Novità Discografiche Agosto/ Settembre 2017 e dintorni

NOVITà DISCOGRAFICHE

Eccoci all’ormai consueta rubrica dedicata alle future uscite discografiche: uno sguardo alle novità di fine estate (e oltre) per quanto riguarda artisti rock, blues e country senza disdegnare anche altri generi, partendo dalle novità di Agosto, non menzionate nel post precedente:

Joe Nichols – Never Gets Old

Randy Newman – Dark Matter (primo album dopo ben nove anni ; produttori: Mitchell Froom, Lenny Waronker, David Boucher; singolo: “Putin”)

A.J. Croce – Just Like Medicine (include la sua prima incisione “The Name of the Game,” canzone inedita di suo padre, Jim Croce; produttore: Dan Penn; ospiti: Steve Cropper, Vince Gill, David Hood, The McCrory Sisters)

Will Hoge – Anchors (ospiti: Sheryl Crow, Fats Kaplin; singolo: “Little Bit of Rust”)

Tyler Childers Purgatory (prodotto da Sturgill Simpson)

Paul Kelly – Life Is Fine (singolo: “Firewood and Candles”)

Lee Roy Parnell- Midnight Believer

Josh Abbott Band – Until My Voice Goes Out {singolo: “Texas Women, Tennessee Whiskey)

The Cadillac Three – Legacy

Lilly Hiatt – Trinity Lane (figlia di John , produttore: Michael Trent dei Shovels & Rope)

Iron & Wine – Beast Epic (singolo: “Call It Dreaming”)

Lukas Nelson & Promise Of The Real – Lukas Nelson & Promise Of The Real (ospiti: Lady Gaga, papà Willie e zia Bobbie Nelson)

Queens Of The Stone Age – Villains (produttore: Mark Ronson)

Walter Trout – We’re All In This Together (ospiti: Joe Bonamassa, Kenny Wayne Shepherd, Warren Haynes, Sonny Landreth, John Mayall, Randy Bachman, Joe Louis Walker, Eric Gales, Robben Ford, Edgar Winter, Charlie Musselwhite, etc.)

The War On Drugs – A Deeper Understanding (singolo: “Holding On”)

Starsailor – All This Life (singolo: “Listen To Your Heart”)

Mogwai – Every Country’s Sun

Jack Johnson – All The Light Above It Too

Jonny Lang – Signs

The National – Sleep Well Beast

Charle Parr – Dog

David Ramirez – We’re Not Going Anywhere

Bruce Cockburn – Bone On Bone

Steve Martin And The Steep Canyon Rangers – The Long Awaited Album (produttore: Peter Asher)

Foo Fighters – Concrete And Gold

The Lone Bellow – Walk Into A Storm (produttore: Dave Cobb !!; singolo: “Time’s Always Leaving”)

Michael McDonald – Wide Open (nuovo album con canzoni originali dopo ben 17 anni; ospiti: Warren Haynes, Robben Ford, Marcus Miller, Branford Marsalis)

Chris Hillman – Bidin’ My Time (produttore: Tom Petty; ospiti: Tom Petty, David Crosby, Roger McGuinn, Benmont Tench, Steve Ferrone, John Jorgenson,ecc.)

Van Morrison – Roll With The Punches ( Trentasettesimo album con covers di classici blues & soul, con aggiunta di qualche originale; ospiti: Chris Farlowe, Georgie Fame, Jeff Beck, Paul Jones, Jason Rebello; singolo: “Bring It On Home To Me”)

Kitty, Daisy & Lewis – Superscope

Chris Rea – Road Songs For Lovers

Shania Twain – NOW

Liam Gallagher – As You Were

The White Buffalo . Darkest Darks, Lightest Lights

alla prossima !!!

King Howl – Rougarou (Talk About Rec., 2017)

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“Rougarou” è il terzo disco della heavy blues band sarda King Howl.
Un intreccio di boogie blues e Rock’n’Roll, ennesima prova della peculiare impronta stilistica del gruppo, definita nel corso degli anni on the road, concerto dopo concerto.
I King Howl si formano a Cagliari nel novembre 2009. Suonano Heavy Blues dove convergono i suoni della prima metà del novecento di gente come Son House, Howlin’ Wolf e Robert Johnson, a sua volta filtrati generando nuove forme e stili, inserendo la psichedelia in un crossover elaborato in maniera spontanea, teso a rendere il live set un flusso di suono mai interrotto, che muta ad ogni brano parlando la lingua del blues con accento sempre diverso.
La band ha all’attivo un E.P di tre brani (2010), il disco d’esordio “King Howl Quartet” (2012) e “Truck Stop Ep” composto da quattro canzoni (2014), ora ritentano con questo nuovo disco composto da 10 brani. Quest’ultima fatica, sintesi sonora delle esperienze maturate on the road dalla band, viene pubblicata grazie agli sforzi congiunti delle etichette sarde Talk About Records, Electric Valley Records e Reeson,il marchio con cui la band collabora fin dagli esordi.

In “Rougarou” i suoni essenziali del blues vengono miscelati nuovamente attraverso una attitudine marcatamente Rock’n’Roll che spinge le composizioni sempre più verso i territori del Classic Rock anni ’70, senza rinnegare il riferimento ad altre importanti influenze come i Led Zeppelin oppure rumorismi alla Tom Waits.
La tracklist è composta da nove brani inediti più una personale versione riarrangiata del classico dei Canned Heat “On the Road Again”. Il disco esplora la tematica del cambiamento, della trasformazione, sia questa relativa alla crescita personale, al romanticismo di un viaggio, ad un esaurimento nervoso, o alla mutazione in uomo lupo.

“Rougarou” è stato registrato in Sardegna e mixato al NHQ Studio di Ferrara da Gabriele Boi. L’artwork del disco è invece opera di Elena Cabitza.

Tracklist:

01. Gone
02. Demons
03. Screaming
04. No Money
05. Alone I Go
06. By My Side
07. Falling Down
08. Pissed Off
09. Ride The Night
10. On The Road Again

I KING HOWL sono:

Diego Pani – Voce, Armonica
Marco Antagonista – Chitarra
Alessandro Cau – Basso
Aggeo Solinas – Batteria

Dan Auerbach – Waiting on a Song (Nonesuch Rec., 2017)

Dan Auerbach - Waiting On A Song

 

 

Disco gradevole ed estivo il nuovo di Dan Auerbach (la metà dei The Black Keys) che conquista nella sua leggerezza di chiara derivazione pop.
All’ inizio è spiazzante, in quanto ti aspetteresti un proseguimento del discorso rock blues incominciato circa otto anni fa con l’esordio solista di “Keep It Hid” o quantomeno un parallelo con i Black Keys.
Invece “Waiting on a Song” non è nulla di tutto ciò, nonostante coinvolga leggende come John Prine ( Waiting on a Song), Duane Eddy (appare alla chitarra in Livin’ in Sin e King of a One Horse Town), ed altri come Jerry Douglas, Bobby Wood , Gene Chrisman sino a Mark Knopfler che è presente in “Shine on Me”, ottimo esempio pop rock anni ’60 che ricorda i brani dei mitici Traveling Wilburys.

Un gradevole intreccio di musica soul, country e pop si può ascoltare nei brani “Malibu Man” oppure l’iniziale ed omonima ” Waiting on a song” complice l’utilizzo dei cori, di fiati e archi;

in “Stand by My Girl” si intrecciano con estrema disinvoltura soul, rock e pop mentre “Livin’ in Sin” ricorda le canzoni pop di Nick Lowe e George Harrison, solari e molto orecchiabili.
“King of a One Horse Town” è orchestrale e riporta ai sixties mentre “Never in My Wildest Dream” inizia acustica ed intimistica pur rimanendo in ambito soul pop, poi la strumentazione si arricchisce con tanto di fiati e cori.
“Cherrybomb” è un brano funky da ascoltare a bordo di una piscina in una giornata assolata per liberarsi di tutti i problemi che assillano la mente.

“Undertow” è delicata ed orchestrale, ancora dannatamente estiva; chiude
il brano “Show Me” sulla falsariga dei brani precedenti: handclaps e la voce calda di Auerbach su un motivetto pop di facile presa, eppure funziona.
Sicuramente il disco da ascoltare in questi caldi giorni estivi, decisamente consigliato.

Voto: ***1/2

Tracklist:

01. Waiting on a Song – (02:49)
02. Malibu Man – (03:36)
03. Livin’ in Sin – (02:24)
04. Shine on Me – (03:17)
05. King of a One Horse Town – (03:46)
06. Never in My Wildest Dreams – (02:56)
07. Cherrybomb – (03:45)
08. Stand by My Girl – (03:53)
09. Undertow – (03:23)
10. Show Me – (02:49)

J. Sintoni – Relief (Good Luck Factory/ IRD, 2017)

J. Sintoni

“Relief” è il nuovo album acustico di J.Sintoni uscito lo scorso 1° Luglio tramite Good Luck Factory e distribuito da IRD;è prodotto da Sintoni e vede la “Grammy Award Winner” Trina Shoemaker dietro la mixing console e consta di quattordici brani originali tra blues, country e folk che il cantautore romagnolo ha scritto negli ultimi due anni dopo essersi preso una pausa dal ventennale ruolo di leader dell’omonimo trio elettrico.
La lunga amicizia e collaborazione artistica col cantautore dell’Alabama Grayson Capps, col quale ha registrato l’album “Love songs, mermaids and grappa” e diviso palchi e chilometri durante i quattro tour italiani, ha
portato J.Sintoni ad abbandonare la chitarra elettrica e le sonorità del power trio che per anni l’hanno accompagnato in favore di una ricerca più intimista e di sonorità prevalentemente acustiche.

Apre la canzone country oriented “Relief in Between”; sentori di border con l’armonica dell’ospite Marco Pandolfi che fende l’aria, e le chitarre, acustica ed elettrica, che accompagnano la voce di Sintoni. “The Weight of My Soul” mostra accenni di fingerpicking per un brano folk blues intimistico e ben strutturato. La successiva “The Sun on the Back” con ospite Thomas Guiducci al banjo è un’interessante fusione di folk, blues, country e ragtime vivace nonostante la sua forma acustica. “Drunk” è una ballata delicata accompagnata in sottofondo dall’ armonica e da una chitarra acustica arpeggiata.
“Make You Happy” pur essendo sempre acustica ha un’ attitudine rock complice una chitarra slide che serpeggia in sottofondo durate tutta la durata del brano.
“Another Song For You” apre in fingerpicking ma la canzone è cantautorale come la successiva ” A Proper Breath” alla quale si aggiungono influenze folk e country da border del confine messicano. “Time on Your Side”è un ottimo brano con una bella melodia su un sound variegato, ora blues, ragtime. folk e country. Il resto lo fa la voce di J. Sintoni. “Dangerous” è un ottimo esempio di folk blues di inizio secolo scorso ed evidenzia il notevole lavoro alla slide che supporta da sola la voce del cantante. “The Miracle” delicato episodio acustico solo voce e chitarra acustica arpeggiata arricchita dai cori femminili, mentre la successiva “Ain’t Got The Blues” è, al contrario, uno dei pochi episodi elettroacustici presenti nel disco che vede la presenza della sezione ritmica ed è una boccata d’aria fresca: un ottimo folk blues ben suonato e cantato che comincia acustico con voce e chitarra ma che poi “apre” agli altri strumenti, in particolare l’assolo dell’elettrica nella parte centrale del brano.
“Diggin’ A Hole” vede ancora protagonista il fingerpicking alla chitarra acustica su un brano folk di sicura presa, il successivo ottimo brano “The Step” è d’impronta blues con un bel gioco in sottofondo della chitarra slide.
Chiude “The Circle”, cantautorale ed intimista, una prova discografica onesta e sincera, una scommessa di J. Sintoni nel mondo musicale italiano che, come risaputo, purtroppo è zeppo d’ignoranza e che certamente definirà questo lavoro anacronistico. Per fortuna artisti italiani di questo livello emergono oltreoceano dove i generi sopracitati sono nati ed hanno ancora molto seguito di pubblico.

J.Sintoni, nato a Cesena circa 43 anni fa, vive a Cesenatico. Chitarrista e cantante di formazione blues, dalla metà degli anni ’90 è stato leader in gruppi di matrice blues-rock ed ha suonato nei più importanti club e festival della Penisola,ha all’attivo l album “The Red Suit” ed “A better man” da lui interamente scritti e prodotti, con i quali è entrato nella classifica dei “Top 50 Blues Albums USA”, e l’album “Love songs, mermaids and grappa” di Grayson Capps del quale è il chitarrista “italiano”. Di estrazione blues e rock-blues ha da anni affiancato alle esibizioni “elettriche” anche quelle acustiche sviluppando uno stile fingerpicking che fonde blues, country, ragtime e folk nel quale si percepiscono influenze di Robert Johnson, Blind Boy Fuller, Doc Watson e Jimi Hendrix.

Voto: ***1/2

Tracklist:

01. Relief in Between
02. The Weight of My Soul
03. The Sun On The Back
04. Drunk
05. Make You Happy
06. Another Song For You
07. A Proper Breath
08. Time on Your Side
09. Dangerous
10. The Miracle
11. Ain’t Got The Blues
12. Diggin’ A Hole
13. The Step
14. The Circle

https://www.jsintoni.com/relief

Garland Jeffreys – 14 Steps to Harlem ( Luna Park Rec., 2017)

cover

Grazie all’ormai collaudata formula del crowfunding, personaggi che sono autentici beautiful losers possono contare su uno zoccolo duro di fans e pubblicare senza troppi problemi un nuovo disco, che altrimenti difficilmente vedrebbe la luce. Anche il buon Garland Jeffreys si affida per questo nuovo lavoro che è dedicato alla città di New York, ma più in particolare ai sobborghi di Harlem, Coney Island, Broadway e Brooklyn quelli che ha frequentato più spesso l’artista nel periodo d’oro in compagnia di Lou Reed, Jim Carroll, Willie Nile, Elliot Murphy e Willy De Ville, le cui strade si sono spesso incrociate.
L’inizio non è dei più incoraggianti: “When You Call My Name” con quell’organo ridondante diventa quasi fastidiosa all’ascolto ed un falsetto che compare nella voce peggiora la situazione. Per fortuna la successiva “Schoolyard Blues”, come suggerisce il titolo, è un blues shuffle sulla falsariga di un brano degli Stones; ma bisogna attendere il brano che da il titolo all’album per averne uno degno del miglior Jeffreys: “14 Steps to Harlem” suona come una sua personale “Walk on the wild side”, in segno di devozione a Lou Reed ma anche un tributo all’amico di sempre. Anche se (volutamente) derivativa, è una gran bella canzone. “Venus” è ariosa, impregnata dal sound del Jersey Shore e suonata in compagnia della figlia Savannah al pianoforte. “Reggae on Broadway” col sound reggae caro al nostro Garland, nel testo ricorda quando Joe Strummer era tra gli spettatori di un suo concerto al famoso Bottom Line nel 1981.
“Time goes away”, intensa ballata country oriented con la lap steel di James Maddock, è cantata in coppia con la figlia Savannah. “Spanish Heart” è orecchiabile, con protagonisti il mandolino di James Maddock e la fisarmonica di Brian Mitchell ha un sound che ricorda vagamente Willy DeVille, come del resto la successiva “I’m a Dreamer” stupenda ballata intimistica delicata ed avvolgente, contrappuntata dal mandolino e dal pianoforte.
“Waitin’ for the Man” è la prima cover ed è tratta dal primo album dei Velvet Underground & Nico del 1967 e scritta dall’amico Lou Reed ( waiting for the man parla di uno studente bianco che si reca nel quartiere nero di Harlem a comprare dell’eroina ma il suo spacciatore lo fa sempre aspettare) è sferragliante e diretta. Promossa a pieni voti. “Help”, la seconda cover è dei Beatles, per contro è lenta e densa d’atmosfera, con una fisarmonica in sottofondo ed una grande interpretazione vocale da parte di Jeffreys. Brividi.
“Colored Boy Said” inizia come un rap, mantiene la tensione sonora ma poi si ingentilisce e diventa una bella ballata meltin’ pot di suoni come quelli contenuti nell’ ottimo album “Don’t Call Me Buckweath” del 1991.
“Luna Park Love Theme” chiude con delle splendide note, in compagnia della moglie di Lou Reed , Laurie Anderson al violino, un disco fatto con passione, nel quale possiamo trovare tutto il suo mondo.
La band che lo accompagna, oltre che James Maddock che produce e suona vari strumenti, è composta da Mark Bosch alla chitarra, Brian Stanley al basso e Tom Curiano alla batteria, con la partecipazione di Brian Mitchell (tastiere e fisarmonica), Ben Stivers (tastiere), la figlia Savannah (piano e voce) e Laurie Anderson (violino in Luna Park Love theme).
Garland Jeffreys è ormai un’icona della lotta al razzismo, della cultura afro-americana e della musica newyorkese: alcune sue canzoni sono il giusto trait d’union tra la musica reggae di Bob Marley e l’ urban rock di Lou Reed.

Voto: ***1/2

Tracklist:

When You Call My Name
Schoolyard Blues
14 Steps To Harlem
Venus
Reggae On Broadway
Time Goes Away
Spanish Heart
I’m A Dreamer
Waiting For The Man
Help
Colored Boy Said
Luna Park Love Theme

Buscadero Day – 23 Luglio 2017 a Pusiano (Co)

Come ogni anno nel mese di luglio e’ tempo di “Buscadero Day”, il piu’ importante festival italiano dedicato a promuovere artisti che si muovono nell’ambito della musica del genere “americana” (suoni che traggono origine delle roots mede in Usa abilmente mescolate con country, rock , blues etc.). Nel corso della conferenza stampa di martedi’ 4 […]

via BUSCADERO DAY 2017 – Americana Music sul lago di Pusiano (Co) domenica 23 luglio — FaseControFase

Ian Levison – Si Fermi Qui (Edizioni E/O, 2017)

Levison

In uscita oggi, 06 Luglio 2017
Traduzione: Aurelia Di Meo
Pagine: 208

Jeffrey Sutton è un tassista di mezz’età, single, che coltiva progetti e spera di costruirsi un futuro migliore. In un tranquillo giorno di riposo, senza alcun preavviso, viene arrestato a casa sua e accusato di aver rapito (e probabilmente ucciso) una ragazzina di dodici anni. Le prove contro di lui sono poche e deboli, eppure questo non ferma la polizia, decisa a trovare un colpevole e pronta a ignorare altre piste. Rinchiuso in una cella del braccio della morte, attende il giorno del processo con la sola compagnia di un altro detenuto, un serial killer cinico e dall’ umorismo tagliente. Assistito da un avvocato incompetente, il suo destino sembra ormai segnato.
Con sguardo distaccato e insieme ironico, Jeffrey descrive le assurdità della situazione in cui si trova mentre assiste impotente alla distruzione della sua immagine pubblica e della sua vita, un pezzo alla volta. Ossessionato dalla scoperta che la realtà non è affatto come i polizieschi che ha visto in tv, finisce nel tritacarne kafkiano degli abusi di potere, di un sistema giudiziario fallace e dell’accanimento dei media.

«Con la sua solita efficacia, il suo stile all’ ennesima potenza, il suo umorismo aspro, Iain Levison riesce a trasformare questa spietata denuncia in un romanzo che ci rianima con la sua forza vitale e la sua capacità d’indignarsi».
Télérama

Note sull’ autore:

Iain Levison è nato ad Aberdeen in Scozia nel 1963, ha vissuto a lungo negli Stati Uniti e attualmente risiede in Cina, dove insegna. Al termine degli studi universitari ha svolto le professioni più disparate: pescatore di granchi in Alaska, autista di camion, imbianchino e falegname. Il suo primo romanzo si intitola “Fatti fuori” edito in Italia da Instar Libri è stato tradotto in vari paesi ed ha suscitato l’interesse della stampa e del pubblico. A seguire ha pubblicato numerosi romanzi di successo in Francia e nel 2008 ha vinto il Clarion Award per una serie di articoli pubblicati sulla rivista Philadelphia.

Bibliografia:

Working Stiff’s Manifesto: A Memoir 2003 (inedito in Italia)
Since the Layoffs 2003 (Fatti Fuori, I Dirigibili 2005/ FuoriClasse 2011)
How to Rob an Armored Car 2009 (inedito in Italia)
Ammazzarsi per sopravvivere. Le infinite fatiche di un precario americano (Paesi, parole 2010)
Dog Eats Dog 2008 (Una canaglia e mezzo, I canguri 2008);
The Cab Driver 2012 (Si Fermi Qui, 2017)
Un Petit Boulot 2013 (inedito in Italia)
Ils Savent Tout de Vous 2015 (inedito in Italia)