004) (estensione del racconto La grande burrasca del 1997, raccolto nell’antologia Revelations)
(Blood Dance, 2000)
In fondo alla palude (The Bottoms, 2000) (Fanucci, 2004; nuova traduzione, Fanucci, 2010) – (precedentemente Sotto gli occhi dell’alligatore Giallo Mondadori n° 2785)
(vincitore Edgar Award 2001)
La sottile linea scura (A Fine Dark Line, 2002) (Einaudi, 2004) Bubba Ho-Tep (Bubba Ho-Tep, 2003)
Tramonto e polvere (Sunset and Sawdust, 2004) (Einaudi, 2005) Echi perduti (Lost Echoes, 2007) (Fanucci, 2006)
La ragazza dal cuore d’acciaio (Leather Maiden, 2007) (Fanucci, 2007)
Cielo di sabbia (All the Earth, Thrown to the Sky, 2011) (Einaudi, 2011)
Acqua buia (Edge of Dark Water, 2012) (Einaudi, 2012)
La foresta (The Thicket, 2013) (Einaudi, 2013)
Paradise Sky (Paradise Sky, 2015) (Einaudi, 2016)
Io sono Dot (Fender Lizards, 2015) (Einaudi, 2017)

Racconti:

Lansdale ha scritto più di 200 racconti, spaziando dalla fantascienza all’horror al noir. Per l’elenco dei racconti usciti in Italia si può consultare la versione italiana del sito ufficiale;

Raccolte di racconti
(Antologie che contengono racconti di Lansdale)

Il racconto giallo n. 8 (nuova serie), Anno II, ottobre 1981, Editoriale Corno
racconto: “Amore per sempre”
Popsy e altri racconti (1987), Fanucci
racconto: “Il cane, gatto e neonato”
Lo schermo dell’incubo (1988), Einaudi
racconto: “La notte in cui si persero il film dell’orrore”
Horror Story 1 (1988), Garden Editoriale
racconto: “Cane, gatto e neonato”
Horror Story 2 (1989), Garden Editoriale
racconto: “La notte in cui si persero il film dell’orrore”
Il libro dei morti viventi (1989), Bompiani
racconto: “Nel deserto Cadillac con i morti”
33 Fantastiche vacanze (1989), Arnoldo Mondadori Editore
racconto: “Picnic accanto al grande scoglio”
Horror Story 3 (1990), Garden Editoriale
racconto: “Il deserto delle Cadillac”
Splatterpunk (1990), Arnoldo Mondadori Editore
racconto: “La sera che non andarono all’Horror Show”
Millemondiestate 1990 (1990), Arnoldo Mondadori Editore Urania
racconto: “Subway Jack (Una Avventura di Batman)”
Batman nuove avventure (1991), Bompiani, racconto: “Jack della sotterranea”
Horror Story 13 (1992), Garden Editoriale
racconti: “Notte di Halloween” e “Il dio delle lame”
Il ritorno degli zombie (1993), Arnoldo Mondadori Editore
racconto: “Nel deserto Cadillac con i morti”
Horror Story 16 (1994), Garden Editoriale
racconto: “Cane, gatto e neonato”
Labirinti neri (1995), Bompiani
racconto: “La fossa”
Il libro dei mostri, Junior Horror 17 (1996), Arnoldo Mondadori Editore
racconto: “Un disturbo della personalità”
Lo schermo dell’incubo (1996), Einaudi
racconto: “La notte in cui persero il film dell’orrore”
Revelations (1999), Sperling & Kupfer
racconto: “La grande burrasca”
999 – Racconti inediti per un millennio da brivido (1999), Sperling & Kupfer
racconto: “L’estate della rabbia”
Jubilaeum (1999), PuntoZero
racconto: “Punk Avventista”
Il Giornale, giovedì 4 dicembre 2003, anno XXX, numero 287
racconto: “Killer Chili”
Maneggiare con cura (Fanucci, 2002)
Il principio del giallo (2005), No Reply
contiene alcuni consigli di Lansdale sullo scrivere i gialli;
In un tempo freddo e oscuro (Einaudi, 2006) (ISBN 8806176455)
Altamente esplosivo. Dieci racconti inediti (Fanucci, 2010);
Notizie dalle Tenebre (Einaudi,2014);

Fumetti
Miniserie e graphic novel
La lunga strada della vendetta (Batman: Captured by the Engines, 1991) (Edizioni BD, 2007)
Jonah Hex – Two Gun Mojo (1994), DC Comics Vertigo, Magic Press 1997
Assassini nella giungla (con Edgar Rice Burroughs) (Tarzan: The Lost Adventure, 1995) (Edizioni BD, 2008)
Il canto dei morti. Conan. Vol. 10 (Conan and the Songs of the Dead, 2006) (Panini Comics, 2009)
Laggiù nel profondo (Way Down There, 2007) (Edizioni BD, 2007) (ISBN 8861230016)
Le ali dell’inferno (con disegni di Nathan Fox, adattamento da un racconto di Robert E. Howard) (Pigeons from Hell, 2008) (Edizioni BD, 2009)
Distinti saluti, Jack lo squartatore (con disegni di Kevin Colden) (Yours Truly, Jack The Ripper, 2010) (GP Publishing, 2011)
Fidati, è amore (con disegni di Daniele Serra) (I Tell You It’s Love, 2016)(Edizioni BD, 2016)
Storie brevi

L’agguato (1992), disegni di Gary Gianni – adattamento di un racconto di Andrew Vachss su Il Corvo – Hard Looks, Magic Press 1999

Adattamenti a fumetti di opere di Lansdale

Dead in the West (1994), Dark Horse, Lexy Produzioni 2002 (adattamento di Dead in the west)
Laggiù nel profondo (2007), edizioni BD (adattamento del romanzo breve Way Down there di Luca Corvi e Andrea Mutti);

Filmografia

Batman (1993-1995) Animazione – sceneggiatura degli episodi Il sogno (Perchance to Dream), Il ventriloquo (Read My Lips) e Jonah Hex: la resa dei conti (Showdown);
The Job (1996) Cortometraggio tratto dal suo racconto omonimo;
Le avventure di Superman (1997) Animazione – sceneggiatura dell’episodio Crisi di identità (Identity Crisis);
Drive-in date (1997) Cortometraggio tratto da un suo racconto omonimo;
Batman – Cavaliere della notte (1998) Animazione – sceneggiatura dell’episodio Il pericolo è la mia vita (Critters);
Nel film Dead Flesh (2001) impersona la parte del capo della folla inferocita;
Bubba Ho-Tep (2002) – Film breve tratto dal suo racconto omonimo
Panico sulla montagna (Incident On and Off a Mountain Road, 2006) – episodio del telefilm Masters of Horror, dal suo racconto omonimo.
Cold in July – Freddo a luglio, (2014) – Film, diretto da Jim Mickle, tratto dal romanzo Freddo a Luglio;
Hap and Leonard serie tv in 6 puntate di SundanceTV del 2016, tratta dal primo romanzo dell’omonima serie Una stagione selvaggia. Una seconda stagione è in programma nel corso del 2017.

http://www.joerlansdale.com/

RIP Tom Petty (1950 – 2017)

Tom

E’ come quando un’amico d’infanzia che se ne va all’improvviso, portato via da qualche brutta malattia. Lo sgomento nell’apprendere la notizia la scorsa notte è stato intenso. Se n’è andato in seguito ad un arresto cardiaco avvenuto nella sua casa di Malibu, poi è stato portato all’ ospedale di Santa Monica dove è deceduto. Uno dei più grandi rocker americani se ne è andato; e pensare che aveva appena terminato il tour dei 40 anni di carriera con i suoi fidi Heartbreakers, i tre conclusivi all’ Hollywood Bowl di Los Angeles e l’ultimo avvenuto lo scorso Lunedì 25 Settembre.

Rimane la sua musica, di seguito alcuni dei suoi numerosissimi successi ( sarebbero troppi da inserire) :

Bye bye Tom, see you in the promised land !!!

http://www.tompetty.com/

Cheap Wine – Dreams ( Cheap Wine / IRD, 2017)

Cheap wine

 

Quest’anno la rock band pesarese festeggia i vent’ anni di musica, cominciata con l’esordio discografico del mini album “Pictures” realizzato a livello indipendente, come d’altronde tutta la loro carriera artistica, caratterizzata da una serie di album da fare invidia ad alcune band oltreoceano. La continua maturazione avvenuta negli anni, disco dopo disco, culminata nel 2009 con l’uscita di “Spirits”, ed il live doppio dell’anno seguente, intitolato “Stay Alive!”.
E’ stato tutto un crescendo di maturità nei testi e nel proporre le loro canzoni: nel 2012 un altro disco bellissimo, tratteggiato dall’amarezza e dal pessimismo, “Based On Lies”, uscito in piena crisi economica, era un ritratto della nostra società; “Beggar Town” arriva nel 2014 e segue la linea del predecessore, testi disincantati e musica cupa e potente.
Dopo un altro live, Mary And The Fairy (2015), i Cheap Wine si ripresentano con il nuovissimo “Dreams”, un album pubblicato tramite il crowdfunding (al quale ho partecipato e lo dico con un certo orgoglio; ho ricevuta una copia in anticipo di un mese dalla data ufficiale di uscita, prevista Martedì 3 ottobre 2017, distribuito da Ird).

“Dreams” si presenta come un lavoro molto meno cupo, con testi che affrontano situazioni e temi più favorevoli ed  ottimistici (lo si evince anche dalla foto di copertina piena di colori e di fiori ) e musicalmente posso dire che è forse il loro disco più bello, con Marco Diamantini che, se possibile, ha maturato ancor più la sua espressione vocale, suo fratello Michele è un grande chitarrista potente ma anche virtuoso, in possesso di una buona tecnica ma con grande spontaneità riesce a ricamare trame a tratti davvero irresistibili.
Alessio Raffaelli è un altro protagonista del suono della band pesarese; a tal proposito, ho avuto la fortuna di assistere al loro show lo scorso mese di Giugno alla festa organizzata da Cifarelli per il 50° anniversario della loro azienda sita a Voghera (è periodo di anniversari importanti!) e devo dire che mi sono spesso emozionato durante le loro esecuzioni, c’era una sorta di tensione palpabile ma le vibrazioni erano tutte positive; il suono usciva compatto e la sezione ritmica formata da Andrea Giaro al basso e da Alan Giannini alla batteria davano molto più che un semplice contributo.

Con “Full Of Glow” si parte ed è una canzone di rock tosto e diretto con la chitarra protagonista assieme alla voce di Marco ed un organo in sottofondo creano un sound davvero intrigante , mentre la sezione ritmica tiene il tempo come un metronomo. Giungono, tutti insieme, echi del sound di Neil Young, Green on Red, Tom Petty e Lou Reed.
“Naked” inizia con la chitarra, poi entra l’ organo a dettare le regole sino a quando non subentra la chitarra di Michele che dal sottofondo si fa largo e si lancia in un assolo leggermente noisy.
“The Wise Man’s Finger” si apre con un grande piano elettrico, una melodia da wee wee hours, una ballata urbana notturna e suadente, da ascoltare mentre guidi in piena notte su un asfalto bagnato di pioggia.
“Pieces Of Disquiet” ha un sound tetro e drammatico, ricorda nel sound alcune canzoni di Springsteen degli ultimi dischi;  la voce è quasi un talkin’ e l’uso del piano accentua la drammaticità che ritroviamo anche in brani di Nick Cave o Mark Lanegan: si discosta un poco dal genere che preferisco ma è innegabile, si tratta di una grande canzone. Finale con solo di chitarra.
“Bad Crumbs And Pats On The Back” cambia registro e ci presenta una canzone rock tesa e diretta, con la chitarra e l’organo che ricamano arazzi musicali sotto la voce impostata di Marco. Bella l’intrusione del basso prima del finale corale, accompagnato dall’assolo della chitarra. Grande musica.
“Cradling My Mind” è una ballata di stampo “americana” rilassante ed orecchiabile con cori westcoastiani accompagnati dal pianoforte, ma non è certo da considerare un semplice riempitivo.
“For The Brave” apre una chitarra in chiave surf , poi si aggiungono un organo sixties ed una voce quasi “dark” sostenuta da un gran ritmo che sposta l’asse leggermente verso il border assolato e desertico.
“I Wish I Were The Rainbow” è una ballata rock classica con una melodia semplice ma è la voce ad essere grande protagonista, accompagnata da un organo in sottofondo e la batteria appena accennata. La chitarra qui si prende una pausa ed entra solo nel finale.
“Reflection” apre come un brano dei Led Zep (non scherzo) e poi mantiene un sound acustico per tutta la durata con cello ed organo sixties sugli scudi.
Chiude il brano che da il titolo al disco e chiude un ciclo (nel testo ad un certo punto si cita anche il titolo del primo album della trilogia, Based On Lies) è un brano lento e pieno di pathos, emoziona la voce di Marco che si mescola al crescendo strumentale che ha un finale stupendo.
E’ l’una di notte mentre ascolto con le cuffie questo disco che reputo bellissimo, uno dei più belli ascoltati quest’anno. La mia famiglia dorme e tutto intorno è buio. E quando finisce, credetemi, ho le lacrime agli occhi per l’emozione.
Grande band, grande musica e grandi persone.
Signore e signori, i Cheap Wine sono tornati. Andate a vederli dal vivo, ne rimarrete ipnotizzati.

Voto: ****1/2

Tracklist:

1. Full Of Glow
2. Naked
3. The Wise Man’s Finger
4. Pieces Of Disquiet
5. Bad Crumbs And Pats On The Back
6. Cradling my mind
7. For the brave
8. I wish I were the rainbow
9. Reflection
10.Dreams

 

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