Beth Hart & Joe Bonamassa – Black Coffee ( Provogue Rec., 2018)

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Black Coffee è il titolo del nuovo disco realizzato da Beth Hart e Joe Bonamassa. E’ la terza volta che i due uniscono le proprie forze e confermano la grande alchimia che si è creata tra loro. Prodotto da Kevin “The Caveman” Shirley (Led Zeppelin, Black Crowes, Aerosmith, Iron Maiden) e registrato in vari momenti e luoghi tra l’Agosto 2016 e lo scorso anno ( a Las Vegas, a Nashville, in California sino a Sydney, Australia) l’album è un omaggio al blues (non poteva essere altrimenti) con contaminazioni funky e soul.
La coppia si è fatta aiutare da autentici professionisti come Reese Wynans all’ organo, Anton Fig alla batteria, Michael Rhodes al basso, Lee Thornburg (tromba/trombone) e Paulie Cerra (sassofono)ed una serie di coriste tra le quali notiamo la figlia di Jimmy Barnes, la cantante Mahalia, e ripropone canzoni che provengono da un repertorio variegato, infatti possiamo ascoltare brani di Etta James, Ike & Tina Turner, Edgar Winter, Ella Fitzgerald, Cream, Lucinda Williams ed Howlin’ Wolf tra gli altri.
Le scelta delle cover inserite è stata senza dubbio felice. Mai come in questo album la voce di Beth Hart risulta convincente e nel pieno della sua maturità artistica riesce a impersonare in ogni canzone un particolare stato d’animo: rabbia, dolore, gioia e sofferenza. Anche la chitarra di Bonamassa, sebbene non sia un suo grande ammiratore, è al solito precisa ed ogni assolo funziona alla grande.
L’album si apre con “Give It Everything You Got”, la chitarra vibra un tosto hard blues e supporta egregiamente la voce della Hart che accompagna l’ascoltatore in maniera sensuale e grintosa con il contorno di fiati e harmony vocals. Tuttavia il brano non mi entusiasma molto. A farlo però è la successiva “Damn Your Eyes”, una ballata blues cristallina ma allo stesso tempo ruvida, con la voce della Hart particolarmente ispirata e pure la chitarra di Bonamassa fa un bel lavoro su un tappeto d’organo con fiati e cori in sottofondo.
“Black Coffee” è un rock’n’soul di grande impatto col “call and response” tra Beth ed il coro di voci femminili mentre la chitarra slide fende l’aria. “Lullabye Of The Leaves” è un ottimo brano d’atmosfera con influenze swing ed accenni jazz; Beth Hart utilizza tutta la sua sensualità e viene accompagnata da un piano suonato dal mitico Reese Wynans, poi quando entra l’assolo di chitarra potente e fiero di Bonamassa capisci che anche lui è capace di regalarti grandi emozioni. “Why Don’t You Do Right” è un bel brano swing elegante e fumoso con la voce di Beth, il piano ed i fiati sugli scudi. Qui la chitarra, anche se ben presente con una serie di assoli, viene messa in sottofondo a fare da prezioso contorno. “Saved” a firma dal celebre duo di autori Leiber – Stoller è un r’n’b movimentato ricco di fiati e di cori che è un piacere ascoltare. La seguente è la celebre canzone di Chester Burnett (alias Howlin’ Wolf) intitolata “Sitting On Top Of The World” rifatta da decine di artisti, qui è rivisitata in stile big band swing blues, dove spadroneggia la bella voce di Beth Hart.
“Joy” di Lucinda Williams viene riproposta come un rock blues atipico ma decisamente accattivante; niente male il lavoro alla chitarra slide di Bonamassa.

“Soul On Fire” cambia le carte in tavola e passa ad un sound più diretto con il groove ben presente in questo rock’n’ soul, con la voce della Hart che ti ammalia e l’aggiunta dei cori, dei fiati e della chitarra ti fanno venire la pelle d’oca.
Chiude il brano “Addicted”, forse quello che ho apprezzato meno, anche se ben cantato e ben suonato sembra leggermente più manieristico, con influenze latine ed un organo in sottofondo troppo ridondante, ma è un lieve peccato veniale.
Il sodalizio tra questi due artisti continua a sorprenderci sempre più positivamente.

Voto: ***

Tracklist:

1 Give It Everything You Got
2 Damn Your Eyes
3 Black Coffee
4 Lullaby Of The Leaves
5 Why Don’t You Do Right
6 Saved
7 Sitting On Top Of The World
8 Joy
9 Soul On Fire
10 Addicted

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Urban Waite – Far Cry – Absolution (Sperling & Kupfer, 2018)

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Pagine 288
In pubblicazione il 28 Febbraio 2018

Trama:

Hope County, Montana. Un tempo terra di libertà e coraggio, la regione è caduta nelle mani di una setta che si è data il nome di chiesa di Eden’s Gate. Per anni, i seguaci del culto si sono infiltrati nella quotidianità degli abitanti, sfruttandone debolezze e bisogni, anche grazie al carisma del loro capo, John Seed, che si fa chiamare Il Padre. Predicando l’Apocalisse, Seed ha seminato il fanatismo, ma soprattutto è riuscito a impossessarsi di case e terre e a controllare attività pubbliche e vita privata. Non tutti però sono stati conquistati dal fascino del Padre: per colpa sua, Mary May Fairgrave ha perso quasi tutto. I suoi genitori sono morti in circostanze sospette e suo fratello, trascinato dalle parole di Seed, è scomparso. Quando le autorità rifiutano di indagare ulteriormente sulla sua sparizione, Mary decide di fare da sola. Sulla sua strada, inviato da Eden’s Gate, troverà William Boyd, un cacciatore che da anni vive in un capanno in mezzo ai boschi, dove cattura selvaggina che dona alla comunità. Convinto di essere stato salvato dal Padre nel momento più buio della sua esistenza e di dovergli obbedienza e gratitudine, Boyd comprende però presto che la realtà è molto diversa da quella che gli avevano fatto immaginare. E Mary May scopre di avere un alleato inatteso che cambierà il suo destino. Dal famoso videogioco, arriva il romanzo che anticipa Far Cry 5.

Note sull’autore:

scrittore di racconti e romanzi thriller e crime tradotti in nove lingue e pubblicati in venti Paesi, ben accolti dalla critica e da scrittori del calibro di Stephen King. Vive a Seattle, sua città natale. Il suo primo romanzo, “Ringrazia che sei vivo” (Piemme, 2012) è stato un successo internazionale di pubblico e critica che lo ha consacrato tra i nuovi talenti del thriller americano. “Gli sciacalli”(Ed. Piemme, 2014) https://wp.me/p3cehQ-t2 ha avuto la stessa accoglienza, ed è valso a Waite paragoni con mostri sacri come Don Winslow ed Elmore Leonard.

Katy Guillen & The Girls ‎– Heavy Days (Self Rec., 2016)

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Proseguo imperterrito in questo periodo ad “incappare” in gruppi femminili che si cimentano con passione nel genere rock blues e questa volta mi è capitato tra le mani un disco (prestato da un amico) che è stato pubblicato nel Luglio del 2016 ma che secondo me è degno di essere menzionato: Katy Guillen & the Girls, questo il nome del trio (oltre alla leader Katy,suona Claire Adams al basso e Stephanie Williams alla batteria) di Kansas City, sono figure guizzanti e con una gran voglia di suonare.
Questo loro secondo disco intitolato “Heavy Days” è un solido blues-rock di stampo chitarristico registrato al Weights + Measures Soundlab di Kansas City, ha la pressione e il pulsare di un album di artisti di grande livello (senza scomodare nomi illustri); il basso della Adams è spesso in prima fila oppure si inserisce tra le linee di chitarra e le harmony vocals sovente raddoppiano la voce della Guillen. L’iniziale “Driving To Wake Up” è un bel brano dall’impronta r’n’r blues mentre “Waking Up From You” è una ballata rock solare e decisamente orecchiabile anche se poi il refrain dona un ritmo quasi garage. “Heavy Days” è un hard rock blues adulto con assoli di chitarra che dominano in tutto il brano, mentre “Don’t Need Anyone” ci offre un boogie rock decisamente godibile con la chitarra sugli scudi.
Katy Guillen, senza dimenticare la sua bella voce espressiva e talentuosa, spinge al massimo la chitarra anche nei brani “The Load” e “Humbucker” due ottimi esempi di rock blues di matrice texana (la seconda ha l’unico difetto di durare due soli minuti, con l’assolo finale che sfuma improvvisamente), oppure detta i cambi di ritmo in “Cold Was The Night” ballata rock blues, con un bell’organo in sottofondo che fa da apripista alla tosta e roboante “Can’t Live Here Anymore”. La cover “Baby Please Don’t Go” viene rivisitata in stile Hill country blues fa una gran bella figura, attraversata da sciabolate di chitarra, per finire con una dolce ballata intitolata “Pulling Up From The Grooves” ed un bel trombone ad accompagnare la voce dolce di Katy, mentre la sua chitarra macina accordi su accordi. Tutto ciò dimostra che Katy Guillen & the Girls non hanno paura ad osare. Speriamo che al loro terzo disco riescano ad emergere dall’anonimato.

Voto: ***1/2

Tracklist:

01. Driving To Wake Up
02. Heavy Days
03. Waking Up From You
04. Don’t Need Anyone
05. The Load
06. Humbucker
07. Cold Was The Night
08. Can’t Live Here Anymore
09. Baby Please Don’t Go
10. Pulling Up From The Grooves

Novità discografiche Marzo/Aprile 2018

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Una valanga di uscite discografiche ci attendono nei prossimi mesi, come d’altronde accade dopo la pausa natalizia e l’inizio di ogni nuovo anno che passa in sordina, la primavera comincia alla grande per tutti i generi musicali.

Joan Baez Whistle Down The Wind (il 2018 sarà l’ultima occasione per poterla vedere live in tour – primo album da dieci anni – produttore: Joe Henry)

The Breeders All Nerve (loro nuovo album in studio dal 2008; singolo: “All Nerve”)

Buffalo Tom Quiet And Peace

Sue Foley The Ice Queen (ospiti: Billy F. Gibbons, Jimmie Vaughan, Chris “Whipper” Layton, Charlie Sexton, JJ Johnson, Johnny Bradley, etc.)

Lance Lopez Tell The Truth ( produttore: Fabrizio Grossi; singolo: “Cash My Check”)

Moby Everything Was Beautiful, And Nothing Hurt (singolo: “Like a Motherless Child”)

Chris Smither Call Me Lucky (first single: “The Blame’s On Me”)

Tracey Thorn Record (ospiti: Corinne Bailey Rae, Shura, Warpaint’s Jenny Lee Lindberg e Stella Mozgawa; singolo: “Queen”)

Titus Andronicus A Productive Cough (singolo: “Number One [In New York})

UB40 featuring Ali, Astro & Mickey A Real Labour Of Love (produttore il frontman Ali Campbell; singolo: “She Loves Me Now”)

Snoop Dogg Snoop Dogg Presents Bible Of Love (Album Gospel composto da ben 32 canzoni; ospiti : Faith Evans, Rance Allen, Tye Tribbett, B Slade, ecc.; singolo: “Words Are Few”)

——> Barrence Whitfield & The Savages Soul Flowers Of Titan (singolo: “Let’s Go to Mars”)

——> Jonathan Wilson Rare Birds (ospiti: Father John Misty, Lucius, Lana Del Rey, singolo: “Over the Midnight”)

——-> David Byrne American Utopia (solo album dopo ben 14 anni dal precedente; t singolo: “Everybody’s Coming To My House”)

Brad Mehldau – After Bach

Editors Violence (singolo: “Magazine”)

Albert Hammond Francis Trouble (membro del gruppo The Strokes; singolo: “Muted Beatings’)

———> Jimi Hendrix Both Sides Of The Sky (10 delle 13 canzoni presenti incise tra il 1968 ed il 1970, sono inedite);

The Fratellis In Your Own Sweet Time (singolo: “The Next Time We Wed”)

Judas Priest Firepower (produttore: Tom Allom; singolo: “Lightning Strike”)

——–> The Nick Moss Band feat. Dennis Gruenling The High Cost Of Low Living

———> Nathaniel Rateliff & The Night Sweats Tearing At The Seams (produttore: Richard Swift; singolo: “You Worry Me”; Digital Deluxe Edition, con due extra tracks)

Lisa Stansfield Deeper

The Decemberists I’ll Be Your Girl (singolo: “Severed”)

Lindi Ortega Liberty

Meshell Ndegeocello Ventriloquism (album cover version di brani di autori come Prince, Janet Jackson, Tina Turner, Sade, ecc..)

Stone Temple Pilots -Stone Temple Pilots (nuovo cantante del gruppo: Jeff Gutt)

Kim Wilde Here Come The Aliens

The Oak Ridge Boys 17th Avenue Revival (produttore: Dave Cobb; singolo: “Brand New Star”)

George Ezra Staying At Tamara’s (ospiti: First Aid Kit; singolo: “Paradise”)

Black Stone Cherry Family Tree (ospite: Warren Haynes; singolo: “Burnin'”)

——–> Squirrel Nut Zippers Beasts Of Burgundy (nuovo album dopo 18 anni; singolo: “Karnival Joe [From Kokomo]”)

———> Paul Thorn Don’t Let The Devil Ride (graditissimo ritorno del cantautore con il prima album gospel registrato presso : Sam Phillips Recording a Memphis, FAME Studios a Muscle Shoals ed alla Preservation Hall a New Orleans; produttori: Billy Maddox, Colin Linden; ospiti: Blind Boys of Alabama, The McCrary Sisters, the Preservation Hall Jazz Horns, Bonnie Bishop)

Bettye LaVette – Things Have Changed (covers di canzoni di Bob Dylan; produttore: Steve Jordan; ospiti: Keith Richards, Trombone Shorty; singolo: “Things Have Changed”)

Jack White Boarding House Reach (singolo: “Connected By Love”)

Leah James While She Sleeps (figlia dell’ex Eagles Don Felder; singolo: “Wildfire”)

Kim Richey Edgeland (ospiti : Chuck Prophet, Pat McLaughlin, Mando Saenz; singolo: “The Get Together”)

The Vaccines Combat Sports (singolo: “I Can’t Quit”)

——–> Dr. Dog Critical Equation (singolo: “Listening In”)

Eels The Deconstruction

Jason Aldean – Rearview Town (singolo: “You Make It Easy”)

Manic Street Preachers Resistance Is Futile

Kylie Minogue Golden (singolo “Dancing”)

——–> John Prine The Tree Of Forgiveness

——–> Old Crow Medicine Show Volunteer (produttore: Dave Cobb; singolo: “Flicker & Shine”)

——–> Josh T. Pearson The Straight Hits! (singolo: “Straight to the Top!”)

——–> Ben Harper and Charlie Musselwhite No Mercy In This Land (singolo: “No Mercy In This Land”)

——–> Blackberry Smoke Find A Light (ospiti: Robert Randolph, Amanda Shires, The Wood Brothers; singolo: “Flesh and Bone”)

——-> Josh Rouse Love In The Modern Age

Sting & Shaggy 44/876 (ospiti: Robbie Shakespeare dal gruppo Sly & Robbie –
singolo: “Don’t Make Me Wait”)

Laura Veirs – The Lookout (ospiti: Sufjan Stevens, Jim James; singolo: “Everybody Needs You”)

Okkervil River In The Rainbow Rain

Inoltre previsti per Maggio :

Frank Turner – Be More Kind (singolo: “1933”)

La Luz Floating Features

Snow Patrol – Wildness

Echo & The Bunnymen – The Stars, The Oceans & The Moon (singolo: “The Stars”)

Trampled By Turtles Life Is Good On The Open Road

Per ora direi che è tutto, buon ascolto !!!

Ghalia & Mama’s Boys – Let The Demons Out (Ruf Records, 2017)

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Approdare all’etichetta Ruf Records per una giovane artista belga innamorata del blues è un ottimo punto di partenza.
Ultimamente sto ascoltando diversi dischi di blues al femminile (Samantha Fish, Jane Lee Hooker e Miss Velvet), segnale più che mai positivo per un genere definito “vecchio” dalle nuove generazioni anche se ancora importante per quanto riguarda la musica moderna.
Ghalia Vauthier, originaria di Bruxelles ma con una passione smodata per il blues oltreoceano ha cominciato a suonare sulle strade della sua città natale, poi ha fatto parte di un paio di band: Ghalia & the Naphtalines, energico gruppo di boogie blues ed i Voodoo Casino” coi quali ha inciso un album nel 2016. In seguito si è recata negli States per visitare i luoghi dove è nata la musica che ama,da St. Louis a Chicago passando per Memphis (è diventata un’artista rispettata a Clarksdale, Mississippi la città “blues” per antonomasia) infine è approdata in quel di New Orleans dove incontra i suoi futuri compagni di ventura che compongono i Mama’s Boys ovvero il famoso armonicista Johnny Mastro (e leader del gruppo), il bassista Dean Zucchero (Popa Chubby), il chitarrista Kevin “Smokehouse” Brown ed il batterista Rob Lee (ex Mike Zito Band). Registrato al Music Shed Recording Studio di New Orleans è composto da dodici tracce che evidenziano un sound grintoso e boogie, condotti sapientemente dalla bella voce di Ghalia e dall’armonica di Mastro.
“4 AM Fried Chicken” è un rock blues con influenze boogie mentre la successiva “Let The Demons Out” ha un groove più sporco e si addentra nelle acque limacciose del grande fiume Mississippi con assoli di chitarra fuzzy e l’armonica che accompagna la voce della cantante.

“Press That Trigger” è una cavalcata notturna e bluesy, “Have You Seen My Woman” ha influenze garage, con l’elettrica che ben si destreggia, ma sono ammorbidite dalla voce di Ghalia che porta il groove sui binari del blues (complice la presenza continua dell’armonica di Mastro) mentre “Hoodoo Evil Man” torna ad un sound blues’n’ boogie. “Addiction” è uno slow blues ipnotico e notturno che nasce dalle paludi nebbiose della Louisiana, con slide ed armonica luciferina sugli scudi.
“All The Good Things” ha un sound boogie blues classico Chicago Style orecchiabile, “I’m Shakin'”è una cover del famoso brano portato al successo da Little Willie John nel 1960 e ripreso da decine di artisti (tra cui The Blasters e Jack White) viene svolto come un fedele compitino ma non aggiunge nulla all’originale, se non la voce seducente della Vauthier. “Waiting” è un’ altra cavalcata boogie e shuffle cantata in coppia da Johnny Mastro e Ghalia ed il ritmo aumenta, la temperatura sale come in un jukejoint nei pressi di Vicksburg un Venerdì sera qualunque. “See That Man Alone” è un rock blues di grana grossa e sembra un semplice riempitivo, mentre “Hey Little Baby” riporta il disco ai livelli precedenti con un sound ipnotico ed intrecci tra armonica e slide a supportare la voce sensuale di Ghalia. Chiude questo buon disco “Hiccup Boogie” un brano che pesca a piene mani dal sound di John Lee Hooker con i Canned Heat. Un peccato veniale che gli concediamo più che volentieri, anche se la ragazza deve raggiungere ancora la maturità compositiva e vocale ma è sulla strada giusta: sicuramente in futuro sentiremo ancora parlare di lei.

Voto: ***

Tracklist:

1 4 AM Fried Chicken
2 Let The Demons Out
3 Press That Trigger
4 Have You Seen My Woman
5 Hoodoo Evil Man
6 Addiction
7 All The Good Things
8 I’m Shakin’
9 Waiting
10 See That Man Alone
11 Hey Little Baby
12 Hiccup Boogie

Joe R. Lansdale – Il sorriso di Jackrabbit (Einaudi Ed., 2018) – Anteprima

Joe Lansdale

Come per il nuovo libro di Don Winslow (che in realtà è nuovo per noi italiani, in quanto è un ripescaggio della serie di Neal Carey) si tratta soltanto di un “promemoria” in occasione della futura pubblicazione del nuovo libro di Big Joe ad ora prevista per il 12 Giugno 2018 (sperando che non venga posticipata ulteriormente, visto che inizialmente doveva essere pubblicato a Maggio).
Di seguito un breve cenno alla trama che , per chi si è appassionato alle avventure di Hap e Leonard accade una cosa che in effetti era prevedibile, ovvero Hap si sposa con la compagna Brett, ma le nozze vengono interrotte per dare il via ad una nuova mirabolante avventura della famosa e divertente coppia di “detective”.

Trama:

Nel fatidico giorno delle nozze con la sua amata Brett, mentre arrostisce hot dog per gli ospiti, Hap si vede piombare in giardino una coppia che incarna uno degli stereotipi texani più triti, quello dei pentecostali che “potrebbero benissimo nascondere serpenti velenosi nelle tasche e mettersi a discorrere all’improvviso in una lingua sconosciuta”. Sono la madre e il fratello di Judith Mulhaney, detta Jackrabbit, ventenne al seguito di una banda di scapestrati che di recente ha fatto perdere ogni traccia di sé. Nessuno, tanto meno la polizia, vuole cercarla. Contro ogni logica, Hap e Leonard raccolgono la sfida, imbarcandosi in un’avventura che li porterà nelle stanze segrete di una setta religiosa capace di adorare uno stuolo di immaginari uomini lucertola. E di infrangere senza rimorsi il quinto comandamento. Con il sarcasmo folgorante che rappresenta la sua inconfondibile scrittura, Lansdale ci regala l’ennesima parabola di ordinaria violenza, ambientata nello spicchio d’America che meglio conosce: l’East Texas.

Per la bibliografia dell’autore vi rimando al mio precedente articolo di Ottobre 2017 che presentava la pubblicazione del libro “Bastardi in salsa rossa”, che trovate qui https://wp.me/p3cehQ-8sv

http://www.joerlansdale.com

Don Winslow – Lady Las Vegas (Einaudi Ed. ,2018) – Anteprima

Don-Winslow

Giusto un’anticipazione per comunicare che ad ora è prevista la pubblicazione del nuovo episodio (il penultimo) della serie di Neal Carey il 15 Maggio 2018, che in lingua originale fu pubblicato nel 1994 col titolo “A Long Walk up the Water Slide”.

Trama:

Neal avrebbe di gran lunga preferito continuare il suo lavoro alla tesi di laurea su Smollett, ma i suoi mentori, gli Amici di Famiglia, gli affidano un caso che deve sbrigare alla svelta. Polly Paget, una rossa esplosiva con gli occhioni verdi e le gambe sempre in mostra, è braccata da chiunque negli Stati Uniti: Fbi, killer, mafiosi, magnati del porno e una quantità di giornalisti. Da quando ha osato denunciare per stupro Jack Landis, un noto conduttore televisivo del Family Network, famoso soprattutto per le posizioni super moraliste, tutti le stanno alle calcagna. Se vuole avere uno straccio di credibilità nelle aule del tribunale, è necessario che da bambolona sexy si trasformi in una lady. E che arrivi viva al giorno del processo. E’ di questo che deve occuparsi Neal Carey.