Gregg Allman – Southern Blood (Rounder Rec., 2017)

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Un vero e proprio testamento musicale del grande Gregg Allman questo “Southern Blood”, un regalo che ha voluto lasciare ai posteri, ai suoi fan ed a tutto il mondo musicale.
Lo scorso anno il tour americano di Gregg Allman fu improvvisamente cancellato per l’accentuarsi dei suoi problemi di salute ( il trapianto al fegato che fece nel 2010 gli ha garantito alcuni anni di serenità ma si è ripresentato un nuovo tumore, sempre al fegato, ed a questo punto, con grande coraggio ha rinunciato ad un nuovo intervento in quanto non voleva passare nuovamente l’inferno del post trapianto precedente quindi ha deciso di incidere un ultimo disco finché la salute glielo ha permesso). L’uscita dell’album era prevista per l’inizio del 2017 poi posticipata a metà anno ed infine,dopo la sua morte avvenuta lo scorso 27 maggio, l’entourage e la famiglia hanno deciso di pubblicarlo lo scorso 08 Settembre.

Il disco è stato inciso nella primavera del 2016, ai famosi Fame Studios di Muscle Shoals, in Alabama (dove suo fratello Duane cominciò la sua carriera come session man) sotto la produzione di Don Was e con l’aiuto della sua band composta dal chitarrista Sonny Sharrard, da Steve Potts e Marc Quinones, alla batteria e percussioni, Ron Johnson al basso, Peter Levin alle tastiere, Jay Collins, Art Edmaiston e Mark Franklin ai fiati, ai quali si aggiungono gli ospiti Spooner Oldham e David Hood, veterani dei Muscle Shoals Studios, e Jackson Browne, che presta la voce nella canzone a sua firma “Song For Adam”.

E’ un personale omaggio alla musica incisa e prodotta in quel luogo: soul, R&B, blues e southern rock. Composto da dieci brani di cui otto cover, più la canzone “My Only True Friend”, firmata da Gregg e da Sonny Sharrard, mentre l’altra “Love Like Kerosene” scritta dal solo Sharrard.
E’ difficile essere obiettivi con un disco uscito postumo ed a brevissima distanza dalla dipartita dell’artista. Comunque sia è un grande disco, superiore sia al suo esordio solista “Laid Back” che al più recente “Low Country Blues”.

Apre il disco l’unica canzone nuova, scritta come già anticipato assieme al chitarrista Sharrard, “My Only True Friend” dedicata al suo più grande amore, la musica, una canzone autobiografica, una ballata tipica del sound degli AB e la voce di Gregg che è bellissima nonostante i problemi di salute: comincia la chitarra elettrica poi una batteria scandisce il tempo accompagnata da un organo, un piano e dai fiati, guidati dalla tromba, protagonista nel finale di un bell’ assolo su quello di chitarra. Grande inizio.

La successiva “Once I Was” è un’altra ballata bella e malinconica, scritta da Tim Buckley, è introspettiva e prende il sopravvento un sound che comincia con una chitarra acustica ma che poi apre ad un tappeto musicale pieno e corposo: percussioni, doppie voci, poi le tastiere, i fiati (da brividi il sax, con un grande assolo) e la pedal steel diventano i protagonisti. Segue “Going Going Gone” un brano di Bob Dylan (dall’album Planet Waves del 1974) e che sinceramente non ricordavo, ma la rilettura di Gregg Allman è FANTASTICA: apertura della slide, percussioni, chitarra acustica e steel guitar che si fondono insieme, poi entrano i fiati ed i cori gospel che creano una grande melodia che mette tristezza ma dona una grande forza d’animo all’ascoltatore. Penso che al mondo non esista nessuna canzone che si possa definire perfetta, ma questa ci va molto vicino. Credetemi, solo a scrivere queste poche righe mentre la sto ascoltando in cuffia, mi viene la pelle d’oca.

“Black Muddy River” scritta da Jerry Garcia dei Grateful Dead è un’altra ballata coinvolgente ed equilibrata nella parte strumentale che comincia con la pedal steel e le percussioni che fanno da apripista per la splendida e potente voce di Gregg, poi entrano le tastiere, le chitarre, i fiati e le armonie vocali che completano un altro brano di grandissimo livello.
Forse la scomparsa di Gregg ha acuito la nostra sensibilità nei confronti di queste canzoni ma posso dire che si tratta a tutti gli effetti di un album di notevole caratura.
“I Love The Life I Live”, un brano scritto dal mitico Willie Dixon, ma resa celebre da Muddy Waters, è un blues pieno di grinta, fumoso, pianistico e con i fiati in grande spolvero. Il livello del disco rimane sempre molto alto, merito anche della produzione di Don Was che qui ha fatto un ottimo lavoro, bilanciando suoni e strumenti.

“Willin’” di Lowell George (Little Feat) spero sia conosciuta da tutti coloro che leggono questo blog (in caso contrario vi autorizzo ad abbandonarmi… e subito!) è un capolavoro della musica e Gregg Allman la rifà in maniera classica, con la voce al centro ed un contorno di chitarre acustiche, elettriche e steel, alle quali si aggiungono il piano e le armonie vocali che ci donano una versione magnifica.
La canzone successiva ci trasporta nei bayou della Louisiana: “Blind Bats And Swamp Roots” è un brano di Johnny Jenkins tratto dal suo album “Ton-Ton Macoute” del 1970, nel quale aveva suonato il fratello Duane (che posseggo e consiglio vivamente, se riuscite a trovarlo) ma sembra estratto dal cilindro di Dr John Mac Rebennack : ritmo ipnotico delle percussioni, cori femminili luciferini e fiati grondanti umori melmosi e paludosi.

“Out Of Left Field” è la tipica southern ballad, un brano scritto da Dan Penn e Spooner Oldham (che qui è presente come ospite) e reso famoso da Percy Sledge, è un omaggio alle proprie radici ed ai Fame studios dove fu incisa originariamente.
L’altro brano originale scritto da Scott Sharrard, “Love Like Kerosene” (ma già pubblicato nel suo album solista “Back To Macon”) è un solido brano blues, che si avvicina molto al sound degli Allman Brothers, col pianoforte in bella evidenza, la chitarra che serpeggia per tutta la durata del brano e una sezione ritmica che è un metronomo.

A chiudere il disco, ma anche un ciclo di vita e di musica è il brano “Song For Adam” scritto da Jackson Browne per ricordare la morte di un amico e che Gregg ha sempre collegato alla morte del fratello; il suo grande amico Jackson appare anche alle armonie vocali ed in passato aveva scritto “These Days”, presente nel primo disco solista di Gregg Allman del 1973.
Un brano riflessivo ed interiore, cantato e suonato con grazia e con la voce ormai affaticata. Difficilmente potrò ascoltare un disco più bello quest’anno.
Grazie di tutto Gregory Lenoir Allman, e non dimenticare di salutarci tuo fratello Duane.

Voto: ****1/2

Tracklist:

1. My Only True Friend Gregg Allman / Scott Sharrard
2. Once I Was Tim Buckley / Larry Beckett
3. Going Going Gone Bob Dylan
4. Black Muddy River J. Garcia / Robert C. Hunter
5. I Love the Life I Live Willie Dixon
6. Willin’ Lowell George
7. Blind Bats and Swamp Rats Jack Avery
8. Out of Left Field Dewey Lindon Oldham Jr. Dan Penn
9. Love Like Kerosene Sharrard
10. Song for Adam (feat. Jackson Browne) Jackson Browne

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George Thorogood – Party Of One ( Rounder Rec., 2017)

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Il nuovo album del chitarrista del Delaware è un disco atipico per lui. Senza il gruppo storico dei Destroyers si destreggia tra chitarre acustiche ed elettriche ma in solitaria senza il sax, sostituito talvolta da un’armonica e va alle radici della musica blues, abbandonando il suo classico sound boogie blues.
Le intenzioni sono chiare a partire dal brano iniziale “I’m a Steady Rollin’ Man” di Robert Johnson,anche se qui la chitarra elettrica si avvicina in parte al sound di Thorogood. “Soft Spot” invece è acustica e pacata, George diventa una sorta di country folk singer con la sola compagnia della chitarra acustica.
“Tallahassee Woman” di John Hammond riacquista vigore con l’elettrica e la voce di George che si fa più tenace e grintosa. Bello l’assolo di slide sul finale.
“Wang Dang Doodle” del grande bluesman Willie Dixon (uno dei miei preferiti di sempre) viene riproposta con acustica ed armonica e forse perde un poco dell’immediatezza originale, mentre “Boogie Chillen” di John Lee Hooker torna al suo sound boogie ma sempre riproposto in chiave acustica anche se funziona alla grande. Troviamo pure i Rolling Stones, rivisitati nel classico “No Expectations” e la sua versione è molto bella ed intensa, la voce di George è ispirata, accompagnata dalla sola chitarra slide.
“Bad News” viene interpretata nel classico stile di Johnny Cash, mentre la successiva “Down The Highway” è un tributo a Bob Dylan (il brano era nel disco di Zio Bob “Freewheelin'”) proposto in versione folk blues.
“Got To Move” è di Elmore James, uno degli eroi di Thorogood, maestro nella slide guitar, strumento che qui viene “strapazzato” a dovere mentre “Born with the Blues” di Brownie McGee torna acustica ma è piacevole ed orecchiabile.
Il classico “The Sky is Crying” ancora di Elmore James, ma interpretato da decine di artisti tra cui Stevie Ray Vaughan ed Eric Clapton, è rivisto ancora in versione acustica ma secondo mio modesto parere il brano perde un poco di incisività.Ci pensano i due brani di John Lee Hooker a riportare il disco a grandi livelli:”The Hookers” boogie blues classico e “One Bourbon, One Scotch, One Beer” che chiude il disco è ripresa live dal Rockline di Los Angeles e dona la giusta carica anche se manca la sezione ritmica. Tra i due brani trova posto anche una rilettura di un brano di Hank Williams, altro eroe di George che rifà “Pictures from Life’s Other Side” in una bella versione folk country. Nella versione CD è presente un ulteriore brano di Robert Johnson “Dynaflow Blues” ma essendo in possesso del vinile purtroppo non posso aggiungere altro.
In definitiva una piacevole sorpresa ascoltare questo artista che ha costruito la sua carriera con un sound di rozzo blues boogie rock in versione unplugged.

Voto: ***

Tracklist:

01. I’m A Steady Rollin’ Man
02. Soft Spot
03. Tallahassee Women
04. Wang Dang Doodle
05. Boogie Chillen
06. No Expectations
07. Bad News
08. Down The Highway
09. Got To Move
10. Born With The Blues
11. The Sky Is Crying
12. The Hookers (If You Miss ‘Im I Got ‘Im)
13. Pictures From Life’s Other Side
14. One Bourbon, One Scotch, One Beer (Live From Rockline, Los Angeles, CA / February 10, 1999)

Soltanto nella versione CD:

15. Dynaflow Blues – George Thorogood & The Destroyers

Steve Earle & The Dukes – So You Wannabe An Outlaw (Warner Bros Rec., 2017)

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Con un discreto ritardo (l’album è uscito verso fine mese di Giugno) mi appresto a parlare dell’ultima fatica discografica di Steve Earle, “So You Wannabe an Outlaw” segna il ritorno a grandi livelli, ai quali eravamo abituati dai suoi esordi sino alla fine dello scorso millennio (con album del calibro di “I Feel Alright” ed “El Corazon”) ed è forse il disco più legato alla tradizione roots dai tempi dello splendido episodio bluegrass “The Mountain”, inciso nel 1999 con la Del Mc Coury Band. È senza dubbio un tributo ai suoi padri putativi Waylon Jennings, Willie Nelson, Townes Van Zandt e Guy Clark.
Dopo un periodo un poco appannato, privo di ispirazione e con dischi non certo all’altezza delle aspettative (come per esempio il precedente “Terraplane Blues”, discreto episodio ben suonato, ma si avvertiva poco sentimento e molto mestiere) “So You Wannabe an Outlaw” è un ritorno alla vecchia casa discografica Warner e combacia col ritorno ad uno Steve Earle di grande spessore, come si evince già nel brano di apertura: la title track è un duetto con Willie Nelson in classico outlaw country style con la chitarra che guida i suoni ed una steel guitar che si intreccia col violino, a dare sottofondo alle voci dei due protagonisti.

“Lookin for a Woman” ci riporta agli esordi, sonorità vicine a “Guitar Town” ed “Exit O” e testi che parlano della propria vita sentimentale.
“The Firebreak Line” è un hillbilly rock con influenze blues. Chitarra elettrica e pedal steel sugli scudi mentre in sottofondo un violino si muove sinuoso.
Molto bella la ripartenza nel finale della canzone.
“News from Colorado” addolcisce un poco i suoni; una ballata country classico con un bell’intreccio di violini, steel ed acustiche. Ma è subito tempo di rock elettrico e diretto: “If Mama Could See Me” con l’incedere tosto e secco della batteria, un violino accompagna in sottofondo la voce di Steve che ci consegna una canzone di puro heartland rock. “Fixin’ to Die” è ancora un brano di tosto rock, ma con influenze blues.
“This Is How It Ends” brano cantato in coppia con la country girl Miranda Lambert, non è certo entusiasmante, anche se la canzone è decisamente orecchiabile (forse fin troppo). La successiva “The Girl on the Mountain” è più lenta ed intimistica: il cantato diventa confidenziale, sulle note di violino, acustica e pedal steel è il risultato di un brano interiore e cantautorale.
La successiva “You Broke My Heart” è un valzer country che arriva dal passato; oltre ai soliti strumenti si aggiunge un mandolino a smorzare i toni.
“Walkin’ in L.A.” è addirittura western swing, con l’ospite Johnny Bush alla voce in coppia con Steve, è molto divertente e piacevole da ascoltare.
Siamo quasi al termine e “Sunset Highway” risveglia un poco gli animi e si torna su territori heartland rock. Chiude il disco il brano “Goodbye Michelangelo”, un’elegia dedicata a Guy Clark, scomparso lo scorso anno. Ballata acustica, malinconica e profonda, è il brano che più rimane impresso di questa raccolta dedicata agli eroi fuorilegge. E questa non poteva che esserne la degna conclusione.

Voto: ***1/2

Tracklist:

01. So You Wanna Be An Outlaw (feat. Willie Nelson)
02. Lookin’ For A Woman
03. The Firebreak Line
04. News From Colorado
05. If Mama Coulda Seen Me
06. Fixin’ To Die
07. This Is How It Ends (feat. Miranda Lambert)
08. The Girl On The Mountain
09. You Broke My Heart
10. Walkin’ In LA (feat. Johnny Bush)
11. Sunset Highway
12. Goodbye Michelangelo

Donald Ray Pollock – La tavola del paradiso (Elliot Ed., 2107)

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Traduttore: G. Testani
Collana: Scatti
Anno edizione: 2017
Pagine: 378

Siamo nel 1917, al confine tra la Georgia e Alabama. Pearl Jewett, un contadino rude e manesco, espropriato della propria terra e finito in miseria, condivide una dura esistenza con i tre figli: Cane, il più grande intelligente e di bell’ aspetto; Cob, goffo e un po lento di comprendonio; e Chimney, il più giovane, dal temperamento sanguigno.
Alla morte del padre i tre ragazzi decidono di partire per il Nord e imitare le gesta criminali del loro idolo, Bloody Bill Bucket, diventando in breve tempo gli uomini più ricercati del paese. Non troppo lontano, Ellsworth Fiddler, un contadino che abita nel sud dell’ Ohio insieme alla moglie e all’ unico figlio scapestrato, viene raggirato e perde tutto ciò che possiede. Dopo la misteriosa sparizione del figlio, il destino lo porterà a incrociare i passi dei Jewett. Non può nascere nulla di buono da un incontro del genere, oppure sì?
Seguendo la tradizione letteraria di Flannery O’Connor e Cormac McCarthy, unita a una dose ben calibrata della violenza cinematografica di Sam Peckinpah e del gusto per l’ assurdo e l’ ironia di Quentin Tarantino e dei fratelli Coen, con questo romanzo Donald Ray Pollock si conferma tra le voci più importanti della narrativa americana contemporanea.

Nota sull’ Autore:

Donald Ray Pollock è nato nel 1954 a Knockemstiff, in Ohio. Ha lasciato la scuola a diciassette anni per lavorare in un macello, e ne ha poi passati trentadue come operaio in una cartiera. I suoi primi scritti sono stati notati nel corso di uno stage universitario al quale aveva partecipato per ottenere una riduzione dell?orario di lavoro. Sue opere sono apparse su numerose riviste, tra cui il «New York Times». Elliot Edizioni nel 2009 ha pubblicato la sua raccolta di racconti Knockemstiff e nel 2011 il suo primo romanzo, “Le strade del male” un ottimo libro letto dal sottoscritto ed inserito da «Publishers Weekly» tra i migliori dieci libri dell’anno. In Germania “La tavola del Paradiso” ha vinto il Deutscher Krimi Preis 2017.

Sito Ufficiale http://www.donaldraypollock.net.

Willy De Ville 25 Agosto 1950 – 06 Agosto 2009 VIII° Anniversario

Willy 3

Come ogni anno mi appresto a ricordare un personaggio che per me ha significato moltissimo (il nome di questo blog è il titolo di una sua canzone, mentre l’immagine presente è un dipinto dello stesso Willy); oggi è ormai l’ottavo anniversario della sua scomparsa, avvenuta il 06 Agosto del 2009 a causa di un tumore al pancreas.

Per chi come il sottoscritto l’ ha conosciuto ed ha amato la sua musica, rimangono i ricordi dei numerosi concerti ai quali abbiamo assistito e le canzoni che sono tutt’ora una presenza fissa nella mia quotidianità, mentre per chi non l’ha conosciuto consiglio di partire con la lettura del libro di Mauro Zambellini “Love and Emotion: Una storia di Willy De Ville” edito da Pacini Editore, per il quale ho dato il mio piccolo contributo, con alcune foto e qualche aneddoto sul periodo della mia seppur breve permanenza a New Orleans: un grande onore per il sottoscritto essere tra i ringraziamenti.
E poi, come dicevo, rimangono le sue canzoni, prima con i Mink DeVille e poi come Willy Deville, di seguito la discografia:

Pubblicati come Mink De Ville

DISCO_cabretta

1977
CABRETTA

TRACK LIST:
Venus Of Avenue D
Little Girl
One Way Street
Mixed Up, Shook Up Girl
Gunslinger
Can’t Do Without It
Cadillac Walk
Spanish Stroll
She’s So Tough
Party Girls

DISCO_magenta

1978
RETURN TO MAGENTA

TRACK LIST:
Guardian Angel
Soul Twist
“A” Train Lady
Rolene
Desperate Days
Just Your Friends
Steady Drivin’ Man
Easy Slider
I Broke that Promise
Confidence to Kill

DISCO_lechat

1980
LE CHAT BLEU

TRACK LIST:
This Must Be The Night
Savoir Faire
That World Outside
Slow Drain
You Just Keep Holding On
Lipstick Traces
Just To Walk That Little Girl Home
Turn You Every Way But Loose
Bad Boy
Heaven Stood Still

DISCO_coupdegrace

1981
COUP DE GRACE

TRACK LIST:
Just Give Me One Good Reason
Help Me Make It (Power Of A Woman’s Love)
Maybe Tomorrow
Teardrops Must Fall
You Better Move On
Love & Emotion
So In Love Are We
Love Me Like You Did Before
She Was Made In Heaven
End Of The Line

DISCO_angels

1983
WHERE ANGELS FEAR TO TREAD

TRACK LIST:
Each Word’s A Beat Of My Heart
River Of Tears
Demasiado Corazon
Lilly’s Daddy’s Cadillac
Around The Corner
Pick Up The Pieces
Love’s Got A Hold On Me
Keep Your Monkey Away From My Door
Are You Lonely Tonight
The Moonlight Let Me Down

DISCO_sportin_life

1985
SPORTIN’ LIFE

TRACK LIST:
In The Heart Of The City
I Must Be Dreaming
Italian Shoes
Slip Away
When You Walk My Way
A Woman’s Touch
Easy Street
Little By Little
There’s No Living (Without Your Loving)
Something Beautiful Dying

Willy 2

Pubblicati come WILLY DEVILLE

DISCO_miracle

1987
MIRACLE

TRACK LIST:
(Due To) Gun Control
Could You Would You
Heart And Soul
Assassin Of Love
Spanish Jack
Miracle
Angel Eyes
Nightfalls
Southern Politician
Storybook Love

DISCO_victory

1990
VICTORY MIXTURE

TRACK LIST:
Hello My Lover
It Do Me Good
Key To My Heart
Beating Like A Tom-Tom
Every Dog Has Its Day
Big Blue Diamonds
Teasin’ You
Ruler Of My Heart
Who Shot The La-La
Junkers Blues

DISCO_backstreets

1992
BACKSTREETS OF DESIRE

TRACK LIST:
Empty Heart
All In The Name Of Love
Lonely Hunter
Even While I Sleep
Voodoo Charm
Come To Poppa
Chemical Warfare
Hey! Joe
I Call Your Name
I Can Only Give You Everything
Jump City
Bamboo Road
All In The Name Of Love (Salvation Army Version)

DISCO_live

1993
LIVE

TRACK LIST:
Lilly’s Daddy’s Cadillac
This Must Be The Night
Savoir Faire
Cadillac Walk
Bamboo Road
Mixed Up, Shook Up Girl
Heart And Soul
Can’t Do Without It
Maybe Tomorrow
I Must Be Dreaming
Heaven Stood Still
Demasiado Corazon
Spanish Stroll
Stand By Me
Hey! Joe

DISCO_loup_garou

1995
LOUP GAROU

TRACK LIST:
No Such Pain As Love
Running Through The Jungle
When You’re Away From Me
Angels Don’t Lie
Still (I Love You Still)
White Trash Girl
You’ll Never Know
Ballad Of The Hoodlum Priest
Heart Of A Fool
Asi Te Amo
Loup Garou
Time Has Come Today
My One Desire (Vampir’s Lullaby)

DISCO_horse

1999
HORSE OF A DIFFERENT COLOR

TRACK LIST:
Gypsy Deck Of Hearts
Across The Borderline
Lay Me Down Easy
Goin’ Over The Hill
One Love,One Lifetime
Needles and Pins
18 Hammers
(Don’t Want You) Hanging Around My Door
The Downing Of The Flamingo
Bacon Fat
Time To Time
Chicken

DISCO_live_berlin

2002
THE WILLY DeVILLE ACOUSTIC TRIO LIVE IN BERLIN

TRACK LIST:

cd 1
St. Peter’s Street
Betty & Dupree
It’s Too Late She’s Gone
Spanish Harlem
Trouble In Mind
Storybook Love
Big Blue Diamonds
Shake Sugaree
Let It Be Me
This Is The Way To Ment A Broken Heart
Hound Dog
Junkers Blues
You Better Move On
Nightfalls
Since I’ve Met You Baby
Heaven Stood Still

cd2
Well It’s True So True
Keep A Knockin’ – Sea Cruise
Shake Rattle & Roll
One Night Of Sin
Steady Drivin’ Man
Goin’ Over The Hill
Bamboo Road
Who’s Gonna Shoe Your Pretty Little Foot
Carmelita
All By Myself
Billy The Kid

DISCO_crowjane

2005
CROW JANE ALLEY

TRACK LIST:
Chieva
Right There, Right Then
Downside Of Town
My Forever Came Today
Crow Jane Alley (For Jack)
Muddy Waters Rose Out Of The Mississippy Mud
Come A Little Bit Closer
Slave To Love
(Don’t Have) A Change Of Heart
Trouble Comin’ Everyday In A World Gone Wrong

DISCO_pistola

2008
PISTOLA

TRACKLIST:

So So Real
Been There, Done That
When I Get Home
Louise
The Band Played On
You Got The World In Your Hands
I Remember The First Time
The Stars That Speak
I’m Gonna Do Something The Devil Never Did
The Mountains Of Manhattan

Novità Discografiche Agosto/ Settembre 2017 e dintorni

NOVITà DISCOGRAFICHE

Eccoci all’ormai consueta rubrica dedicata alle future uscite discografiche: uno sguardo alle novità di fine estate (e oltre) per quanto riguarda artisti rock, blues e country senza disdegnare anche altri generi, partendo dalle novità di Agosto, non menzionate nel post precedente:

Joe Nichols – Never Gets Old

Randy Newman – Dark Matter (primo album dopo ben nove anni ; produttori: Mitchell Froom, Lenny Waronker, David Boucher; singolo: “Putin”)

A.J. Croce – Just Like Medicine (include la sua prima incisione “The Name of the Game,” canzone inedita di suo padre, Jim Croce; produttore: Dan Penn; ospiti: Steve Cropper, Vince Gill, David Hood, The McCrory Sisters)

Will Hoge – Anchors (ospiti: Sheryl Crow, Fats Kaplin; singolo: “Little Bit of Rust”)

Tyler Childers Purgatory (prodotto da Sturgill Simpson)

Paul Kelly – Life Is Fine (singolo: “Firewood and Candles”)

Lee Roy Parnell- Midnight Believer

Josh Abbott Band – Until My Voice Goes Out {singolo: “Texas Women, Tennessee Whiskey)

The Cadillac Three – Legacy

Lilly Hiatt – Trinity Lane (figlia di John , produttore: Michael Trent dei Shovels & Rope)

Iron & Wine – Beast Epic (singolo: “Call It Dreaming”)

Lukas Nelson & Promise Of The Real – Lukas Nelson & Promise Of The Real (ospiti: Lady Gaga, papà Willie e zia Bobbie Nelson)

Queens Of The Stone Age – Villains (produttore: Mark Ronson)

Walter Trout – We’re All In This Together (ospiti: Joe Bonamassa, Kenny Wayne Shepherd, Warren Haynes, Sonny Landreth, John Mayall, Randy Bachman, Joe Louis Walker, Eric Gales, Robben Ford, Edgar Winter, Charlie Musselwhite, etc.)

The War On Drugs – A Deeper Understanding (singolo: “Holding On”)

Starsailor – All This Life (singolo: “Listen To Your Heart”)

Mogwai – Every Country’s Sun

Jack Johnson – All The Light Above It Too

Jonny Lang – Signs

The National – Sleep Well Beast

Charle Parr – Dog

David Ramirez – We’re Not Going Anywhere

Bruce Cockburn – Bone On Bone

Steve Martin And The Steep Canyon Rangers – The Long Awaited Album (produttore: Peter Asher)

Gregg Allman – Southern Blood (album postumo inedito – produttore: Don Was)

Foo Fighters – Concrete And Gold

The Lone Bellow – Walk Into A Storm (produttore: Dave Cobb !!; singolo: “Time’s Always Leaving”)

Michael McDonald – Wide Open (nuovo album con canzoni originali dopo ben 17 anni; ospiti: Warren Haynes, Robben Ford, Marcus Miller, Branford Marsalis)

Chris Hillman – Bidin’ My Time (produttore: Tom Petty; ospiti: Tom Petty, David Crosby, Roger McGuinn, Benmont Tench, Steve Ferrone, John Jorgenson,ecc.)

Van Morrison – Roll With The Punches ( Trentasettesimo album con covers di classici blues & soul, con aggiunta di qualche originale; ospiti: Chris Farlowe, Georgie Fame, Jeff Beck, Paul Jones, Jason Rebello; singolo: “Bring It On Home To Me”)

Kitty, Daisy & Lewis – Superscope

Chris Rea – Road Songs For Lovers

Shania Twain – NOW

Liam Gallagher – As You Were

The White Buffalo . Darkest Darks, Lightest Lights

alla prossima !!!