Gang – Sangue e Cenere ( Rumblebeat Rec. / Sony, 2015)

sangueecenere

Quattordici anni: nel frattempo tanto è cambiato, ora un blog su internet mi permette di commentare un loro disco, mentre in passato un loro disco me lo ascoltavo in solitario, nella mia stanza o nella mia auto, al limite qualche parola la potevo condividere con l’amico che ascoltava la stessa musica. Quattordici lunghi anni dalla pubblicazione di un loro album in studio. Abbiamo tra le mani il nuovo “Sangue e cenere”, l’atteso ritorno della band marchigiana. Il progetto si è reso possibile grazie all’ ormai collaudato metodo del crowdfunding: oltre mille sostenitori hanno risposto all’appello lanciato dalla band, “Sangue e Cenere” è un disco dal suono molto americano poiché hanno partecipato alle registrazioni diversi musicisti provenienti dall’area di New York, di Austin e Santa Fe come Barry Danielian e Clark Gayton (musicisti che fanno parte della sezione fiati che in passato ha accompagnato Bruce Springsteen), Craig Dreyer, Jason Crosby, Eric Ambel (ex Del Lords), ma anche l’italiano Charlie Cinelli e l’orchestra d’ archi del maestro Campolucci. Il produttore è il grande cantautore Jono Manson, sempre più spesso in Italia a curare e seguire produzioni di chiara matrice americana (ricordo ad esempio l’ ultimo album del gruppo pavese The Mandolin Brothers).

Inizialmente ispirati dai Clash e dal punk rock, la loro musica in seguito, pur mantenendo dei testi molto politicizzati, postò l’asse sonoro sempre più verso il folk ma con un’ attitudine combat rock. Dopo l’esperienza con etichette discografiche importanti come la Wea e la CGD per le quali realizzarono grandi dischi come “Le radici e le ali” e “Storie d’Italia”, autentici riferimenti per la nostra cultura popolare, negli ultimi anni avevano rinunciato ad incidere preferendo esibirsi in concerto e rimanendo ai margini di una società ormai vuota di ogni valore, arida e deludente.

L’album, dalla lunga gestazione (già nel 2011 in alcune loro interviste accennavano a canzoni pronte per un album dallo stesso titolo) contiene undici canzoni prodotte dalla Rumble Beat Record, mentre la Sony si occupa della distribuzione. Tuttavia i Gang, tramite il loro sito web, informano che “è arrivato il momento di diffondere queste canzoni e permettere loro di arrivare anche a quelli che non le hanno ancora ascoltate. Che magari ignorano la nostra piccola grande storia. Che credono che l’Italia che suona sia solo quella che che scorre dalle immagini della TV o dalle radio nazionali di facile ascolto. Sappiamo che potremo contare su di voi, e grazie davvero di tutto.” Marino e Sandro Severini hanno infatti caricato l’album su soundcloud e su spotify, in questo modo, chiunque potrà ascoltare le loro nuove canzoni senza necessariamente comprare il disco.

“Sangue e Cenere” è grondante di memoria: di denuncia e rabbia per le persone morte per l’amianto in “Non finisce qui”, una struggente ballata col sax che ti entra sotto pelle, dove cantano “Quella fabbrica mio padre/ la ingoiò tutta di un fiato/ alla Breda ferro e fuoco come fosse un condannato/ ferro e fuoco, fuoco e ferro e polvere d’amianto, prima ti avvelena il sangue poi diventa cancro …”; di resistenza, nella canzone “Alle barricate” con sonorità irish rock e dedicata alla città di Parma che nel 1922 respinse per cinque giorni i fascisti; della terribile guerra nella ex Jugoslavia in “Angeli di Novi Sad” e dei migranti (“Marenostro” una lunga preghiera per i disperati che sui barconi approdano dall’Africa sulle nostre coste).
“Perché Fausto e Iaio”, organo hammond e lap steel, altro brano epico in ricordo dei due ragazzi uccisi da anonimi sicari fascisti a Milano negli anni di piombo.
Una menzione a parte merita la bellissima canzone “Nel mio giardino” un brillante rock soul impregnato di Asbury sound che sembra suonato dai Jukes di Southside Johnny oppure dalla E-Street Band, con la sezione fiati (che fa davvero parte della touring band di Springsteen) che la impreziosisce ed emoziona.

A partire dalla copertina, che ricorda i Basement Tapes di Dylan, merito anche della presenza di Garth Hudson di The Band alla fisarmonica, il loro riferimento è oramai diretto al folk rock ed al popolo, perché come dice Sandro Severini: “Non è vero che la storia siamo noi. La Storia con l’iniziale maiuscola la scrivono i vincitori nelle cui fila sono pronti a saltare tutti gli opportunisti”.
Qui si parla di altre storie, non ufficiali, quelle non considerate importanti e che mai entreranno nei libri di storia studiati dai nostri figli, quelle che arrivano da persone normali che coi loro ricordi condivisi formano però un’ altra grande storia, nata dal sangue e covata nella cenere della sofferenza.

Voto: 8,0

Tracklist:

1.Sangue e cenere
2.Non finisce qui
3.Alle barricate
4.Ottavo chilometro
5.Marenostro
6.Perché Fausto e Iaio?
7.Nino
8.Gli angeli di Novi Sad
9.Più forte della morte è l’amore
10.Nel mio giardino
11.Mia figlia ha le ali leggere

Per maggiori informazioni:

http://www.the-gang.it/

Audio intervista dei Gang a Radio Gold Alessandria:

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...